Sinistra Arcobaleno: «bisogna ripensare il progetto della Mare-Monti»

Alessandro Biancardi

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PENNE. La Sinistra Arcobaleno e le associazioni ambientaliste (Wwf, Italia Nostra) dell'area vestina hanno tenuto a Penne un confronto a più voci, con la partecipazione dell'assessore all'Ambiente della Provincia di Pescara, dopo il blocco del cantiere della variante SS81 (meglio nota come Mare/Monti).

L'incontro, che ha fatto seguito all'assemblea pubblica promossa nei giorni scorsi dal Wwf sullo stesso tema, ha fornito ai partiti de La Sinistra l'Arcobaleno, promotori dell'iniziativa, «utili elementi di riflessione»
Sull'opera vi è un'indagine in corso della magistratura che, avendo riscontrato irregolarità e violazioni ed ipotizzato anche dei reati, ha disposto il sequestro del cantiere.
«Appare paradossale», ha commentato Sandro Di Minco Capogruppo di Rifondazione Comunista, «addossare la responsabilità del blocco dei lavori alle associazioni ambientaliste ed agli operatori della Riserva Naturale che hanno doverosamente esercitato quel controllo che forse i committenti (l'Anas in primis) avrebbero dovuto compiere in precedenza».
In effetti il fermo dell'opera non sarebbe mai stato disposto sulla base della semplice protesta di un'organizzazione seppure autorevole quale il Wwf , se non fossero stati commessi gravi errori e violazioni di legge. «La superficialità nella progettazione è arrivata addirittura al punto che un viadotto finiva per invadere la fascia di rispetto dell'Oasi naturale», ha detto ancora Di Minco che parla di «vero e proprio sperpero di denaro pubblico».
«Le rilevanti risorse che dovevano essere destinate al fondamentale sviluppo della rete viaria di collegamento tra l'area interna e la costa sono letteralmente evaporate nel corso degli anni», ha aggiunto Guglielmo Di Paolo capogruppo Sinistra Democratica, «a causa della negligenza, dell'incuria e della superficialità di una classe dirigente sempre molto attenta a poggiare la prima pietra ma non altrettanto vigile a garantire alla collettività la fruibilità in tempi certi dell'opera pubblica».
«La beffa» che i cittadini di Penne e dell'intera area vestina si trovano a subire sarebbe dunque duplice «in quanto la collettività si vede ancora una volta penalizzata dalla carenza di un adeguato sistema viario, nonostante la domanda pressante che giunge dal territorio, ed al tempo stesso si trova a dover sopportare notevoli danni per lo spreco di risorse che dovevano servire a creare le condizioni di sviluppo e di crescita anche occupazionale».
La Sinistra Arcobaleno chiede quindi di aprire un tavolo di confronto con gli Enti territoriali preposti «per ricercare le migliori soluzioni tecniche e progettuali, anche mettendo a frutto quelle eccellenze unanimemente riconosciute di cui la stessa Riserva Naturale dispone».

20/03/2008 10.04