Il teatro Marrucino tra debiti, polemiche, accuse e incertezza

Alessandro Biancardi

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Il teatro Marrucino tra debiti, polemiche, accuse e incertezza
IL TEATRINO SUL TEATRO. CHIETI. Il teatro Marrucino non gode ancora di ottima salute, ma ha superato una lunga malattia, è stato convalescente ed ora sta riacquistando la forma dei tempi migliori.
«Forse è questo che scatena tante critiche e produce spesso informazioni non corrette da dare in pasto all'opinione pubblica», dicono l'assessore comunale, Carmelina Di Cosmo, e la Provincia, per bocca del presidente Tommaso Coletti.
Sottoscrive anche Panfilo Di Silvio, che è anche assessore provinciale, ma ha parlato ieri in conferenza stampa in qualità di presidente dell'Associazione dei lavoratori del Marrucino, peraltro presente con due rappresentanti: Giovanni Pantalone e Franco Beconi.
Un contrattacco a più voci del Pd contro le polemiche del PdL (Alleanza Nazionale in particolare) che anche ieri ha tuonato contro lo sfascio del Teatro e contro chi – come alla Regione, dove si è registrata l'ennesima mancanza di numero legale – nicchia sull'istituzione dell'Ente lirico al Marrucino, definito «unica speranza di salvezza per un teatro che sta affondando».
Secondo Provincia e Comune di Chieti, c'è molta «confusione» sul destino del Marrucino, che invece sta uscendo dal tunnel del disastro economico con un'operazione a due teste.
Da una parte il lavoro per arrivare alla nascita della Fondazione, dall'altra la gestione del quotidiano, ma anche del Patto Stato-Regione, della Rete dello spettacolo abruzzese, dei concerti, del balletto e di tutta l'attività tradizionale, attraverso la creazione di un'Associazione del personale del Marrucino che in forma diretta, e su indicazione del Comune, provvede alla realizzazione delle attività.
Insomma una replica del Partito Democratico ai comunicati, alle dichiarazioni ed alle prese di posizione, definite allarmistiche, del PdL.
Con una promessa finale del presidente Coletti: «far conoscere con un Cd l'elenco delle promesse non mantenute, delle spese programmate e non fatte, degli errori di gestione che hanno portato alla situazione attuale».

«CONFUSIONE E STRUMENTALIZZAZIONE»

«C'è molta confusione e molta strumentalità – ha spiegato l'assessore Di Cosmo – che ben venga l'Ente lirico a Chieti, ma non c'entra nulla con il salvataggio del teatro, che si sta salvando da solo e con l'aiuto del Comune. Quando sarà istituito penserà alla lirica da Chieti, come il Tsa lavora all'Aquila in un altro settore. Il Marrucino sta uscendo da solo dalla crisi in cui era sprofondato, con una serie di iniziative del Comune mirate alla salvaguardia della sua funzione culturale e dei posti di lavoro. Cose che siamo riusciti a fare da soli. Mai l'opposizione, AN in particolare, ha votato in Comune a favore di provvedimenti per il Marrucino».
«Sui debiti della vecchia gestione, anche quelli lasciati dalla precedente amministrazione - ha precisato Carmelina Di Cosmo - sono in corso verifiche e le responsabilità, se accertate, saranno al vaglio della giustizia penale e/o amministrativa. Ma proprio per uscire da questo blocco delle attività è stata sciolta l'Istituzione teatrale. Tra l'altro il Marrucino», ha aggiunto l'assessore, «era ente attuatore del Patto Stato-Regione e su questo ha lavorato bene, salvaguardando i posti di lavoro anche dei circa 100 stagionali».
Il Comune ha gestito fino ad un certo punto, poi è subentrata l'Associazione i cui soci sono proprio i lavoratori del teatro e che ha aderito all'Arci solo perché l'adesione alle Acli era più lunga e complessa.
«Ma questo», ha spiegato Di Cosmo, «non significa che comanda l'Arci: sono i lavoratori che, d'intesa con il Comune, hanno gestito il Patto, hanno difeso la posizione del Marrucino, non debbono pagare debiti perché ci pensa il Comune, hanno svolto e svolgono un'attività apprezzata a livello nazionale e sulla stampa specializzata. Senza dire che sono state soddisfatte quasi tutte le spettanze arretrate, cioè sono stati pagati gli stipendi. Il futuro del teatro? La Fondazione, un'attività di alto livello, la salvaguardia dei posti di lavoro. Cioè una promessa difficile da mantenere, che stiamo onorando. Questo forse da fastidio ad An».

