Murgo: «mi espongo in prima persona per cambiare la politica»

Alessandro Biancardi

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PAROLA AI CANDIDATI. PESCARA. 11 candidati sindaco per una sola poltrona. La competizione elettorale pescarese entra nel vivo e PrimaDaNoi.it ha incontrato tutti i candidati ponendo loro qualche domanda che possa servire a farli conoscere meglio.


PAROLA AI CANDIDATI.

PESCARA. 11 candidati sindaco per una sola poltrona. La competizione elettorale pescarese entra nel vivo e PrimaDaNoi.it ha incontrato tutti i candidati ponendo loro qualche domanda che possa servire a farli conoscere meglio.

Oggi partiamo con Stefano Murgo, 34 anni, sposato, spedizioniere doganale di professione. Nessuna carica politica nel suo passato e una idea di politica diversa da quella tradizionale.
Lui scenderà in campo con la "Lista Pescara in Comune".
Punto di forza: gode del supporto di Beppe Grillo che sarà a Pescara il prossimo 10 aprile per la chiusura della campagna elettorale. Punto di debolezza: fuori dai giochi politici e senza apparentamenti potrebbe restare fuori dal Comune, in caso di sconfitta.


Murgo, come mai la decisione di candidarsi a sindaco?
«È un progetto in cui credo fermamente da due anni e sono stato il primo a spingere Grillo in questa direzione. La mia candidatura è dovuta al semplice fatto che per cercare di cambiare la pubblica amministrazione i cittadini devono esporsi in prima persona, e personalmente ho sentito il dovere di farlo. Il cambiamento, come dice Grillo, deve cominciare dal basso».

Perché i cittadini dovrebbero votare la sua lista
«Perchè è l'unico progetto realmente civico e nuovo, l'unico che mette il cittadino al primo posto. La trasparenza amministrativa, la legalità e la reale partecipazione nella pubblica amministrazione devono essere applicate in quanto permettono alla cittadinanza un effettivo controllo sull'operato degli amministratori; questo è un punto fondamentale se vogliamo "rivoluzionare" la gestione del bene pubblico, altrimenti continueremo a non poter operare nessun controllo con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

In questo inizio di campagna elettorale ascoltando la gente qual è l'esigenza più sentita?
«L'esigenza è quella di essere parte attiva della vita pubblica, di avere modo di poter scegliere su tematiche impattanti per il tessuto cittadino, di essere informati, di una maggiore attenzione verso il sociale e la salute pubblica (vedi acqua, traffico, inquinamento). E soprattutto il cittadino chiede un reale cambiamento».

Le tre priorità del suo programma
«Trasparenza, legalità e partecipazione. È un leit motif che ripeto sempre, ma è la base per qualsiasi decisione che si voglia prendere, non c'è problematica che possa essere affrontata senza partire da questi punti».

Cosa manca oggi alla città, secondo lei?
«Manca un'attenta gestione da parte della pubblica amministrazione delle tematiche che innalzano la qualità della vita delle persone e che condizionano il futuro che stiamo costruendo: traffico, cultura, servizi sociali, inquinamento, gestione dei rifiuti, sicurezza ed informazione. Non basta rifare marciapiedi, illuminazione, creare nuove strutture se poi mancano i servizi essenziali e se la qualità degli elementi più importanti della vita di un uomo, ovvero l'aria e l'acqua, versano in uno stato comatoso».

A che risultato punto la vostra lista?
«Essendo un progetto assolutamente nuovo in ambito nazionale, è difficile pronosticare il risultato, non c'è nessun riferimento pregresso. Puntiamo, comunque, ad avere il massimo consenso possibile, e ciò sarà dovuto solo ad una presa di coscienza dei cittadini che è necessario mettersi in gioco in prima persona e che è giunto il momento di riprendere in mano la propria dignità di elettore».

Qual è il concorrente che teme di più?
«Essendo totalmente avulsi dal sistema partitico attuale, non temiamo nessun concorrente. Noi siamo semplici cittadini che vogliono cambiare la pubblica amministrazione e dall'altra parte ci sono solo politicanti di mestiere attenti a tutelare gli interessi di un sistema partitico in declino».

La politica oggi è in crisi?
«La politica è in lento declino da diversi anni, forse adesso stiamo toccando il fondo in quanto lo scollamento tra la politica e la vita reale è divenuto insanabile. Ascoltiamo sempre le stesse parole da anni, quando le persone hanno bisogno di parole e sistemi di gestione nuovi; ma la classe politica attuale non è in grado di usarle e metterle in pratica in quanto andrebbero contro i suoi stessi interessi di casta».

Come intende sfruttare le nuove tecnologie, come internet, nella sua eventuale amministrazione?
«Per noi le nuove tecnologie sono fondamentali in quanto strumento per eccellenza per attuare la trasparenza, la partecipazione e il controllo della pubblica amministrazione (referendum consultivi, deliberativi ed abrogativi). La tecnologia non deve far paura a chi è meno avvezzo ad usarla, sarà la pubblica amministrazione a rendere questi mezzi accessibili a tutti, in fase di eventuale consultazione, tramite postazioni in uffici pubblici con personale addetto che ne agevolerebbe l'utilizzo».

25/03/2008 12.16