Santanchè a Pescara il giorno della bocciatura: «faremo grandi cose»

Alessandro Biancardi

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VERSO IL VOTO. PESCARA. La Destra esclusa dalla corsa elettorale al Parlamento per un errore di timbri. La notizia arriva proprio nel giorno in cui la Santanchè sbarca a Pescara per sostenere il nuovo partito.
Il capogruppo Benigno D'Orazio, sebbene le notizie non siano confortanti, si dice tranquillo e spiega che l'esclusione della lista è avvenuta perché il Giudice di Pace di Roma ha timbrato i documenti «con un timbro rettangolare mentre ce ne voleva uno tondo.
Adesso il partito si recherà all'ufficio elettorale della corte d'Appello e per chiedere la revoca della bocciatura.
Se questo non dovesse accadere si dovrà presentare un ricorso ufficiale al ministero degli interni.
Intanto stamattina è arrivata a Pescara Daniela Santanchè, candidata premier per La Destra.
«I problemi per noi sono sempre tanti», ha detto la Santanchè.
«Avevano cercato di farci essere l'unico partito a raccogliere le firme, ci hanno portato fino in Cassazione sul simbolo, a Pescara qualche mascalzone c'e' che cercava di tenerci fuori ma noi vinceremo a prescindere da tutte queste cattiverie che dimostrano soltanto la paura nei nostri confronti».
Sul programma, la candidata è stata chiara: «il nostro è un programma serio, e soprattutto guardiamo ai conti pubblici. Se lo Stato fosse un'azienda dovrebbe portare i conti in Tribunale per il fallimento».
E poi, gli altri obiettivi sono «il blocco dei prezzi, il controllo del prezzo della benzina, il mutuo sociale, perche' crediamo che la casa sia fondamentale per le famiglie italiane, il quoziente familiare».
E sull'andamento delle elezioni non ci sono dubbi: «qui la Destra avrà grandi soddisfazioni».
La Santanchè ha ricordato che in Abruzzo sono candidati Teodoro Buontempo e Benigno D'Orazio, cioè «persone che sono legate al territorio e conoscono bene i problemi di questa regione».

STORACE DA CASERTA FIDUCIOSO

Sul ricorso per l'esclusione della lista si è espresso anche Francesco Storace, stamattina a Caserta per un appuntamento elettorale. «In Abruzzo c'é una pretesa di non farci presentare alle elezioni. Noi ci saremo, perché vinceremo il ricorso. Ci saremo perché sarebbe inaccettabile che le stesse procedure seguite in tutta Italia non siamo valide in Abruzzo» e una esclusione «potrebbe rappresentare un motivo anche per invalidare le elezioni in tutta Italia».


12/03/2008 14.32