Stipendio pubblico per l'ex assessore Pd Massimo Luciano

Alessandro Biancardi

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Stipendio pubblico per l'ex assessore Pd Massimo Luciano
PESCARA. Il Pd è un grande partito e non abbandona certo i suoi «uomini migliori». Perché mai sprecare tali «professionalità»? E poi c'è posto per tutti specie se a cacciare i soldi sono i cittadini. DOPO IL POLVERONE LUCIANI RINUNCIA ALL’INCARICO
Il Pd è un grande partito fiero e sicuro di sé che non vacilla nemmeno sotto i colpi degli avvisi di garanzia. Così continua a premiare i suoi uomini, non fa nulla se disoccupati o indagati.
Almeno sono rimasti in silenzio ieri pomeriggio quando gli attivisti delle associazioni ambientaliste hanno fatto incursione nell'aula consiliare, dove si stava svolgendo il secondo consiglio comunale del D'Alfonso bis, con cartelli inequivocabili : «fuori dalle istituzioni gli uomini che sapevano che stavamo bevendo acqua avvelenata».
Bei tempi quando ad essere "avvelenato" era solo il clima politico…
Donato Di Matteo, ex presidente Aca oggi tra i 33 indagati dello scandalo dell'acqua, in decoroso silenzio si è goduto la sfilata. Poi i suoi compagni di avventura hanno deciso di premiarlo nominandolo (insieme ad Antonelli –An- e Del Vecchio –Pd) nella commissione elettorale che nominerà a sua volta i prossimi scrutatori.
Un piccolissimo anticipo rispetto a quello che potrebbe avvenire la prossima settimana con la nomina ad assessore regionale post rimpasto.
Come dire: mi accontento semplicemente di tutto.
Così ieri l'esponente del partito dell'acqua, dopo essere passato dalla piccola aula consiliare di Roccamorice a quella del consiglio regionale, si ritrova in quella ben più confortevole di Pescara dove ieri ha dispensato sorrisi e strette di mano ai suoi numerosissimi elettori che vengono sempre volentieri a trovarlo.
L'avviso di garanzia nell'affare di Bussi?
Già cosa vecchia e sepolta… proprio come i veleni tossici.
Ma ieri il consiglio comunale di Pescara è stato agitato anche da un lievissimo terremoto che ha riguardato l'assunzione per 5 anni dell'ex assessore Massimo Luciani, l'uomo forte del Pd non ricandidato per fare posto a qualcun altro e ricompensato per l'ottimo lavoro con uno stipendio dignitosissimo per svolgere importanti mansioni all'interno dello staff del sindaco.
Insomma una scelta obbligata per la fedeltà prestata nel D'Alfonso I.
Il contratto è di tipo subordinato e a tempo determinato come diretto collaboratore del sindaco.
Il provvedimento n° 342/Gab. nella mattinata fa il giro del Palazzo di città. Forte il dissenso da parte del consigliere di An, Marcello Antonelli, che ha scritto una lettera al primo cittadino. «Si tratta di omonimia?», chiede provocatoriamente.
«Converrà che la questione non è assolutamente marginale giacché, se si trattasse della stessa persona, ci troveremmo probabilmente di fronte al primo caso di un ex amministratore pubblico che, nel giro di meno di un mese riesce a diventare dipendente del medesimo ente».
E poi la lettera si fa ironica: «vorrei esprimerle i miei migliori complimenti per l'importante contributo che ha voluto fornire rispetto alla lotta alla disoccupazione della nostra Città, poiché avremo comunque un disoccupato in meno».
Il consigliere rincara la dose: «per il Pd la questione occupazionale è prioritaria, come dimostrano le vicende di ACA, Regione, Provincia e di tutti gli altri Enti governati dal medesimo».
Ma qui bisogna sistemarsi mica si può solo minimamente pensare alle dimissioni…
Qui si creano poltrone mica si liberano.
Ma che le cose stanno diversamente, se si hanno vedute ampie, lo conferma Enzo Del Vecchio da alcuni mesi l'uomo punta della comunicazione di Palazzo.
Antonelli che protesta ha «una visione limitata» e poi dimentica che «Pescara è una città che si affaccia sull'Adriatico».
E siccome il futuro è l'Adriatico Massimo Luciani, che ha iniziato il camino di apertura verso i paese della sponda opposta (con programmi e progetti comunitari ndr), ha sviluppato professionalità insostituibili.
«Massimo Luciani», spiega Del Vecchio, «in cinque anni è riuscito a reimpostare sia politicamente che concretamente una rete di relazioni con città adriatiche e paesi dell'Est europeo, capaci di disegnare uno sviluppo nuovo e del tutto inedito per la città e il suo potenziale. A fronte di questa realtà, sarebbe stata una pecca per la città, disperdere un patrimonio di competenze, relazioni e contatti. La presenza di Massimo Luciani nello staff del sindaco aiuterà Pescara ad accrescere e migliorare tutto questo».
«E' facile per il Pdl banalizzare questioni così importanti», conclude Del Vecchio, «ci rendiamo conto che non è facile cogliere il senso vero di una politica alta e di uno sviluppo concreto».
31/05/2008 9.12

DOPO IL POLVERONE LUCIANI RINUNCIA ALL'INCARICO
«Caro Luciano, l'idea di poter continuare questo progetto nel tuo staff era una opportunitò di cui ti sono grato. Il polverone che è stato prodotto mi induce però a rinunciare».
Con una lettera indirizzata al sindaco D'Alfonso è lo stesso ex assessore a rifiutare il nuovo contratto di lavoro. La motivazione è semplicemente una: «lo spessore, la forza e i contenuti dei successi dell'amministrazione comunale non vanno sottoposti a strumentali polemiche».
Così Luciani ha fatto un passo indietro e ha rifiutato l'incarico di collaboratore dello staff del primo cittadino.
«Siamo in un tempo», si legge ancora nella lettera, «in questa città in cui la battaglia politica sta degenerando nella volgarità, nel pressappochismo, nella inconsistenza di argomentazioni e bisogna sgomberare il campo dalle strumentalizzazioni».
«Con il solito stile di sobrietà», scrive ancora Luciani prima dei saluti, «continuerò a collaborare con il Comune di Pescara negli incarichi associativi che ricopro».
31/05/2008 13.00