Distretto Sanitario: «noi non costruiremo cattedrali nel deserto»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Dopo che nei giorni scorsi dal Comune di Montesilvano è stata ufficializzata la volontà di ridurre il progetto del nuovo distretto sanitario di via Di Vittorio si è nuovamente infiammata la polemica sull'argomento.

MONTESILVANO. Dopo che nei giorni scorsi dal Comune di Montesilvano è stata ufficializzata la volontà di ridurre il progetto del nuovo distretto sanitario di via Di Vittorio si è nuovamente infiammata la polemica sull'argomento.




Sono ormai molti anni che la città aspetta la nuova struttura e, con un progetto già pronto nel cassetto, adesso, bisognerà cercare di rifare i conti e far fronte soprattutto alla carenza economiche delle casse di Comune e Asl.
Quindi sì al distretto anche se in forma ridotta: dovrebbero così saltare fuori circa 2.000 metri quadri tra ambulatori e uffici a fronte dei 2.700 impressi sul progetto originario. Nei giorni scorsi il Pd era intervenuto chiedendo di lasciare il progetto così come concepito dalla passata amministrazione, oggi Giovanni Scaburri, presidente dell'associazione culturale Club Giamel ed ex capolista Dc alle ultime elezioni comunali, invita il consigliere Chiulli a ricordare l'eredità lasciata: «è stata la peggiore amministrazione che la città abbia mai avuto, e lui ne era parte integrante in quanto Consigliere Comunale, quindi se il progetto deve subire un ridimensionamento, la causa e' da ricercare nelle folli spese sostenute in passato, alcune delle quali ancora non possono dirsi pagate, non per negligenza ma per ben altri motivi».
Ridimensionare, sostiene Scaburri, «non vuol dire non fare ma fare in maniera più ridotta, tenendo presente le varie primarie necessità sanitarie e sociali dei cittadini utenti».
Scaburri spiega poi di aver incontrato l'assessore competente Bruno Sabatini «ed ho visto cosa l'amministrazione intende realizzare, cosa che dovrebbe fare anche chi afferma cose inesatte».
A difendere il nuovo progetto è anche il capogruppo di An Benito
Olivieri
: «noi costruiremo un'opera, non una cattedrale nel deserto, che sia utile alla nostra città e al circondario».
Olivieri sottolinea poi che «la localizzazione del pronto soccorso, della radiologia e del laboratorio analisi, in codesta struttura, non sarà possibile per decisione della direzione della Asl, stabilita proprio per seguire le direttive nazionali».
Il capogruppo di An, però, chiede di sapere «come mai il costo della progettazione sia lievitato così tanto da raggiungere cifre elevate rispetto al costo dell'opera e, contestualmente, come mai si sia costruito così tanto e, qualche volta male, proprio nella zona dove nascerà il futuro distretto sanitario di base».



14/03/2008 9.29