All'Arpa promesse non mantenute, Di Matteo rinnova cda e vice direttore

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Grane in arrivo per l'Arpa? Non si sa. Ma una cosa certa è evidente: la storia del taglio dei costi era uno scherzo. Il neo assessore regionale ai Trasporti Donato Di Matteo ha, infatti, rinnovato il Cda di cinque elementi «contravvenendo ad una precisa norma della Legge Finanziaria», incalza il consigliere dell'opposizione Udc Mario Amicone.




ABRUZZO. Grane in arrivo per l'Arpa? Non si sa. Ma una cosa certa è
evidente: la storia del taglio dei costi era uno scherzo. Il neo assessore regionale ai Trasporti Donato Di Matteo ha, infatti, rinnovato il Cda di cinque elementi «contravvenendo ad una precisa norma della Legge Finanziaria», incalza il consigliere dell'opposizione Udc Mario Amicone.
Ma c'è anche dell'altro. Già, perché l'assessore «ha nominato vice direttore tale Paolo Palomba (Idv) e nessuno», continua Amicone, «ha ritenuto, a nome della tanta declamata riduzione del costo della politica, di conferire tale nomina a qualche dirigente organico della Società anziché ricorrere ad un esterno con appesantimenti finanziari di centinaia di milioni di euro».
Se svolta doveva esserci, quindi, alla fine non c'è stata.
«Tutto questo», sottolinea Amicone, «avviene mentre il presidente Del Turco fa finta di avere dimenticato tutti i proclama sulla professionalità degli incarichi e sulla lotta agli sprechi clientelari, e mentre si parla di holding dei trasporti appunto per ridurre e contenere le spese e mentre il settore trasporti langue da 3 anni ripiombando ad uno stato d'inefficienza e d'immagine che gli abruzzesi avevano dimenticato».
«Ho inviato una lettera al presidente dell'Arpa per richiedere, in qualità di Consigliere Regionale e in virtù di quanto previsto dallo statuto regionale, copia di tutti gli atti preparatori inerenti alla nomina del nuovo vice direttore». Lo ha precisato Liberato Aceto (Federazione di Centro – Udeur) che già nei giorni passati aveva denunciato la moltiplicazione delle poltrone perpetrata nella più grande azienda di trasporto d'Abruzzo.
«Non comprendo» – ha dichiarato Aceto – «la linea adottata dall'assemblea degli azionisti dell'Arpa, che, anziché generare dei processi virtuosi per il contenimento dei costi della politica, attraverso l'introduzione della figura del vice direttore e la mancata riduzione dei componenti il Consiglio d'Amministrazione, ha determinato un aggravio dei componenti negativi sul bilancio 2008.
Eludendo, peraltro, le previsioni normative contenute nella legge finanziaria».
«Per questo» – ha concluso Aceto - «ho ritenuto opportuno richiedere al Presidente della Commissione di Vigilanza la convocazione di una seduta ad hoc al fine di esaminare questa incresciosa vicenda».


11/07/2008 8.27