«L'acqua del Raiale per risollevare le sorti degli agricoltori»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Il Comune dell'Aquila richieda subito la concessione per l'uso dell'acqua del fiume Raiale nel territorio di Camarda e nelle zone vicine, allo scopo di consentire ai coltivatori di irrigare i terreni di loro proprietà, alle stesse condizioni che esistevano alcuni anni fa».
La richiesta arriva da Pasquale Corriere, consigliere comunale dell'Udeur e Luigi Faccia, Consigliere comunale "L'Aquila Città Unita" ed è stata formulata al sindaco, Massimo Cialente, e ai dirigenti competenti.
Negli ultimi tempi i disagi sono stati numerosi per gli agricoltori della zona. «La cancellazione di questo regime», spiegano i due consiglieri, «ha creato notevoli disagi agli agricoltori, ma ora esiste la possibilità di ripristinare la situazione preesistente».
Ieri, nel corso di un'affollatissima riunione con la circoscrizione di Camarda, l'assessore alle Opere pubbliche della Regione Abruzzo, Mimmo Srour, ha dato notizia di un parere tecnico emesso dai suoi uffici, secondo il quale la Municipalità può richiedere e riottenere la concessione del fiume Raiale a scopi irrigui.
«In questo modo», continuano Corriere e Faccia, «i coltivatori potrebbero utilizzare parte di quell'acqua, pagando il relativo canone, e consentendo dunque al Comune di costituire un fondo con cui pagare le cosiddette "guardie delle acque", vale a dire coloro che controllano che vengano rispettate le regole quanto all'uso dell'acqua e soprattutto che il fiume mantenga un livello tale da garantire la sopravvivenza della fauna».
Le popolazioni della valle del Raiale svolgono da tempo immemorabile attività di coltivazione sui lati del fiume «ed è giusto», chiudono i consiglieri, «oltre che necessario da un punto di vista economico, che possano continuare a svolgere il loro lavoro con delle certezze che, ultimamente, sono mancate».

30/04/2008 15.22