«Il Governo non farà nulla per fermare il Centro Oli»

Alessandro Biancardi

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«Il Governo non farà nulla per fermare il Centro Oli»
ROMA. Questo pomeriggio nel corso del Question Time l’onorevole Giovanni Legnini (Pd) ha interrogato il Governo su cosa si intende fare per fermare il centro Oli dell’Eni che dovrebbe sorgere ad Ortona. * FRATINO SI PREOCCUPA DEI DISOCCUPATI
A rispondere, a nome del ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, è stato Elio Vito, ministro per i rapporti con il Parlamento.
«Il governo è interessato alla attività di estrazione lungo la costa adriatica», ha risposto il ministro, «ma l'indirizzo generale, pur non avendo alcuna preclusione, è quello che ciò avvenga con un puntuale rispetto delle normative vigenti, dell'ambiente e della compatibilità con le realtà locali».
Vito ha poi riepilogato la situazione generale del mare Adriatico, dove le estrazioni di idrocarburi sono cominciate già nel 1940.
«Attualmente sono in vigore 57 concessioni per un totale di 1.006 pozzi lungo le coste di Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Puglia. 112 sono le piattaforme, di prevalenza Eni e Edison».
In istruttoria ci sono al momento altre 16 richieste ancora tutte da valutare.
«Sono totalmente insoddisfatto della risposta del ministro», ha replicato il senatore Legnini.
«Nulla è stato detto e chiarito sulla situazione della costa abruzzese. Il mare adriatico che fornisce il metà del pescato rischia di diventare il mare del petrolio», ha aggiunto.
«L'Abruzzo, regione verde d'Europa rischia di diventare la regione nera. Il Governo», ha aggiunto il senatore, «ha detto che si procederà rispettando le valutazioni di impatto ambientale, ci mancherebbe altro…Ciò che oggi appare chiaro è che però il Governo non ha preso nessuna posizione sul centro oli».
Dopo lo stop arrivato nei giorni scorsi, almeno fino al 2009, dal consiglio regionale la questione resta ancora tutta aperta.
02/10/2008 16.59