Pace (An):«nessun risarcimento dall’Europa per gli incendi in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2285

L’AQUILA. L’Abruzzo non avrà il risarcimento danni provocati dagli incendi della scorsa estate messo a disposizione dal Fondo Europeo di solidarietà. LA PROTEZIONE CIVILE:«NESSUN ERRORE»
L'AQUILA. L'Abruzzo non avrà il risarcimento danni provocati dagli incendi della scorsa estate messo a disposizione dal Fondo Europeo di solidarietà.


LA PROTEZIONE CIVILE:«NESSUN ERRORE»


La denuncia arriva dall'ex presidente della Giunta e consigliere regionale Giovanni Pace, secondo cui l'attuale Giunta si è dimostrata disattenta e per ricevere tali fondi ha presentato una documentazione ritenuta dallo stesso Governo «incompleta, tardiva e superficiale nei contenuti».
«L'Abruzzo, insieme alla Puglia, ha presentato domanda dopo il periodo consentito – ha affermato Pace questa mattina in conferenza stampa – infatti chi ha subito danni provocati dagli incendi non sarà risarcito perché la data del primo danno è stata indicata nel 21 luglio, salvo poi comunicare che i primi incendi erano stati appiccati il 22 e il 26 giugno».
Secondo le parole di Pace, dunque, dalla Comunità Europea, che ha istituito il Fondo di solidarietà nel 2002, non arriveranno i rimborsi per i danni subiti dagli incendi che hanno devastato gran parte dell'Abruzzo la scorsa estate.
«I requisiti per accedere a tale fondo c'erano tutti – ha aggiunto il consigliere – però il finanziamento arriva solo se si rispettano le regole dell'Europa».
Questa la ricostruzione che fa Pace degli eventi dopo la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri: il Capo Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso ha inviato il 27 luglio 2007 una lettera alla Giunta Del Turco con la quale si davano tutte le indicazioni relative alla documentazione da presentare per poter accedere al finanziamento.
«La nostra Regione si è dimostrata pigra, disattenta – sostiene Pace – tant'è che il Dipartimento, non avendo ricevuto risposta, ha rinnovato l'invito, in data 18 settembre, elencando nuovamente i criteri di accesso al Fondo, e avvisando che il termine ultimo di presentazione delle domande era di 10 settimane dal verificarsi del primo danno».
La Commissione Europea ha poi respinto la richiesta pervenuta dalla regione, motivandola con la «carenza di informazioni nonché con la tardiva presentazione delle domande».
A questo punto, secondo Pace, sono due le domande da porsi: «di chi è la responsabilità, del Governo Prodi o della Giunta regionale guidata da Del Turco? Il Governo - afferma il consigliere - aveva il compito di seguire passo passo le Regioni colpite dagli incendi nella formulazione delle richieste di risarcimento, ricordo che sono state devastate ben nove regioni e che in Abruzzo è morto un pilota di canadair impegnato nello spegnimento degli incendi».
La denuncia di Pace non si ferma qui, il consigliere ha annunciato che inviterà il neo parlamentari abruzzesi ad assumere iniziative idonee a verificare non solo le responsabilità della Giunta Del Turco, se ci sono, ma anche a denunciare la mancanza di prevenzione nelle calamità naturali.
«Io provvederò ad attivare un sindacato ispettivo per sapere il ruolo svolto dalla Protezione Civile regionale nella vicenda che si è conclusa con la perdita dei fondi europei. Chiederemo di sapere infine – ha detto Pace – chi ha commesso errori nella redazione delle domande di risarcimento, in futuro l'attenzione sarà più alta».

Mara Iovannone 22/04/2008 16.50

LA PROTEZIONE CIVILE:«NESSUN ERRORE»

«Non ci sono stati errori, nè tantomeno pigrizia e disattenzione», è netta la replica della direzione della Protezione civile.
«Le relazioni richieste dal Dipartimento della Protezione Civile, che, è opportuno ricordare, coordinava l'istanza di tutte le Regioni colpite dell'Italia centromeridionale», spiegano dalla Regione, «sono state prodotte dalla Regione Abruzzo nei tempi e nei modi indicati dal Dipartimento stesso. Una prima relazione, richiesta in data 27 luglio, è stata elaborata sullo schema indicato dal Dipartimento, e recapitata ai competenti uffici in data 2 agosto, e quindi entro i termini fissati. Il Dipartimento, con una successiva nota del 18 settembre, indirizzata a tutte le Regioni interessate dalla situazione emergenziale, richiedeva di assemblare i dati secondo modalità differenti, e la relativa relazione, elaborata in stretta collaborazione con l'Ufficio legale del Dipartimento, è stata trasmessa dalla Regione Abruzzo in data 21 settembre, di nuovo nei termini fissati. La Direzione preposta alla Protezione civile è perfettamente attrezzata per l'interpretazione e l'applicazione della normativa comunitaria di riferimento. Lo strumento in questione, è doveroso sottolineare, è tarato per quantificazioni economiche o scenari di danno particolarmente imponenti, e la possibilità di accesso al fondo era determinata solo dall'aggregazione di tutte le Regioni interessate; se la documentazione complessiva presentata dal Dipartimento della Protezione civile all'Unione europea è risultata carente, non dipende certo dall'operato della Regione Abruzzo che, si conferma, è stato puntuale ed esaustivo».
Secondo la direzione regionale della protezione civile sarebbe «offensivo» se si continuasse ad ignorare che il contesto meteoclimatico italiano ed europeo della scorsa estate è stato caratterizzato «da temperature, venti e siccità della vegetazione del tutto eccezionali».
«L'Abruzzo», concludono dalla Regione, «è stato particolarmente bravo a gestire tale situazione. E' stato lo stesso capo del Dipartimento della Protezione civile ad affermarlo in più di una occasione».

«Se è vero quello che dice la Protezione Civile», ha replicato Pace, «allora si contestino tali errori a Bertolaso, Capo della Protezione Civile Nazionale, il quale ha ufficialmente affermato – senza essere smentito – esattamente il contrario, precisando manchevolezze e ritardi regionali che hanno prodotto il rifiuto europeo. Punto. Ma», si chiede l'On.le Pace, «perché polemizzare? Non vale a nulla, oggi vale solo attrezzarsi per meglio operare: la verità grave e solenne &e grave; che l'Europa ha respinto la domanda e i soldini non sono arrivati. Accerteremo le responsabilità, se vi sono e di chi sono. Gli uffici io non li ho chiamati in causa: c'entrano, per caso? A me interessano le responsabilità politiche».
22/04/2008 19.16