Lalli-Collevecchio: ritorno al passato

Alessandro Biancardi

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LA POLITICA DEL RICICLO. ABRUZZO. Toccherà probabilmente ai giuristi interrogarsi sulla legittimità della nomina dell’ex prefetto Giuliano Lalli a Commissario dell'Agenzia sanitaria regionale, coadiuvato da Mario Collevecchio. Lalli molto vicino agli ambienti del Pd sostituisce Francesco Di Stanislao dimessosi dopo essere stato indagato nell’inchiesta sulla sanità
Un fatto però è certo: così Pescara fa un salto indietro di almeno 15 anni e tornano prepotentemente alla ribalta personaggi sicuramente capaci, dal punto di vista tecnico e manageriale, ma legati a vecchie logiche.
Qualcuno già avanza l'ipotesi che il Governo nazionale impugnerà questa nomina: questi però sono argomenti per tecnici del Diritto.
La valutazione della decisione di Paolini oscilla da un «nominiamolo subito, così non lo decide il Governo» a «i soliti noti, sempre gli stessi».
Valutazione quest'ultima che è stata avvalorata dall'incarico di vice commissario a Mario Collevecchio, una breve esperienza da sindaco di Pescara nel 1994, quando fu mandato a casa dopo sei mesi per un cavillo burocratico (una firma sbagliata di un suo collaboratore per la presentazione delle liste) e spianò la strada a Carlo Pace, giovane ricercatore universitario che saltò sul carro di Forza Italia, allora in fase espansiva.
Era l'epoca post Ciccantelli, il sindaco che fece le spese della lotta tra i vecchi poteri (D'Andreamatteo, Nenna D'Antonio) contro Glauco Torlontano, Armando Mancini, Gianni Bulferi, Armando Prosperi (all'epoca efficientissimo assessore alla Trasparenza che mise in riga i consiglieri comunali riottosi al rispetto delle regole).
Era l'epoca delle Giunte istituzionali, un po' Milazziane, e del sindaco Allegrino.
Ma erano anche gli anni del Porto turistico e del trasferimento dell'Ospedale nella sede attuale. Poi Collevecchio mise la sua esperienza amministrativa, come city manager, a servizio di Montesilvano e della Provincia di Pescara, per riapparire oggi all'ASR a fianco dell'ex Prefetto Lalli.
Nomine tutte discusse le sue, dopo il pensionamento da Prefetto: vedi l'esperienza di Bussi (commissario al Comune)e la nomina in Attiva spa.
L'accusa che gli viene mossa è di essere troppo vicino al potere, quello politico ed amministrativo, ma anche quello universitario, visto che è ospite fisso delle manifestazioni della d'Annunzio, sia locali che internazionali (partecipò un paio di anni fa anche al viaggio a Parigi per l'esibizione del Coro UdA).
Non è un caso forse che meno di un'ora dopo la nomina l'unico a precipitarsi in una dichiarazione di approvazione è stato il sindaco D'Alfonso.
Ma l'accusa potrebbe essere ribaltata: è un uomo equilibrato, preparato, esperto che in un momento di crisi mette a disposizione degli amministratori la sua lunga navigazione negli uffici pubblici.
Tutto giusto: è l'esperienza che avanza...

ALTRE PERPLESSITA'

«Forti perplessità» sulla noma vengono espresse anche in una nota congiunta da Massimo Pietrangeli, segretario provinciale della DC, e Alfredo Castiglione, capogruppo regionale di An in consiglio regionale.
«Pur non avendo nulla da eccepire riguardo alle professionalità, non ci sembra il massimo dell' opportunità - sottolinea Pietrangeli - inserire in tali posizioni dei soggetti non proprio neutri dal punto di vista della politica. Se chi di dovere ha la facoltà di nominare d'ufficio chi vada a ricoprire gli incarichi forzatamente rimasti vacanti, è pur vero che meglio avrebbe fatto a nominare soggetti più lontani dalla politica».

D'accordo Castiglione, che aggiunge: «Paolini solo ieri l'altro aveva dichiarato che - a suo parere - la sanità doveva liberarsi della politica e poi ecco spuntare il nome di due uomini vicini al centrosinistra come Lalli e Collevecchio, quest'ultimo addirittura già candidato a sindaco di Pescara. Più che una nomina rivolta all'interesse collettivo, si tratta del canto del cigno di una giunta ampiamente delegittimata».

Sebastiano Calella 02/08/2008 16.00