La Sinistra apre al Pd ma pensa all'Idv

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Martedì si sono riuniti i segretari regionali di Sinistra Democratica (Gianni Melilla), PdCI (Antonio Macera), Verdi (Fiorella Zabatta) ed una delegazione del PRC (il segretario regionale Marco Gelmini, Maurizio Acerbo, Amanda de Menna, Marco Fars, Daniela Santroni).
Nell'incontro si è ribadita la necessità di una «svolta morale», programmatica e di capacità amministrativa «per rendere possibile in Abruzzo il buon governo e la sconfitta del centrodestra che già vediamo male operare nel Paese (scuola, Alitalia, spinte all'intolleranza, impunità per i potenti, contro-riforme elettorali, etc...)».
Nel corso dell'incontro si sono confermate quelle condizioni «poste da tempo come necessarie per la ricostruzione, il rilancio e l'allargamento del centrosinistra con l'IdV».
Tre i punti fondamentali messi nero su bianco: «pulizia nelle liste», nessun candidato con avviso di garanzia o rinvio a giudizio per reati connessi alla pubblica amministrazione potrà candidarsi, «candidato presidente condiviso ed espressione del rinnovamento» e intesa programmatica a partire da sanità e servizi, lavoro, difesa del territorio e dell'ambiente, rilancio del ruolo pubblico, trasparenza nell'amministrazione, riduzione drastica dei costi della politica.
Tre condizioni che sembrano molto vicine a quelle dell'Italia dei Valori e un po' meno a quelle del Pd (che ha già detto che gli unici non candidabili saranno le persone rinviate a giudizio e non i "semplici" indagati).
Su queste basi Prc, PdCI, SD, Verdi invitano il Partito Democratico ad un pronunciamento «chiaro, positivo ed urgente avviando un serio confronto collegiale nella possibile coalizione».
Anche in eventuali consultazioni primarie, spiega la coalizione di sinistra, «si dovranno utilizzare parametri e codici etici comuni e condivisi da tutta l'eventuale coalizione».

17/09/2008 9.44