Elezioni, Casini vuole fare l'ago della bilancia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Senza di noi, in Abruzzo, nessuno e' in grado di vincere. Con poco sforzo possiamo fare liste che portino i consensi al 10 per cento». Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, è convinto che queste elezioni siano per il suo partito un po' come la manna dal cielo. Pdl pronto a scendere in piazza, invece, se si voterà dopo il 30 novembre. Paolini, invece, contesta la corsa alla poltrona LE DIMISSIONI DEGLI AMMINISTRATORI: LASCIA ANCHE DE DOMINICIS
Dopo la caduta della giunta Del Turco e le regionali che si avvicinano è cominciata in Abruzzo la sfilata dei grandi leader politici. Venerdì scorso è stata la volta di Antonio di Pietro (Idv), ieri è arrivato Casini.
E il leader dell'Udc lo ha detto apertamente, a margine di un incontro politico che si è tenuto all'aeroporto Liberi: «le elezioni sono per noi una grande opportunità perche' in questa regione il partito puo'
migliorare sostanzialmente, forse anche raddoppiare, il risultato delle elezioni politiche ed essere determinante».
Casini ha annunciato che sara' avviata «una seria iniziativa programmatica, una consultazione dei nostri aderenti di base, un lavoro molto concreto per capire quale alleanza programmatica serve all'Abruzzo per uscire dal pantano».
Il leader dell'Udc ha anche rilasciato un commento sulle recenti vicende giudiziarie: «personalmente ritengo Del Turco una persona onesta», ha detto, «e non c'e' polemica politica che mi possa indurre ad una riflessione diversa. Naturalmente», ha aggiunto, «non conosco le vicende, pero' il giudizio politico sulla giunta di Del Turco e'
molto negativo: non abbiamo aspettato questo momento per denunciare i ritardi di una giunta che secondo noi non ha governato bene questa regione. Serve una profonda discontinuita' - ha concluso - e su questo non ci possono essere incertezze».
E Casini ha chiesto a tutti i suoi uomini di rientrare in servizio per il bene della regione. Lo ha chiesto anche a Rodolfo Del Laurentis che al momento si occupa per il partito «della cosa piu' delicata di tutte, cioe' il sistema radiotelevisivo».
Antonio De Poli sara' il coordinatore della campagna elettorale dell'Udc per le regionali in Abruzzo. Affianchera', quindi, il segretario regionale, Antonio Menna. A proposito delle alleanze Casini ha chiarito che saranno scelte in Abruzzo e non a Roma.
«La gente - ha concluso - e' molto preoccupata per l'autunno che ci attende e noi dobbiamo dare prova di serietà».
Casini ha commentato anche la norma anti precari che in questi giorni è al centro dello scontro politico: «bisogna cambiarla al piu' presto, al Senato, e questo credo sia un atto di equita'.
La flessibilita' e' doverosa e giusta, in Italia ma l'inno alla precarieta' non possiamo alzarlo»

PDL PRONTO A SCENDERE IN PIAZZA

Il Pdl scenderà in piazza se la data del voto dovesse slittare a dopo il 30 novembre. Lo ha annunciato il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Andrea Pastore.
«Noi vogliamo che si vada al voto subito interpretando il volere degli abruzzesi che non capirebbero il rinvio come sta tentando di fare una parte del Pd - ha detto l'esponente azzurro- se qualcuno dovesse traccheggiare, faremo manifestazioni. La decisione sul candidato presidente? Quando si saprà la data, ufficializzeremo il nome». E il senatore ha chiarito che il nome «sarà deciso a Roma».
Pastore e Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale di An – hanno confermato che saranno ben accette e oggetto di attenta valutazione tutte le proposte di candidatura, «tanto alla carica di presidente quanto a quella di consigliere, provenienti da parlamentari, consiglieri uscenti, amministratori locali, dirigenti e militanti dei partiti che sono confluiti nel PdL, nonché di coloro che fino ad oggi non si sono impegnati personalmente in politica».
Alfredo Castiglione, capogruppo di An, dice no «alla politica del due pesi e due misure. Da tempo si chiedeva agli esponenti locali del partito di Pizza di prendere posizione per il centrodestra anche sul territorio, se finalmente arrivano segnali in questo senso non vedo dove risieda lo scandalo. Tanto più se questi esponenti - come ha sottolineato giustamente il collega Nazario Pagano - hanno manifestato la loro disponibilità prima delle note vicende giudiziarie che hanno provocato l'accellerazione verso le urne. Detto questo - conclude l'esponente di An - dobbiamo concentrarci sui programmi da proporre agli abruzzesi, la cui fiducia nelle istituzioni è stata ulteriormente minata dalle vicende che hanno travolto la giunta regionale, per essere pronti a far uscire la Regione Abruzzo dalle sabbie mobili in cui il centrosinistra l'ha trascinata».

