Riduzione costi della politica: qualcosa si muove, qualcosa resta immobile

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una lettera articolata è stata inviata da Abruzzo Confcommercio alle massime autorità regionali sul problema dei "costi della politica", a seguito delle volontà espresse dall'assemblea dell'organizzazione più rappresentativa degli operatori del Terziario (Commercio, Turismo, Servizi e PMI). «E' una giungla che va disboscata», tuona l'associazione.


E' da tempo che l'associazione ripete, pare senza essere ascoltata, di abbattere la scure sulla spesa pubblica, eliminando enti e società partecipate costose e spesso inutili, razionalizzare con accorpamenti i restanti Enti o Società insopprimibili (AUSL, Comunità Montane, Società di trasporti, Enti Parco, ATO, ATER ecc.).
E poi ancora si chiede di ridurre il numero dei consulenti, che spesso formano una rete parallela alla organizzazione burocratica interna, ridurre il numero dei "Gruppi Consiliari".
Insomma la volontà di chi spera ancora nei tagli è quella di incidere sui costi che la Regione presenta come obbligatori dopo che l'adozione di molti provvedimenti di spesa, discutibili, sono stati già adottati.
«In particolare avevamo chiesto, fin ad ora senza esito», spiega Confcommercio, «l'istituzione, in accordo con il Governo Centrale, di un unico Ente Parco che possa gestire con efficienza e rigore l'attività degli attuali 4 Parchi abruzzesi».
Era stata avanzata anche la richiesta di accorpare le "Comunità Montane", e lì sembra che qualcosa si stia muovendo, grazie alla proposta dell'assessore regionale Giovanni D'Amico, di ridurre da 19 a 11 il numero, secondo un Piano di accorpamento condiviso.
«Si otterrebbe così un risparmio di 1 milione e 700 mila Euro nell'anno in corso e di 3 milioni e 400 mila Euro nel 2009», commenta Confcommercio.
Altre notizie interessanti sono l'annuncio di uno studio preliminare di fusione di tre Società di trasporti (Arpa, Sangritana e GTM) e la nomina di una subcommissione consiliare per definire la legge di riordino degli Enti strumentali della Regione, anche se arriva con molto ritardo.
«È mai possibile», si chiede l'associazione, «che, secondo quanto affermato dal presidente della II^ Commissione Consiliare, Antonio Verini, in Abruzzo debbano esistere Enti, Società partecipate e controllate dalla Regione, con innumerevoli Consigli di Amministrazione e sovrabbondanza di strutture manageriali, che dispongono di circa 250 sedi ed uffici sul territorio regionale e di oltre 3.500 addetti diretti ed indiretti?»
«È una giungla che va disboscata», continua l'associazione, «se si vuole veramente affrontare il problema serio del deficit strutturale del bilancio regionale, che nell'anno in corso ha raggiunto la non più sostenibile cifra di 182 milioni di Euro».
02/05/2008 11.58