Affitti universitari. Pezzopane:«cambiare le norme sulla detrazione»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Una proposta di legge per modificare le recenti disposizioni, contenute nella legge finanziaria 2008, che prevedono la possibilità per gli studenti universitari fuori sede di detrarre il 19% del canone d’affitto, solo se la sede universitaria si trova a 100 chilometri di distanza dal comune di residenza e comunque in una provincia diversa.
Questo l'appello rivolto dalla Presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, in una lettera inviata a tutti i parlamentari abruzzesi e all'assessore regionale al Diritto allo studio Ferdinando Fabbiani. Un problema peraltro non nuovo e già sollevato in passato senza successo.
«La sollecitazione a modificare la norma della finanziaria- che, come chiarisce la presidente modifica l'articolo 15 del Testo Unico delle imposte sui redditi- mi è giunta», spiega Pezzopane, «da un genitore dell'Alto Sangro, il cui figlio, studente a L'Aquila, non può beneficiare dello sgravio, dal momento che ha scelto una sede universitaria nell'ambito della stessa provincia di residenza, nonostante Castel di Sangro disti oltre 100 chilometri dal capoluogo».
Paradossalmente se avesse scelto di studiare a Pescara, a Teramo, a Roma o in un'altra sede universitaria, distante oltre cento chilometri, avrebbe potuto godere dell'agevolazione.
«Un'assurdità che penalizza gli studenti che scelgono la provincia d'appartenenza come luogo di studio», scrive Pezzopane, «se si considera, inoltre, che la nostra, oltre ad essere una provincia con una vasta estensione territoriale, propone anche un'ampia offerta formativa, ben si comprende la necessità di eliminare un criterio discriminante ed ingiusto. Ben venga la detrazione del 19% sui canoni d'affitto. Sicuramente una boccata d'ossigeno per molte famiglie che devono sostenere il peso economico di un figlio universitario fuori sede».
«Tuttavia», conclude la lettera, «quello su cui invito a riflettere è la revisione dei criteri di territorialità. Ferma restando la distanza di cento chilometri, sarebbe giusto ed opportuno che i nuovi parlamentari si facessero promotori di una proposta di legge, per riconoscere lo sgravio anche se tale distanza sussistesse all'interno del medesimo territorio provinciale».

08/05/2008 11.22