Sulmona, giunta ancora in alto mare. Il 19 il primo consiglio comunale

Alessandro Biancardi

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SULMONA.Doveva risolversi a tempo di record, e invece, a quasi due settimane dalla proclamazione del sindaco Federico, resta decisamente un rebus la squadra di governo di Palazzo San Francesco. Sul tavolo delle trattative, solo la “rosa” dei nomi dell’Udc: il sindaco dovrà scegliere tra Luigi Rapone e Giuseppe Schiavo. Ha preso le distanze La Destra di Splendore.
In realtà, dopo la decisione di Federico di rimettere ai partiti la scelta dei “nomi” e di ripartire in seguito le cariche di giunta, ci si auspicava che il ventaglio delle candidature potesse aprirsi con più serenità, a tutto vantaggio degli “equilibri interni delle forze politiche”, come aveva detto lo stesso sindaco.
Invece, sul tavolo politico è arrivata solo la risposta dell'Udc, primissima fra i gruppi di maggioranza a rompere gli indugi.
«I nostri nomi per la giunta sono Luigi Rapone e Giuseppe Schiavo», aveva annunciato qualche giorno fa il segretario dell'Udc, Raffaele Di Pietro, spiegando che troppi nomi stavano creando false aspettative e anche qualche malumore interno.
Riflessione piuttosto azzeccata, visto che il lavoro della maggioranza è andato avanti in questi giorni non senza tensioni, con La Destra che ha deciso di tirarsi fuori dal tavolo politico delle trattative.
Metodo di contrattazione sotto accusa per l'ex candidato sindaco de La Destra, apparentatosi in fase di ballottaggio con il Popolo della Libertà attraverso un accordo politico: «abbiamo preso le distanze dal metodo politico con cui si sta conducendo la trattativa e adesso mi aspetto che sia il sindaco a parlare e a dire la sua sulla formazione della giunta, perché solo lui è chiamato a farlo», ha chiarito Splendore.
«Il nostro metodo è rimasto sempre lo stesso, democratico e aperto a tutti», ha risposto con la solita diplomazia il coordinatore cittadino del Pdl (e probabile vicesindaco), Nicola Angelucci.
«Sono dispiaciuto di quanto ho letto sui giornali, soprattutto a fronte della grande attenzione che abbiamo dato a La Destra e agli altri partiti. Non so, poi, a quale metodo si riferisca Splendore».
Sulla questione, netta, invece, la posizione di Marcello Lancia, ex coordinatore territoriale di AN: «con La Destra c'era solo un accordo politico e loro stessi avevano precisato di non essere a caccia di poltrone. Lo strappo lo hanno deciso loro nel momento in cui hanno rivendicato qualcos'altro».
Insomma, se da una parte Angelucci sta cercando di fare l'ago della bilancia in una partita che comincia ad inasprirsi, dall'altra mette in fila senza problemi il percorso della maggioranza.
«Quella che stiamo facendo è una valutazione molta attenta e scrupolosa», ha detto, «e più che sui nomi stiamo ragionando sui profili più adeguati per ricoprire gli incarichi».
D'altronde, ha aggiunto, «bisogna uscire dalle logiche di partiti di minoranza e partiti di maggioranza. Esiste un unico gruppo, quello del listone Pdl, e saranno le scelte programmatiche fatte al suo interno a far scaturire gli uomini di governo».
E sul metodo ripuntualizza: «affidare a persone capaci e competenti i ruoli chiave del governo Federico e garantire nel giusto modo la rappresentanza di tutte le anime del PdL».
Intanto, ieri sera nuovo vertice di maggioranza. Da qui si procederà ad oltranza per avere finalmente entro la settimana la compagine di governo, anche perché lunedì 19 maggio ci sarà la prima seduta del nuovo consiglio comunale.
A.D.G
13/05/2008 13.55