Dagli Appennini alle Ande, figuraccia transoceanica di D'Ambrosio

Alessandro Biancardi

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PIANELLA. Una figuraccia andina di qualche tempo fa e che in pochi conoscono. Pochi se consideriamo quelli che vivono al di qua delle Ande perché al di là te la sanno raccontare a menadito.



PIANELLA. Una figuraccia andina di qualche tempo fa e che in pochi conoscono. Pochi se consideriamo quelli che vivono al di qua delle Ande perché al di là te la sanno raccontare a menadito.
Il protagonista è Giorgio D'Ambrosio, sindaco di Pianella uscente e forse rientrante, deputato del Pd uscente e forse rientrante.
L'estate scorsa è stato al centro delle tormentate vicende dell'Ato pescarese, di cui era presidente, ma è balzato anche agli onori della cronaca nazionale: precisamente in una puntata del programma Report di Milena Gabanelli su Rai 3, è stato preso a modello come collezionista di incarichi contemporanei: da quello di sindaco ai vertici del partito (era infatti anche l'ex segretario regionale della Margherita), dal partito dell'acqua al Parlamento.
In tempo di campagna elettorale i singoli elementi lucidano al meglio la propria corazza e gli avversari tendono "tranelli" più o meno leciti.
Proprio in concomitanza con le elezioni, così, rispunta fuori in paese una vecchia storia, raccontata da Alessandro De Rosa, candidato consigliere di "Rinasce Pianella", la lista civica che si contrappone a "Pianella Unita" di D'Ambrosio.
Tutta la vicenda è spuntata fuori grazie al web, dove sono custoditi la rabbia, l'incredulità e la delusione dei responsabili del Centro Andino Internazionale, una associazione italo-andina sul Machu Picchu.
«Noi a Pianella non ne sapevamo niente», assicura oggi De Rosa ma nel frattempo in Perù c'è qualcuno che non vuole più sentir nominare il nome di D'Ambrosio.
Esagerazioni da campagna elettorale?
Tutto è cominciato nel novembre del 2006, quando il sindaco ha ospitato nella sua Pianella l'ambasciatore in Italia del Perù, Roberto Seminario.
«Insieme all'Aia, l' Associazione Italo Andina», racconta De Rosa che ha cercato di ricostruire tutta la vicenda, «prende contatti con la municipalità di Lima, capitale del Perù con quasi 10 milioni di abitanti, per un gemellaggio con Pianella, piccolo paese abruzzese, di circa 8000 anime».
Una trovata che poteva sembrare bizzarra ma D'Ambrosio ormai era lanciatissimo, tanto che propose la costruzione, a Pianella, del "Centro Andino Internazionale".
E lo annunciò in pompa magna, come testimonia anche questo articolo di Pdn.
Proprio come si legge nel nostro vecchio articolo D'Ambrosio annunciò il gemellaggio per il successivo 11 gennaio (2007) ma quella data è stata più volte rimandata per poi essere cancellata del tutto e con lei anche tutto il super-centro-culturale-andino-internazionale-pianellese.
Tutto sfumato, sparito nel nulla, volatilizzato.
«Per ben tre volte», continua De Rosa, «D'Ambrosio, resosi conto di aver fatto il passo più lungo della gamba e non avendo trovato le risorse necessarie per onorare impegni fatti assumere solennemente all'intero Consiglio Comunale, con scuse varie, disdice all'ultimo le date, Conseguenze: sindaco e amministratori di Lima sono costretti a buttare i biglietti aerei (costosi, non vi sono infatti low cost transoceaniche). L'ultima disdetta di D'Ambrosio in particolare ha addirittura creato imbarazzo diplomatico tra Italia e Perù, avendo egli inopinatamente coinvolto anche l'ambasciatore italiano a Lima, Fabio Claudio De Nardis:
gli amici peruviani, realizzato in ritardo con chi avevano a che fare, hanno annullato tutto e chiesto al comune di Pianella un milionario risarcimento danni». Pare infatti che sia stata intentata anche una causa perché con la disdetta del progetto sarebbe stata provocata «la perdita del principale sponsor bancario per una somma di ben 5 milioni di Dollari Americani ed altri effetti collaterali».

LEGGI L'ARTICOLO DELL'ASSOCIAZIONE ITALO ANDINA
 

08/04/2008 9.36