PAOLINI: «MIA CANDIDATURA? MI AUTOCENSURO»

PESCARA. Giovedì prossimo il Consiglio regionale potrebbe affrontare il nodo della legge che vieta ai sindaci di candidarsi. Lo ha anticipato lo stesso Paolini, affrontando con i giornalisti il tema delle elezioni anticipate, che potrebbero svolgersi il 30 novembre.
Su una propria eventuale candidatura, Paolini ha risposto di «autocensurarsi».
«Parliamo di qualcosa di prematuro e, anzi, vorrei dire che non è un bel vedere questa corsa alla poltrona. Invece, dovremmo occuparci degli abruzzesi, dei malati e dei precari e di salvare il salvabile. In questo momento svolgo un ruolo di servizio e perciò guardo al prevalere degli interessi di tutti. Quando questo interesse verrà meno e ci si troverà ad affrontare la campagna elettorale allora darò una risposta. Ora non voglio strumentalizzare la mia funzione».
Il Vicepresidente vicario, soffermandosi ad analizzare la situazione attuale, ha parlato di «regione a pezzi».
«Se dovessi scrivere un programma politico - ha detto - scriverei fuori la politica dalla sanità. Il nostro, come dicono i magistrati - è un sistema che mostra un andazzo durato quindici anni. Vuol dire che la politica è stata invadente. Allora è giusto che arretri e che i tecnici si assumano più responabilità».
In ordine ai «debiti da onorare», sui quali anche l'ex ministro Gaspari non ha mancato di esternare, Paolini ha risposto: «Certo che li paghiamo i debiti. Ma si deve pur sapere chi ha contribuito a farli lievitare. Non certo io che sto in regione da due anni e mezzo».
I fondi comunitari non sono ostativi alle "elezioni subito in quanto già avviati". Lo ha ribadito il vicepresidente vicario, Enrico Paolini, che sull'argomento ha incontrato stamattina i sindaci e i presidenti delle Province.
«Ogni settimana - ha dichiarato Paolini - è stato calendarizzato un incontro per entrare nel merito della programmazione comunitaria. Un'attività di monitoraggio - ha spiegato il Vicario - che ha l'obiettivo di spingere la spesa ad attestarsi almeno al 20 per cento dell'intero ammontare che è di 850 milioni di euro, spendibili entro il 2013 ed entro il 2015».
29/07/2008 14.00







