Mastella: «quando si è innocenti è piu' difficile difendersi»

Alessandro Biancardi

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Mastella: «quando si è innocenti è piu' difficile difendersi»
VASTO. E' ritornato Mastella. Dopo le dimissioni da ministro della Giustizia con Prodi, la caduta del governo, la decisione di non correre alle politiche adesso Clemente da Ceppaloni torna alla ribalta. ROTONDI: «IN ABRUZZO LA MAGISTRATURA HA DISTRUTTO LA GIUNTA»  FIORE (FORZA NUOVA) CANDIDATO PRESIDENTE MARIO AMICONE LASCIA L’UDC E PASSA NEL PDL SONDAGGIO: E' IMPORTANTE IL CURRICULUM GIUDIZIARIO DEI CANDIDATI? SONDAGGIO: I "RISULTATI" DELLE REGIONALI DEI LETTORI DI PDN (LUGLIO 2008)
Lo rifà ripartendo dalla A di Abruzzo perché da qui, lo ha già annunciato qualche settimana fa, proverà a mostrare all'Italia intera che il suo partito non è morto.
Ieri, intervenendo al convegno "Legalità e famiglia" si è mostrato fiducioso. Tecnica elettorale o vera convinzione?
Quello di cui è certo è che in Abruzzo «la partita elettorale non e' decisa e nessuno puo' dire chi vincera'». E per lui Berlusconi ha solo «una maggioranza che e' la piu' grande minoranza del Paese».
Insomma, «siamo ad un fifty fifty» perché «votare per i comuni e per le regioni è cosa diversa che votare sul piano nazionale».
Mastella non ha nascosto che il suo partito ha «un'idea comune» con Pier Ferdinando Casini e l'Udc e «se c'e' Rodolfo De Laurentiis come candidato presidente noi diciamo si'. Per noi contano i temi della famiglia, ma anche della legalita' che non e' esclusiva di nessuno».
Ha aggiunto che il suo partito è «contro il federalismo fiscale che penalizza le regioni meridionali ed anche l'Abruzzo. E' giusto che i cittadini si esprimano perche' in un referendum vincerebbe il popolo, quello dalla Padania in giu', opposto al popolo della Lega».
Nonostante il passato burrascoso, l'arresto di sua moglie quando lui era ministro della Giustizia (in parlamento disse all'Italia intera «tra l'amore per mia moglie e il potere scelgo il primo») e il vuoto creatosi intorno dopo le sue dimissioni, Mastella sostiene di aver «ancora fiducia nella politica anche se di giganti in giro non ne vedo» e ha confidato che nella sua «disavventura giudiziaria mi ha sorretto la fede».
«Quando si e' innocenti - ha aggiunto - e' piu' difficile difendersi.
Mi sono dovuto presentare dinanzi al tribunale dei ministri per un passaggio in aereo con mio figlio, come se fossi l'unico esponente della tanta vituperata casta. E se mi fossi laureato a Catanzaro? Non si puo' dunque parlare male del sud ad ogni occasione»


20/09/2008 10.28

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ROTONDI: «IN ABRUZZO LA MAGISTRATURA HA DISTRUTTO LA GIUNTA»

Qualche mese fa una sua intervista fece scalpore perché parlando dei magistrati disse che bisognava colpirne uno per educarne cento, riprendendo così lo slogan delle Brigate Rosse. Ieri il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi (Dca per le Autonomie), ha preso ancora di mira il mondo della Giustizia e detto che se in Abruzzo Del Turco è andato a casa è colpa della «magistratura che ha distrutto la giunta».
«Cose accadute con la Dc», ha aggiunto il ministro a Teramo per presenziare all'inaugurazione di una banca, «con il centrodestra e con il centrosinistra. Serve - ha detto- una riflessione seria, e' stata abbassata la guardia sulla questione morale. La magistratura applica lo stesso metodo con cui fu smantellata la Dc. Vedo un po' di aggressione verso il centrosinistra e lo dico contro il mio interesse».
Il ministro ha poi sottolineato che se il Pdl vuole vincere le prossime elezioni «dovra' puntare non sugli scandali ma su quanto non e' stato fatto in questi anni. All'Abruzzo serve un nuovo inizio».
Sulla questione sanita', invece, Rotondi ha evidenziato che «e'
sempre un bubbone ovunque. Basti pensare che in Sicilia Lombardo ha nominato un assessore d'assalto».
Sul futuro dell'Abruzzo ha fatto sue alcune parole di Gaspari.
«Bisogna ricominciare dalle incompiute. Le realizzazioni del miracolo abruzzese appartengono ai tempi di Natali, di Gaspari, nemmeno la precedente esperienza di centrodestra e' stata esaltante. A Teramo vedo grande entusiasmo verso l'ex sindaco Gianni Chiodi, mi sembra che ci sia larga stima nei suoi confronti»

20/09/2008 10.28



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FIORE (FORZA NUOVA) CANDIDATO PRESIDENTE

