Il Pd, «bisogna vincere al primo turno per salvarsi da Acerbo&Co»

Alessandro Biancardi

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Il Pd, «bisogna vincere al primo turno per salvarsi da Acerbo&Co»
LO SCONTRO SULL’URBANISTICA. PESCARA. Il Pd rinnega la sinistra di Maurizio Acerbo (ieri Rifondazione, oggi Sinistra Arcobaleno) e spera di vincere al primo turno per poi non essere costretto a scendere a patti. Lo aveva detto nei giorni scorsi il sindaco Luciano D'Alfonso all'incontro con i costruttori della città, lo ribadisce oggi Pippo Tavani, che si definisce “architetto cementificatore” e fondatore del Partito Democratico.
Che l'estrema sinistra sia stata una costante spina nel fianco del governo cittadino per il settore urbanistica, lo sanno tutti.
E che l'argomento urbanistica in Comune produca forti mal di pancia, per via delle inchieste giudiziarie in corso, anche questo lo sanno tutti.
Ma se in passato il centrosinistra ha avuto più di una gatta da pelare (Albergo De Cecco, area di risulta solo per citare i più eclatanti) perché legato con Rifondazione, adesso non si vuole cadere nello stesso errore.
Adesso D'Alfonso non vuole più assecondare le "smanie ambientaliste" della Sinistra Arcobaleno per tenere in piedi la giunta.
Così, la soluzione sembra solo una: vincere al primo turno per non cadere poi in apparentamenti pericolosi.
«Vincere con Maurizio Acerbo per fare che, poi?», si domanda Tavani, «per far passare l'idea che si debba fare un P.R.G. contro i costruttori? Un Piano Spiaggia contro i balneatori? Un Piano traffico contro i commercianti?».
Sempre a causa di Acerbo, sostiene Tavani, ci sono decine e decine di «accordi di Programma, tutti bloccati: delle lungaggini assurde per il rilascio di qualsiasi atto amministrativo che riguarda l'urbanistica e l'edilizia rispetto a cui ci vuole il coraggio di Acerbo a dire che il suo assessore, a cui per la prima volta nella storia amministrativa della città, è stata affidata la delega sia dell'urbanistica sia dell'edilizia, non ha alcuna responsabilità in merito».
Così Tavani chiede al suo partito «più coraggio»: «il nostro programma va fatto conoscere e condividere alla città e va spiegato che esso è ben diverso dall'immobilismo della sinistra radicale e dallo spontaneismo, senza regole, dell'attività della precedente amministrazione di centrodestra che ora viene riproposta "anacronisticamente" dall'attuale candidato sindaco».
«D'Alfonso ha chiesto un sostegno forte per evitare il ballottaggio e non essere costretto a fare di nuovo i conti in urbanistica con la Sinistra Arcobaleno», conferma anche Acerbo.
«Ci fa piacere che i costruttori pescaresi abbiano "terrore" di noi "rifondaroli". Vuol dire che per la prima volta a Pescara c'è stato in Comune un vero cambiamento e si è smesso di regalare volumetrie e sempre nuove aree edificabili».
Il consigliere comunale uscente parla di un atteggiamento del sindaco «schizofrenico»: «vanta come opera sua la nostra politica urbanistica quando ha a che fare con le inchieste della magistratura sul rapporto politica – affari e poi la disconosce quando si trova davanti ai costruttori».
E' anche vero, però che nella giunta uscente l'assessore all'Urbanistica era proprio un uomo di Rifondazione «ma i dirigenti del settore sono stati scelti da D'Alfonso e non dal nostro assessore», ha puntualizzato Acerbo. Così come la delega allo sportello unico «sempre gestita direttamente dal sindaco».
Acerbo non rinnega il passato, anzi ne va proprio fiero: «rivendichiamo con orgoglio la rivoluzione urbanistica che abbiamo promosso in questi 5 anni attraverso la Variante al Piano regolatore che, per la prima volta nella storia della città e contrastando l'espansione speculativa favorita dalla precedente amministrazione di centrodestra, ha ridotto le aree edificabili e le previsioni volumetriche (550 ettari di territorio sottratto definitivamente all'edificazione, 28 ettari circa di nuove aree destinate a verde pubblico, riduzione drastica dell'edificabilità delle aree agricole, diminuiti i premi di volumetria)».
«Per il bene della città», sostiene Acerbo, «bisogna mandare D'Alfonso al ballottaggio».
02/04/2008 9.03