Filovia Chieti, un mese esatto per il giorno della verità

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Se tra un mese esatto (1° maggio) la filovia non sarà pronta per il primo viaggio l'assessore Febo sarà ufficialmente fuori dalla giunta. La promessa (o minaccia) è arrivata venerdì scorso dal sindaco Francesco Ricci al microfono della trasmissione televisiva Le Iene (registrata lo scorso novembre).

Trenta giorni di tempo sono molti o pochi?
In realtà sono molti di più poiché l'ultimatum è stato lanciato durante la registrazione dell'intervista e dunque si presume comunicata al membro dell'esecutivo poco dopo.
Sta di fatto che la data rimane e su questa si giocherà faccia e credibilità della amministrazione.
Dopo 15 anni di lavori continui e “serrati”, un mese in più o un mese in meno potrebbe essere veramente un dettaglio.
Ma a Chieti è diverso.
Resta un mistero su cosa sia stato fatto in questo colossale arco temporale in cui, di sicuro, sono stati spesi 10 milioni di euro (gli ultimi 800 mila euro stanziati appena qualche giorno dopo l'arrivo a Palazzo d'Achille della Iena).
In Comune c'è agitazione, per questa settimana è prevista una conferenza stampa: dopo la messa in onda del programma, infatti, si stanno rimettendo in ordine le idee e si cerca di fare qualche stima.
Ce la faremo per il 1° maggio?, si chiedono a Palazzo di città.
Ce la dovranno fare per forza, se non si vuole scatenare anche una bufera politica.
Forse però questo non accadrà viste le probabili responsabilità trentennali e bipartisan (infatti ci sono volute le Iene per riaprire il dibattito…)
Ma la "rimozione forzata" di un uomo della giunta, infatti, potrebbe aprire scenari non tranquillizzanti.
Ma si sa per ora si ostenta sicurezza, soprattutto perché Ricci è convinto, sebbene il ritardo, di aver fatto tutto il possibile da quando è stato nominato sindaco.
Poi se le cose non funzionano vuol dire che il lavoro si intoppa da qualche parte e, come hanno mostrato le telecamere di Italia 1, il solo fatto che un intero ufficio (quello dell'Ustif di Pescara) sia deserto non fa che dimostrare che la situazione è più complicata del previsto.
Su tutto questo pesano inevitabilmente anche i tempi burocratici. Chissà se il sindaco li aveva messi in conto parlando in tv.
Speriamo di sì, anche perché probabilmente tirarli in ballo non sarà una scusa sufficiente a cui appellarsi per salvare il proprio uomo.
Per ora nessun tipo di annuncio è arrivato dal municipio eppure ci sono molte cose che dovranno essere sbrigate preliminarmente (prima del primo viaggio e di cui non si ha ancora notizia.

01/04/2008 10.16