«Manovre poco trasparenti della camera di commercio sul porto turistico»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1065

Poca, pochissima informazione e trasparenza sulla gestione di un ente come la Camera di Commercio di Pescara, dalla quale pervengono ormai poche notizie sulle iniziative a sostegno delle attività economiche e troppe su attività di vetrina.
E' l'ultimo attacco frontale dei Popolari Udeur alla gestione Ardizzi, finito poche settimane fa nella bufera dello scandalo che ha coinvolto Sergio Billè e la Confcommercio. Ma oggi sono altri i motivi del malumore di Licio di Biase, commissario del partito.
«E' il caso dello scioglimento (avvenuto in questi giorni) delle due Aziende Speciali dell'Ente, senza il minimo coinvolgimento non solo dei sindacati (che pure esprimono un rappresentante di categoria in Giunta), ma dello stesso Consiglio Camerale», spiega Di Biase, «scioglimento di due Aziende della Camera (destinate a servizi alle imprese, organizzazione corsi di formazione, punto UNI per le imprese sulla normativa e certificazione di qualità (ASIP), e organizzazione mostre ed eventi della Camera, e servizi alle imprese turistiche STAT -Servizi Turismo e Territorio) per la costituzione di una società di servizi, al 50 % con la Marina di Pescara srl, società, quest'ultima, di proprietà al 100% della stessa Camera di Commercio. Ci chiediamo: perché mettere a rischio il futuro di 10 dipendenti per la creazione di una società per gestire manifestazioni che le stesse aziende ora sciolte avevano fino ad oggi gestito ed organizzato insieme ad altri servizi?».

I popolari si domandano anche se queste trasformazioni o costituzione di nuove Srl, sempre comunque di proprietà e controllo al 100% dell'Ente camerale, non siano solo un modo sbrigativo per “diluire” eventuali e più severi controlli, che nel caso delle aziende speciali è a carico di un Collegio con Revisori del Ministero mentre nella Srl (con capitale minimo) del tutto assente.

«Perchè vengono ricordate dai vertici camerali, una “serie di disposizioni che impongono la chiusura delle aziende speciali”», aggiunge Di Biase, «ma non vengono ugualmente menzionati i molti casi di Camere di Commercio in Abruzzo ed in Italia, che hanno riassorbito i dipendenti nelle rispettive strutture camerali, attribuendo ai dipendenti assorbiti gli stessi e nuovi compiti.
Sembra invece che le richiamate disposizioni ministeriali siano utilizzate solo a costituire nuovi Consigli di amministrazione sempre più controllati da una sola Associazione di categoria o per fare pulizia di personale forse troppo scomodo, come già accaduto, forse, con l'Azienda speciale di gestione del Porto turistico».

Inoltre c'è ancora mistero sulla nuova Srl Gestione Servizi Pescara, che gestirà parte delle aree dell'ex COFA a confine con il Porto Turistico.
«Se ciò corrisponde al vero», conclude Di Biase, «occorre che il consiglio comunale esprima le proprie valutazioni sulla destinazione di queste aree vitali per lo sviluppo non solo dello scalo portuale (in questa delicata fase di crescita), ma dell'intera città».
20/01/2006 10.14