Approvato dalla maggioranza il Piano di contenimento dei cinghiali

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La minoranza al consiglio provinciale abbandona l'aula al momento del voto. In aula anche una delegazione di agricoltori.
Il piano di contenimento del cinghiali infiamma il consiglio provinciale "invaso" pacificamente da una delegazione di agricoltori della Cia.

Dopo oltre due ore di dibattito e i chiarimenti e gli impegni del presidente D'Agostino, lo strumento che consentirà di abbattere selettivamente e catturare i cinghiali su tutto il territorio provinciale anche oltre i termini del calendario venatorio, quindi da aprile a luglio, è stato approvato dalla maggioranza mentre la minoranza ha abbandonato l'aula.

Le controversie nascono sul numero di capi da abbattere: secondo il Piano possono essere 1147 – un numero indicativo sulla base del censimento effettuato dalla Provincia nel 2004; ; dei dati rilevati dai verbali di battuta durante l'attività venatoria; dall'entità dei danni alle colture – secondo gli agricoltori e la minoranza (An, Fi, Udc) dovrebbero essere molti di più.

Il presidente D'Agostino ha assicurato che entro il mese di maggio verrà effettuato un monitoraggio sull'attività di abbattimento e cattura e che, a quel, punto, con elementi certi di valutazione, il numero massimo dei capi potrà essere elevato, anche sulla base dell'ultimo parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, fino a 2000. Su questo specifico aspetto è stato approvato un emendamento presentato dal consigliere Leandro Di Donato, a nome della maggioranza.

L'assessore Antonio Assogna, nel presentare il Piano portato in Consiglio, ha ricordato il tavolo di concertazione al quale hanno preso parte i rappresentanti del mondo agricolo, quelli del mondo ambientalista e quelli del mondo venatorio.

Per la sua concreta attuazione il Piano deve avvalersi della collaborazione dei cacciatori, appositamente formati dalla Provincia: i cosiddetti selecontrollori che agiranno coordinati dalla Polizia Provinciale.

I consiglieri, ieri pomeriggio, hanno potuto ascoltare il presidente della Cia, Giorgio De Fabritiis, il quale, ha chiesto di elevare da subito a 3500 il numero massimo dei capi da abbattere perché "il tetto posto dal Piano non è credibile e non risolverebbe il problema".

«SITUAZIONE D'EMERGENZA»

«Un fenomeno emergenziale», lo ha definito il consigliere del PDL, Carlo Taraschi , che ha richiesto una «soluzione d'emergenza» e ha proposto di sospendere l'approvazione del piano di contenimento per una sua revisione «scientificamente corretta». Sulla stessa posizione i numerosi interventi dai banchi della minoranza. Rando Angelini del PDL: «Su un problema così importante non abbiamo avuto il tempo di un confronto serio visto che la commissione si è riunita solo ieri pomeriggio»; Lanfranco Venturoni (PDL) «I cinghiali sono arrivati a tre chilometri dell'abitato, devono essere abbattuti in ogni periodo dell'anno e senza limitazioni». Enzo De Febis (Lista civica per Venturoni) ha proposto di accettare la proposta avanzata dalla Cia così come Abramo Micozzi (UDC).

Dalla maggioranza Leandro Di Donato (PD), ha difeso le intenzioni e la concretezza dello strumento portato in Consiglio, Mario Di Domenicantonio (PD) si è soffermato sulla necessità di non rimandare l'approvazione. Per Raimondo Sfrattoni, di Rifondazione Comunista, la gestione dell'attività venatoria deve tener conto delle ragioni dell'ambiente e dell'agricoltura e va tenuto aperto il confronto con l'Ente Parco.

19/03/2008 10.24