ABRUZZO. Ha ufficializzato questa mattina la sua candidatura a presidente della regione il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore.
All'iniziativa elettorale di Forza Nuova ha dato la propria adesione anche il Movimento sociale di Pino Rauti, rappresentato da Maurizio Dionisio.
Fiore ha spiegato che la scelta di scendere in campo in prima persona è stata dettata «dalla situazione eccezionale» in cui si trova l'Abruzzo, dopo «il gravissimo caso di malaffare» che
ha coinvolto alcuni fra i principali rappresentanti del governo regionale.
Secondo Fiore dall'Abruzzo deve nascere un progetto «di riscatto e ricostruzione», da allargarsi poi al resto del Paese, come già accaduto in passato, in particolare negli anni '90, quando in alcune citta' abruzzesi furono eletti sindaci fuori dall'arco costituzionale.
Il segretario di Forza Nuova ha sottolineato che oggi il movimento si presenta con un programma
«forte, di emergenza, per dare fiducia alla regione».
Fra i punti principali: la nazionalizzazione della sanità; aiuti alle famiglie numerose, agli anziani, alle fasce più deboli, alla piccola impresa, all'agricoltura, oltre naturalmente alla questione morale.
Fiore ha sottolineato che molti partiti sono andati al governo con alcune idee di Forza Nuova. «Adesso - ha detto - il banco di prova è vedere se riescono a fare qualcosa, purtroppo non mi sembra che nel campo dell'immigrazione, della lotta alle grandi mafie e alla camorre e al clientelismo sia stato fatto nulla».
Dunque, ha aggiunto Fiore, Forza Nuova riprende il cammino accanto agli italiani «per una rivoluzione che tende a cambiare radicalmente le cose».
«Quando sembrava saltasse la grande agenzia di assicurazioni, il governo americano ha preso e nazionalizzato, mi sembra che la situazione sia identica».
Lo ha detto, a margine di una conferenza stampa a Pescara, il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, a proposito della vertenza Alitalia.
«L'unica chance che ha lo Stato Italiano - ha sottolineato - é di nazionalizzare subito, dando in mano a dei manager autoritari la patata bollente e di lì ricominciare un discorso di ristrutturazione di tutta l'azienda».

20/09/2008 14.15

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MARIO AMICONE LASCIA L'UDC E PASSA NEL PDL

ABRUZZO. Il consigliere regionale Mario Amicone lascia l'Udc per aderire al Pdl. Lo ha annunciato in una conferenza stampa cui ha partecipato anche il coordinatore regionale di Fi, Andrea Pastore. Amicone ha parlato di «una giornata storica», dopo quasi 30 anni di attività politica al centro, prima nella Dc e poi nell'Udc. Il passaggio, come spiegato, gli consente di continuare «la sua azione politica in alternativa alla sinistra».
Lasciare l'Udc è stata, comunque, «una decisione sofferta e travagliata», della quale ha già informato gli organismi del partito, anche se «inevitabile» ha detto Amicone poiché «l'Udc sta facendo il partito ballerino, non decide con chi allearsi, non dice cosa intende fare».
Amicone ha evidenziato che «si parla di trattative in corso con la sinistra», di cui non ha precise risposte. «A me – ha dichiarato - non va di cadere nelle sabbie mobili del partito. Voglio essere coerente con me stesso anche se cambio partito».
In proposito ha spiegato che tanti anni di opposizione in Regione non gli consentono di allearsi «con quei personaggi che proprio in Regione ho combattuto con forza e veemenza».
«Non posso stare al loro fianco - ha evidenziato - neppure se mi legano».
Ha poi fatto presente che, nel momento in cui gli organismi dell'Udc ufficializzeranno «il patto con la sinistra, ci sarà una fuga di uomini» dal partito.
Sul suo ruolo nel Pdl, infine, Amicone ha detto che «non c'é stata alcuna contrattazione» e che metterà a disposizione la sua esperienza.
Non trascorreranno giorni mari in casa Udc per la dipartita.
«Rassicuriamo il Consigliere regionale Mario Amicone che la scelta dell'Udc non sara' dettata da false appartenenze ideologiche, ma sara' ispirata dalla volonta' di difendere gli interessi generali dei cittadini abruzzesi». Lo si afferma in una nota della segreteria regionale dell'Udc.
«Siamo il primo partito - prosegue la nota - ad aver prodotto un programma con idee forti per la modernizzazione della nostra regione che sara' oggetto di confronto con le altre forze politiche, dal quale scaturiranno le alleanze. Chi vorra' migliorare l'Abruzzo e restituire ai nostri cittadini una regione efficiente, competitiva, attenta ai bisogni primari, come la sanita' e il lavoro, sara' nostro alleato per cambiare completamente il volto a questa regione. In tutti questi anni abbiamo fatto scelte di coerenza sia a livello nazionale che regionale, scelte improntate alla difesa dei nostri valori, dei nostri ideali e dei nostri principi. Il Consigliere regionale Amicone - sottolinea la nota - non ci venga a parlare di coerenza, quando prima della caduta del Presidente Ottaviano Del Turco trascorreva giornate intere a disegnare nuovi scenari politici insieme a importanti esponenti della sinistra. Non e' lo stesso Amicone - prosegue la nota - che a Francavilla e' stato l'artefice dell'accordo con la sinistra, facendo perdere la Pdl. Del resto, non e' lo stesso Amicone che nelle riunioni con i vertici del partito teorizzava alleanze a sinistra? Non e' lo stesso Amicone che ambiva, invano, ad importanti ruoli regionali e, per questo, indotto a prendere il largo verso altri lidi?»

20/09/2008 14.27