Elezioni Abruzzo, lo studio Swg:«Il Pdl convince più del Pd»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il dato nazionale riguardante la maggiore fedeltà dell'elettorato del centrodestra rispetto a quello del centrosinistra si accentua particolarmente in Abruzzo dove Forza Italia riesce a confermare praticamente tutto il proprio elettorato nel PDL e dove, invece, solo il 66% dei voti dell'Ulivo convergono sul PD.
L'indagine dell'SWG, presentata questa mattina a Pescara, traccia anche un identikit di chi ha cambiato idea tra il 2006 e il 2008: se il lavoratore dipendente aveva scelto il centrosinistra due anni fa, oggi ha votato per il centrodestra (+5%).
Si sono spostati a destra operai (+8%) e impiegati delle aziende private (+12%), e la categoria degli insegnanti, tradizionalmente vicina ai partiti del CS, ha scelto in misura maggiore rispetto al 2006 il CD.
L'unico segmento che registra una controtendenza spostandosi verso il PD e verso l'IDV è quello dei pensionati.
Aumenta soprattutto in tutte le categorie dei dipendenti l'astensionismo (non voto, schede bianche o nulle) (+4%).
Questi elementi si ritrovano tracciati anche nell'analisi del voto abruzzese.
Dunque il semplice dato numerico non è sufficiente per analizzare il voto, molto di più ci dicono i flussi elettorali, gli spostamenti dell'elettorato rispetto al voto politico di due anni prima.
In Abruzzo il raffronto numerico infatti dice che il Partito Democratico ha conquistato un 33,5% di consensi, rispetto al 32,4% dell'Ulivo nel 2006, rafforzando il dato del 2006 con un + 1,1%.
L'analisi dei flussi ci dice che l'elettorato del centrodestra in generale è stato più fedele di quello del centrosinistra: in Abruzzo il 94% del voto di Forza Italia nel 2006 (il dato nazionale indica invece un 87%) è stato convogliato nel Popolo della Libertà, mentre AN si rivolge anche ad altri partiti.
Si registra una forte perdita della Sinistra Arcobaleno al 3,2% (la sola Rifondazione Comunista nel 2006 contava il 6,47%), e una forte affermazione dell'Italia dei Valori che passa dal 4,10% del 2006 al 7%.
La Cdl nel 2006 (AN e Forza Italia) si attestava al 37,05% passando oggi al 41,6% come Pdl.
Nella sostanza in Abruzzo il Pd (35,5%) con l'Italia dei Valori (7%) raggiungono il 40,5% dei consensi con un divario di solo 1% rispetto al PdL, molto inferiore, quindi, rispetto al dato nazionale.
L'Udc nel 2006 consegue il 6,81% e nel 2008 scende al 5,9%.
Dalle tabelle dei flussi in Abruzzo risulta che l'Ulivo del 2006 conferma solo il 66% (il 76% a livello nazionale) del suo elettorato nell'ultima tornata elettorale, cedendo il 9% dei voti al Partito delle Libertà, il 6% all'UDC, il 4% all'Italia dei Valori, l'uno per cento rispettivamente alla Sinistra Arcobaleno e alla Destra.
Il PD riesce ad intercettare gran parte del voto della sinistra
radicale: il 54% dei voti di Rifondazione Comunista, il 34% dei Comunisti Italiani, il 34% dei Verdi, il 50% della Rosa nel Pugno, ma prende qualcosa anche dall'UDC, che distribuisce voti per il 19% al PD e per il 26% al PDL.
Un dato non secondario evidenzia che il PD recupera anche qualche voto da Alleanza Nazionale (14%) e dalla Destra di Storace (14%).
Rispetto al 2006 il PD registra una percentuale di astensione (15%).


27/06/2008 15.17