Lista Consumatori presenta esposto contro Berlusconi per dichiarazioni di ieri

Alessandro Biancardi

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La Lista Consumatori ha presentato stamattina alla Procura della Repubblica di Roma e al Tribunale dei ministri un esposto per "omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale" ai sensi dell'art. 361 del codice penale. L'esposto "riguarda - spiega una nota della Lista Consumatori - le dichiarazioni rilasciate ieri dal Presidente del Consiglio durante la puntata di 'Porta a Porta', nelle quali il Premier afferma di avere 'conoscenze ulteriori' relativamente alla vicenda Unipol". Alla base dell'azione legale di Lista Consumatori "il fatto che Berlusconi, sapendo fatti reato relativi alla vicenda Unipol, solo ora intenda riferirli alla magistratura. Si chiede quindi alla Procura di accertare se tale ritardo od omissione, trattandosi di pubblico ufficiale, costituisca o meno reato ai sensi dell'art. 361 del codice penale. Il Presidente del Consiglio non dovrebbe strumentalizzare notizie di reato tenendole nascoste o tirandole fuori a seconda delle convenienze politiche - afferma il Portavoce di Lista Consumatori, Carlo Rienzi -. Per fortuna esiste il codice penale che vieta tutto ciò, e ad esso ci richiamiamo perché vengano accertate le responsabilità di Berlusconi".
"Trovo gravissimo che il presidente del Consiglio non sia ancora andato dai magistrati, se sa delle cose. Non si usa uno studio televisivo per fare allusioni con intento minaccioso e ricattatorio quanto infondato". Il segretario dei Ds, Piero Fassino, risponde così in una intervista a Radio 24 a proposito delle dichiarazioni fatte ieri da Silvio Berlusconi di essere a conoscenza del coinvolgimento dei Ds nella scalata di Unipol a Bnl. "Noi non abbiamo nulla da temere - puntualizza Fassino - Berlusconi se sa le cose le dica ai magistrati, ma se non sa niente taccia".
E aggiunge: "Non si vincono le elezioni sulle indagini giudiziarie". Il segretario dei Ds, Piero Fassino, sempre a Radio24 si dice "indignato per il modo strumentale con cui si usa contro di noi" la vicenda Unipol e ribadisce con forza che non c'è nessuna indagine a carico di esponenti della Quercia. A proposito invece delle vicende giudiziarie che potrebbero riguardare il presidente del Consiglio aggiunge: "Non mi auguro affatto che le rogatorie del presidente del Consiglio diventino argomento di campagna elettorale".
Una mano a Fassino viene dall'ex premier Udc, Marco Follini: "reputo insufficiente la rivisitazione critica che i Ds hanno fatto di sé ma a Berlusconi dico che il ricorso al giudice non può essere un argomento politico: o è un dovere o non può essere una minaccia". Forza Italia si schiera con la vicepresidente dei deputati, Isabella Bertolini che rialza il tiro: "Chi deve tacere è Fassino. Non può più fare la voce grossa o dare ordini a nessuno. La telefonata a Consorte l'ha fatta lui. Sui Ds è calato il buio morale. E' crollato il loro inesistente primato etico. Abbia rispetto del presidente del Consiglio".

Fonte: www.canisciolti.info
12/01/2006 13.35