Acerbo:«Non lasciamo lo zuccherificio di Celano nelle mani rapaci della Sadam»

Alessandro Biancardi

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«Il governo Berlusconi ed in particolare il ministro Alemanno, in totale ossequio agli interessi delle multinazionali dello zucchero, ha smantellato il settore bieticolo-saccarifero dell'Italia Centro-Meridionale. Adesso, portata a termine l'infame operazione, ha lasciato la cassa dei soldi pubblici in mano agli industriali del settore. Il classico “mettere i lupi a guardia delle pecore”».
Non concedono sconti i responsabili di Rifondazione comunista, Luigi Presutti della federazione di Avezzano e Maurizio Acerbo segretario regionale.
«Infatti, i soldi e gli interventi pubblici sono stati previsti dall'Unione Europea come ammortizzatori economici e sociali a risarcimento dei danni subiti dai produttori e dai lavoratori», dicono, «Forti di queste scelte e di questa politica scellerata del governo, adesso i padroni dello zuccherificio di Celano (Sadam) pretendono di dettare l'agenda delle priorità. Un giorno sì e l'altro pure ci propinano qualche improbabile ed inverosimile ipotesi di riconversione dello stabilimento: a patto di incassare tutti i soldi dell'Unione Europea per la dismissione, più quelli nazionali o regionali per l'ipotetica riconversione».
Dunque una logica di puro guadagno sulla pelle di lavoratori e indotto ormai smantellato di fatto.
«Inoltre pretendono che la controversa Centrale termoelettrica di finta coogenerazione non solo resti ma addirittura raddoppi», rincara Rifondazione, «nello stesso tempo, smentendo gli impegni presi solo alcune settimane fa, oggi non stanno facendo i contratti di coltivazione delle bietole nel Fucino per l'anno 2006, accampando un eccessivo costo del trasporto fino al loro stabilimento di Iesi. Decisione, quest'ultima, che sta gettando nel panico gli agricoltori del Fucino alle prese con un'impossibile riconversione che, nel giro di un paio di mesi, dovrebbe interessare oltre duemila ettari di terreno coltivato a bietola».
A questo punto, secondo i responsabili politici, i lavoratori dello Zuccherificio di Celano, gli agricoltori del Fucino, gli autotrasportatori e le popolazioni tutte della Marsica non dovrebbero essere lasciati nelle mani rapaci della Sadam e dei suoi «compagni di merende».
«È urgente un vigoroso intervento del governo regionale», spiega Acerbo, «che usando tutti gli strumenti a disposizione riporti tutta la vicenda su un piano di interesse pubblico:
1) intanto va immediatamente assicurato ai coltivatori del Fucino la possibilità di seminare bietole già nell'imminente primavera 2006, visto che almeno per i prossimi anni ci sono cospicui fondi UE a disposizione per compensare il minor prezzo di mercato dello zucchero;
2) fino a che non sussistano ipotesi di riconversione concrete, praticabili e, soprattutto, durature va tenuto in produzione lo zuccherificio. (Almeno assorbendo le barbabietole del fucino). La riconversione va fatta con l'opificio funzionante e non dopo la chiusura.
3) l'ipotesi di riconversione deve riguardare anche la parte agricola e non solo quella industriale.
La Marsica, territorio dove l'industria e l'agricoltura rappresentano ancora la gran parte della produzione di ricchezza, territorio la cui provincia va scivolando verso gli ultimi gradini della graduatoria nazionale (dati Istat 2004), non può accettare soluzioni diverse e soprattutto non può permettersi l'ennesimo disastro economico e occupazionale.
La Regione Abruzzo, la Provincia dell'Aquila, le Comunità Montane, i Sindaci, i tanti Consorzi, i tanti Enti e i tanti Presidenti, battano un colpo».

09/01/2006 13.36