Lunedì si cancella il registro delle unioni civili

Alessandro Biancardi

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Lunedì si cancella il registro delle unioni civili
PESCARA. Lunedì 22 settembre sarà ricordato come il giorno della marcia indietro. Il consiglio comunale si prepara infatti a cancellare il registro delle unioni di fatto, approvato alla fine della scorsa consiliatura. SANITÀ: AN CHIEDE UN CONSIGLIO PROVINCIALE STRAORDINARIO
E lo farà con una delibera, anzi due, perché pare che la volontà di correggere "l'errore" del passato sia assolutamente bipartisan.
Nei mesi scorsi si era innescata anche una polemica perché, a distanza di quattro mesi dall'approvazione, non era stato ancora istituito ufficialmente il registro. E infatti quella mancanza era propedeutica al passo indietro.
Ma chi aveva aperto le porte alle unioni civili? Era il 28 febbraio, ultimo consiglio comunale prima delle elezioni che hanno riportato il sindaco D'Alfonso a Palazzo di Città.
Votarono per il sì dieci consiglieri: Gianni Melilla (Sinistra Europea), Carlo Sprecacenere (Sdi), Roberto Carulli (Pd), Angelo Tenaglia (Pd), Davide Pace (Sinistra Europea), Enzo Imbastaro (Pd), Glauco Torlontano (Pd), Fausto Di Nisio (Indipendente), Viola Arcuri e Maurizio Acerbo (Rifondazione).Quattro i contrari: Ciccarelli (Idv), Bozzolan (lista Teodoro), Cesarone (Pd), Zuccarini (Pd).
Subito dopo cominciò la battaglia: quella del centrodestra che dichiarò guerra al registro (il candidato del Pdl Luigi Albore Mascia ne fece anche uno dei suoi punti nella campagna elettorale) e quella più silenziosa del primo cittadino che non ha mai sfiorato l'argomento.
«Con la delibera per l'istituzione del Registro, la Città di Pescara ha fatto un passo importante nella direzione delle politiche attive per l'estensione dei diritti di cittadinanza e contro la discriminazione», sostengono i responsabili di Jonathan, diritti in movimento che parteciperanno al Consiglio comunale di lunedì (inizio alle 9,30) «per mostrare che il corpo appartiene a ognuno di noi, e che Pescara non merita una politica oscurantista e discriminatoria».
«Non si comprende», aggiunge Silvana Prosperi della segreteria provinciale del Partito Socialista, «la necessita' di compiere scelte che perfino a livello governativo trovano un preciso riscontro e di segno completamente opposto a quanto i neo conservatori pescaresi vogliono realizzare».
«Ci stupisce», continua Prosperi, «che proprio consiglieri del partito democratico intraprendano simili iniziative. Proprio coloro che ribadiscono la necessita' della laicita' delle istituzioni intraprendono poi iniziative di segno opposto».

20/09/2008 9.23

«IL PD E' SPACCATO»

In casa Partito Democratico c'è chi accetta il registro e chi lo vuole abolire. Solo la votazione di questa mattina farà capire le reali intenzioni dei rappresentanti della maggioranza.
Intanto i 4 segretari dei circoli di Pescara hanno firmato un documento in cui sostengono che la cancellazione del registro sia una azione «per nulla condivisibile».
«Sostenere i diritti di ogni cittadino», scrivono Carlo Gaspari, Piero Giampietro, Marco Rapino e Fabrizio Verì, «è la missione per cui è nato il PD, per questo facciamo appello a tutti i consiglieri comunali del Partito Democratico e del centrosinistra affinché unitariamente respingano la proposta di abolizione del "Registro delle Unioni Civili" evitando anche azzardati laceramenti della maggioranza».

VERI': «REVOCHIAMO LA GHETTIZZAZIONE»

«Il Pdl si è opposto sin dall'inizio all'istituzione di quel Registro – ha affermato la consigliera Nicoletta Verì, vicepresidente del Consiglio – che sapeva tanto di 'elenco di proscrizione', una sorta di anagrafe speciale in cui dovevano iscriversi tutti coloro che sceglievano di vivere con un compagno al di fuori dei canoni del matrimonio, religioso o civile, senza neanche specificare quale profitto avrebbero tratto sbandierando ai quattro venti i propri rapporti intimi. Una delibera, in realtà, vuota, di pura facciata, alla quale la giunta D'Alfonso non ha mai dato seguito, pur avendone tutto il tempo: in sette mesi quel registro non è stato istituito».

RIFONDAZIONE MANIFESTA IN SILENZIO

E nel corso della seduta Rifondazione Comunista ha organizzato una protesta silenziosa. «L'appuntamento è per le ore 10 nell'aula consiliare», spiega Maurizio Acerbo. «Assisteremo al Consiglio con un triangolo rosa sul petto (il simbolo politico gay).
«Dispiace», continua Acerbo, «che un tema importante come questo debba essere usato quale strumento per becere schermaglie tra partiti.
L'iniziativa appare superflua e propagandistica in quanto a neutralizzare la delibera ci aveva già pensato il sindaco D'Alfonso.
Continueremo a batterci contro l'ignoranza e il pregiudizio e contro i politicanti che li cavalcano al fine di ottenere facili consensi».

22/09/2008 9.29





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SANITÀ: AN CHIEDE UN CONSIGLIO PROVINCIALE STRAORDINARIO


PESCARA. Il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale della Provincia di Pescara ha promosso la richiesta di un Consiglio Straordinario sulle sorti della Asl Pescarese. Al documento hanno aderito anche altri consiglieri del Pdl dell'Udc e del Pd.
«Il Piano Regionale Sanitario – dice Nicola Ricotta, capogruppo di An in Consiglio provinciale – decreta di fatto la morte dell'ospedale di Pescara e di tutti i presidi della Provincia I pazienti saranno costretti a farsi curare fuori regione, con l'aggravio di spese per la nostra Asl».
«La stessa sorte tocca a strutture come quelle di Penne e di Popoli – dice il consigliere di An Mario Lattanzio – che vedono abbattuti i loro livelli di efficienza».
La richiesta di un Consiglio Straordinario nasce dalla preoccupazione per la crisi che sta coinvolgendo le strutture sanitarie pubbliche pescaresi, soprattutto in seguito alla decisione di unificare le Aziende ospedaliere di Chieti e Pescara.
In questo modo sarebbe vanificato il ruolo che la Sanità pubblica pescarese si è ritagliata nel corso degli anni in termini di professionalità, funzione sociale ed economica. L'ospedale di Pescara, quindi, vedrebbe notevolmente ridimensionato il suo ruolo e perderebbe alcuni reparti simbolo di efficienza come ematologia, neurochirurgia e chirurgia pediatrica, fagocitati nell'Azienda Universitaria Chieti-Pescara.
«Alleanza Nazionale chiede con forza al Comune, alla Provincia di Pescara e a tutti gli enti territoriali», si legge in una nota, «di chiarire le modalità con cui si intende realizzare l'aziendalizzazione della Asl di Chieti e Pescara tutelando la Sanità pubblica pescarese. Alleanza Nazionale, inoltre, ritiene inaccettabile che il Sindaco di Pescara, nel suo ruolo di Segretario regionale del Partito democratico, si interessi delle sorti dell'ospedale di Giulianova trascurando le problematiche legate al futuro della rete sanitaria di Pescara e Provincia»

22/09/2008 14.43