«Via della Bonifica è diventata privata: che ne sarà in futuro?»

Alessandro Biancardi

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IL CASO. Una serie di lavori effettuati su terreni non di proprietà comunale. Un valore immobiliare che cresce grazie alle nuove opere e la vendita ai privati da parte della società proprietaria. Ora l’ex amministratore Armando Foschi (Pdl) si domanda quale sarà il futuro della importante arteria pescarese.
«Un lungo tratto di via della Bonifica è stato venduto ai privati. C'è da chiedersi, quindi, cosa ne sarà di questa strada e quale strano affare si nasconda dietro tale operazione». La denuncia arriva da Armando Foschi, del Pdl, il quale spiega nel dettaglio come stanno le cose.
Per capire, dice Foschi, bisogna fare un passo indietro e tornare al periodo in cui è stato realizzato l'accorpamento di due aree della pineta d'Avalos.
A quell'epoca via Antonelli è stata chiusa al traffico e si è proceduto alla riqualificazione di strada della Bonifica, sulla quale il traffico è stato dirottato con apposita ordinanza (n. 677 del 16 dicembre 2004).
«Il terreno oggetto della sistemazione era di proprietà, sempre a quel tempo, di Ferrovie real Estate srl», spiega Foschi, «e così restarono anche successivamente (particelle 1485 del foglio 29 e 2274 del foglio 32). Il Comune, cioè, non le acquistò né le espropriò, ma vi realizzò delle opere. Questo vuol dire che l'amministrazione ha di gran lunga incrementato il valore di quell'area, e si pensi a tutti gli interventi realizzati lungo quell'arteria, sui due chilometri dei quali sto parlando», dice sempre Foschi.
La novità è intervenuta il 23 ottobre 2006, quando la società proprietaria delle aree, Ferrovie real Estate srl, ha venduto proprio quelle aree a due privati, incassando 470mila euro.
«Inevitabile chiedersi il perché di quanto accaduto. Ma soprattutto è inevitabile chiedersi cosa accadrà ora. Come si svilupperà il rapporto tra privato e Comune? Quei due chilometri di strada ora sono di proprietà privata. Cosa ne sarà?» questi gli interrogativi dell'esponente del centrodestra.
Un altro dubbio nasce dal fatto che questa striscia di strada «era stata inserita nel corridoio verde: lì, cioè, era previsto il passaggio del filobus, per collegare la zona centrale di Pescara con la pineta. Nel 2002 attraverso la Cassa depositi e prestiti il Comune aveva ottenuto una somma pari a 300 milioni di vecchie lire per uno studio di fattibilità. Oggi mi chiedo - conclude Foschi - se quello studio sia stato fatto».

25/03/2008 12.00


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