Del clima di scontro che si vive sul teatro Marrucino si è detto “addolorato” il direttore artistico Gabriele Di Iorio, fresco dei successi di New York.
«Spesso mi domando, a volte anche di notte – ha detto in modo accorato – perché questi aspetti di polemica politica siano prevalenti e comunque giudicati più importanti di quelli artistici. Eppure il progetto iniziale che abbiamo presentato alla Regione ha registrato consensi unanimi. Poi qualcosa si è rotto ed oggi c'è un clima di scontro che osura tutto quello che di buono si produce. A volte penso che il successo della Rete abruzzese per lo spettacolo dia fastidio a qualcuno: ogni successo una polemica. Eppure stiamo seguendo il progetto che all'inizio era piaciuto a tutti».

«SONO STATE DETTE BUGIE ALLE QUALI AN HA CREDUTO»

Hanno rincarato la dose contro le strumentalizzazioni di questi giorni i due lavoratori presenti, in particolare Franco Beconi, che ha tenuto a sottolineare che sul teatro si dicono e si scrivono cose infondate «come quella degli stipendi pagati ad alcuni e ad altri no, quasi dipendenti di serie A e di serie B. Spiace che ci creda anche il senatore Fabrizio Di Stefano, ma non è così. Come non è vero che il nostro presidente dell'Associazione sia stato scelto per colore politico. Il Direttivo che lo ha indicato, tra l'altro a sua insaputa, è composto da simpatizzanti di vari partiti. E con l'assessore Di Cosmo», ha spiegato il dipendente, «abbiamo avuto diversi momenti di tensione, ma abbiamo apprezzato la sua perseveranza per risolvere i problemi a nostro favore, anche battendo i pugni in Comune. Sui problemi economici va sottolineato un aspetto: avevamo perso la fiducia dei fornitori, adesso la fiducia sta tornando. Anche gli artisti si stanno mettendo in fila per lavorare al Marrucino. Cioè – ha concluso Beconi – la professionalità dei lavoratori sta tornando in prima linea, gli stipendi si pagano, il debito pregresso si sta esaurendo: in una parola il Marrucino si rilancia alla grande».

Tirato in ballo dalle polemiche di questi giorni, Panfilo Di Silvio –assessore alla Provincia- è intervenuto alla conferenza stampa per chiarire la sua posizione e ribattere alle accuse di incompatibilità.
«Chiarezza vuole», ha detto, «che io sono stato invitato come avvocato a ricoprire la carica di presidente. E lo faccio con piacere per lavorare a favore della Rete abruzzese degli spettacoli – ha spiegato Di Silvio – Si dice poi che come assessore sarei incompatibile. Non è così. Prima di accusare, bisogna sapere cosa dice la legge: l'incompatibilità scatta quando ci sono finanziamenti diretti della Provincia e quando si supera la soglia del 10% del Bilancio. In questo caso il proprietario del Marrucino è il Comune, ed i finanziamenti della Provincia non ci sono. Dunque le polemiche sono infondate. Quanto all'Associazione, essa è nata per avere uno strumento rapido di gestione dei vari problemi, uno strumento che non fosse frenato dalla burocrazia degli Enti locali».

«Mauro Febbo? Dice solo stronzate»: è il commento di Tommaso Coletti, presidente in carica della Provincia di Chieti, sul suo predecessore.
Ma sul teatro o sul Bilancio della Provincia?
«In particolare sul Bilancio, ma anche le notizie diffuse in questi giorni sul Marrucino sono campate in aria», dice Coletti, «sono 4 anni che Febbo parla contro il mio Bilancio, con minacce di ricorrere alla giustizia amministrativa. Eppure la Corte dei Conti finora ha messo sotto esame solo la sua gestione per il ricorso agli Swap, quelli della finanza creativa, che finora sono costati alla Provincia ben 700 mila euro di maggiori spese. Altro che amministratore oculato. Lui si vanta dei 65 milioni di lavori? Io in 4 anni ne ho finanziati 130. Potrebbe stare zitto che è meglio per lui. Purtroppo viene informato – male- dai Revisori dei conti».
E sul teatro Marrucino?
«L'Istituzione teatrale aveva già un debito di un milione di euro con la vecchia gestione del Centrodestra – ha continuato Coletti – ed ha continuato ad indebitarsi. Era ora di mettere un freno. Cosa che è avvenuta, mentre la gestione è stata affidata all'Associazione dei dipendenti, di cui è presidente l'avvocato Di Silvio, non l'assessore Di Silvio. E il Marrucino è uno dei tanti teatri (Atessa, Lanciano, Palena ecc.) che la Provincia aiuta in qualche modo, come fa anche con l'Istituto di Tosti. Al Marrucino sono stati assegnati 100mila euro per il 2006, ma non sono stati erogati in quanto manca la rendicontazione».

Sebastiano Calella 15/05/2008 8.56