Febbo (An):«Dipendenti della Provincia raddoppiati e casse vuote»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Mauro Febbo contro Tommaso Coletti: continua lo scontro tra i due presidenti della Provincia di Chieti sulla gestione dell'Ente e sul comportamento politico dell'opposizione.
Aveva detto Coletti: «Ci facciano almeno una proposta politica, non solo polemiche che non sempre sono precise sui numeri e sui Bilanci». Replica numero uno di Febbo: «noi non siamo l'opposizione del tanto peggio tanto meglio, e lo dimostriamo con i fatti e con i voti in aula».
Replica numero due: «la Provincia ha grossi problemi di gestione: i soldi finiti, le variazioni di Bilancio e l'uso del fondo di riserva lo dimostrano».
E via con un elenco di argomenti, di votazioni e di documenti.
«Coletti si vanta del Campus tecnologico? Fa bene, è una realizzazione importante. Ma non dice che lo farà con i finanziamenti di Berlusconi e, più modestamente, con i nostri voti: la delibera è passata all'unanimità, con l'aggiunta di miei 8 emendamenti – spiega Mauro Febbo – senza dire dello Statuto, scritto dal compianto Filippo Anreacola. Bilancio: abbiamo presentato 72 emendamenti, di cui 9 approvati. Pista ciclabile: l'abbiamo proposta io e Desiati 10 anni fa. E potrei continuare: come si vede siamo ampiamente propositivi».
E le polemiche sui soldi che non ci sono, sui cambi dei Dirigenti alla Ragioneria, sui difficili rapporti con i Revisori dei Conti?
«Premesso che Umberto Peca, l'attuale responsabile della Ragioneria, ha la nostra massima stima perché è un fedelissimo dell'Ente, è pur sempre il quarto dirigente in quattro anni e forse non sarà nemmeno l'ultimo. Al di là della sua lettera che prima blocca e poi riapre i pagamenti (noi non siamo d'accordo e glielo contesteremo) noi da mesi diciamo che c'è una gestione poco oculata. Lo diciamo da mesi, ben prima di Peca. Abbiamo criticato i 70 mila euro presi dal fondo di riserva per pagare gli assunti a tempo che sono arrivati ad oltre trecento».
«Mancano i soldi per il carburante, per le manutenzioni, per il turismo, per le imprese a cui la Provincia doveva dare un contributo sugli interessi bancari dei prestiti. Si fermano i lavori perché le imprese non vengono pagate».
E' di oggi un'interrogazione di Luciano Bisbano sullo stop per i lavori della Cittadella della musica a Santa Giovina di Lanciano.
«E potrei continuare», dice Febbo, «mi fermo solo dopo aver sottolineato che proprio i Revisori dei conti, che Coletti dice di aver sempre al suo fianco, lo hanno contestato scrivendo 4 volte, cioè ogni anno, alla Corte dei Conti per l'uso improprio dei fondi sul turismo. Io ho chiesto chiarimenti, mi hanno risposto che ci informeranno nel Bilancio di previsione 2009, ma non hanno smentito. Insomma: Coletti è bravo a dire che tutto va bene, ma se la suona e se la canta da solo».
«I fatti gli danno torto», sentenzia Febbo, «e a dire bugie non sono certo io né tanto meno l'opposizione tutta».
Ma è vero che sono a rischio gli stipendi?
«Mi auguro di no, ma se ci sono solo 5 milioni in cassa, qualche problema ci sarà: noi avevamo 400 dipendenti, ora sono quasi il doppio. Il che ha un costo e dimostra che la gestione non è esemplare».
(s. c.) 19/09/2008 9.19