Legge sulla raccolta funghi: la Provincia di Pescara chiede la revisione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Rivedere la legge regionale sulla raccolta dei funghi per rimuovere la differenziazione tra i residenti e non di ogni ambito provinciale, i giorni autorizzati ed il peso degli esemplari.
Inoltre si chiede la reintroduzione dell'obbligo di frequenza di un corso di micologia per il rilascio del tesserino.
Chi non ha il tesserino, insomma, non deve raccogliere funghi.
Sono queste le richieste effettuate dal consigliere Enzo Di Simone (Pd) con la mozione, firmata anche dai colleghi di partito Aurelio Giammorretti, Camillo Sborgia e Filippo Pasquali (Italia dei Valori), approvata a maggioranza (astenuta l'opposizione di centrodestra) dall'ultimo Consiglio provinciale.
Nell'illustrare il documento De Simone ha anche chiesto che in futuro ci sia un maggiore coinvolgimento delle associazioni micologiche da parte della giunta Del Turco e, infine, la necessità di far rivedere all'Emiciclo l'intera legge regionale 33 del 2007 che ha modificato la precedente 34 del 2006.
Il provvedimento portato in aula in consiglio provinciale è arrivato dopo che le quattro amministrazioni provinciali abruzzesi, cui sono delegate le funzioni amministrative e di controllo sia sulla raccolta che sulla commercializzazione di porcini ed altre specie, il 6 marzo scorso avevano già manifestato il loro dissenso rispetto alle regole stabilite dalla Regione nella riunione che gli assessori Vincenzo Fidanza di Pescara, Luca Angelini dell'Aquila, Orazio Di Marcello di Teramo avevano tenuto a Teramo.

10/04/2008 9.28

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