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LE DIMISSIONI DEGLI AMMINISTRATORI: CHI SI CANDIDA E CHI NO


DIMISSIONI. Gianni Chiodi non è più il sindaco di Teramo. Il primo cittadino ha infatti firmato la lettera con cui si dimette dall'incarico, come prevede la legge elettorale per la Regione, quella meglio conosciuta, paradossalmente, come "legge anti-sindaci".
Un passo doloroso ma alla fine lo ha fatto. Gianni Chiodi ha lasciato la sua poltrona a Palazzo di Città e si prepara alla grande maratona elettorale. E, da quanto ha fatto sapere, ha lasciato il suo posto non per diventare semplice consigliere, ma Governatore.
Lo ha fatto con la forza di un risultato, quello che nel 2005 lo portò alla conquista del Comune di Teramo, unica roccaforte del centrodestra in Abruzzo.
«Non sono in grande forma - è il primo commento di Chiodi da ex sindaco -: mi dispiace lasciare perché è, come dire, una sorta di atto in assoluto più "teramano" che ho adottato da sindaco».
Da oggi gli subentra il vicesindaco Berardo Rabbuffo: le dimissioni saranno ratificate soltanto tra 20 giorni, poi spetterà al prefetto decretare lo scioglimento del consiglio comunale e nominare un commissario.
Ma ieri sono arrivate anche altre dimissioni. Ha lasciato anche l'assessore dell'Urbanistica e della Aree Interne della Provincia
dell'Aquila, Celso Cioni. Le sue deleghe sono state assunte dalla
presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, che le eserciterà direttamente.
Ha fatto lo stesso anche l'assessore all'urbanistica della provincia di Teramo, Nicola Di Marco. Il presidente della provincia, Ernino D'Agostino, ha annunciato che «non ci saranno avvicendamenti nei prossimi venti giorni».
«Di fronte all'invito del mio partito (Partito Socialista ndr) - scrive Di Marco nella lettera di dimissioni - sento il dovere di dare il mio contributo», ha scritto l'assessore Di Marco. «E' un gesto che non avrei mai fatto se non fosse imposto dalla legge regionale; legge che non condivido e che ritengo iniqua e lesiva della dignità e delle opportunità di noi amministratori».
Il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio ha deciso, invece, di restare al proprio posto. «Con questa scelta», ha detto, «ho inteso innanzitutto rispettare la fiducia accordatami dal 70% dei fossacesiani, che ci hanno votato perche' realizzassimo il nostro programma amministrativo e in secondo luogo per protesta nei confronti di una legge regionale che considero una vera 'porcata'».

29/07/2008 8.50

SI E' DIMESSO ANCHE DE DOMINICIS

Il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis si è dimesso dal suo incarico per candidarsi alle prossime elezioni regionali in veste di candidato presidente della Regione per il centrosinistra.
Lo ha annunciato stamani nel corso di una conferenza stampa. De Dominicis ha spiegato che si è trattato di una scelta «dolorosa, dura e difficile» giunta ieri al termine di una riunione con i vertici e rappresentanti del Pd i quali gli hanno chiesto di scendere in campo.
De Dominicis ha detto di augurarsi che giovedì questa legge, che sarà portata all'attenzione del Consiglio regionale, possa essere cancellata.
29/07/2008 12.27

VITTIME DELLA STRADA CONTRO DE DOMINICIS

«Candidare Pino De Dominicis alla presidenza del Consiglio Regionale è un atto di prepotenza scriteriata», questo il commento di paolo D'Onofrio, referente dell' Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.
«L'improbabile 'figura' - garante della correttezza democratica - ci lascia amareggiati e interdetti. Quantomeno, nel tragitto Pescara-L'Aquila farebbe bene a soffermarsi (in meditazione) davanti alle croci ai bordi delle strade e poi in quel... sito di Bussi. Il consenso andrebbe ricercato attraverso la limpida e specchiata moralità; se così non dovesse risultare significherebbe che l'elettore abruzzese viene ingannato, oppure anch'esso è malato di "illegalità virale" (la peste del secolo)».

«Nei quattro anni in cui De Dominicis ha presieduto la Giunta Provinciale di Pescara cosa ha fatto per gli Abruzzesi e per il territorio? Verrebbe da rispondere nulla ma è sicuramente più esatto meno… Dico che queste dimissioni arrivano con molto ritardo».
E' il commento di Vincenzo Ferrante, Coordinatore Regionale Popolari Liberali che aggiunge duro, «doveva presentarle prima perchè il personaggio in questione nulla ha attivato nell'edilizia scolastica (lasciando alla responsabilità personale i Presidi e nel rischio i nostri figlioli), non ha risolto i problemi della viabilità delle strade provinciali (le frane verificatesi sono tutte lì), non ha sviluppato alcunché per la nascita dell'area metropolitana Pescara/Chieti (salvo guardare dalla finestra del Palazzo dei Marmi l'uscita dell'Asse Attrezzato) e quando si è mosso ha provocato sicuramente disastri ma anche dissesti ed è necessario ricordare le ricche prebende pagate per consulenze relative al fangodotto Montesilvano Pescara e poi lo spreco di soldi per non realizzare neanche un metro della Mare Monti e come si può dimenticare la scellerata gestione del Personale con costi lievitati per co.co.co e giovani precari richiamati da vane speranze?»

29/07/2008 13.52