Acqua alta a Pescara, diluvio di polemiche

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ancora allagamenti dopo la pioggia incessante degli ultimi due giorni. La città si ritrova in emergenza e tocca riflettere su un problema che nessuna amministrazione comunale è riuscita fino ad ora a combattere. Che sia un allagamento propizio in vista delle elezioni?
Magari la nuova giunta potrebbe ripartire proprio da qui, per il momento Verì (Fi) attacca il sindaco uscente D'Alfonso e accusa: «ancora una volta i cittadini prigionieri dentro le auto, intrappolati nelle abitazioni, negli androni dei palazzi, per le strade allagate dall'acqua piovana che non è riuscita a defluire dai tombini. Colpa della mancata pulizia degli stessi da parte dell'amministrazione comunale che ora, inutilmente si trincererà dietro all'emergenza maltempo».
La situazione di disagio si è verificata, con diversa intensità, in varie zone: da via Caboto, via Gran Sasso, via da Vestea, vari tratti di via Marconi, via Tirino, l'intero lungomare Cristoforo Colombo, con decine di auto in panne, la riviera nord, il sottopasso di via Raiale.

E ieri, anche la caserma del comando provinciale dei vigili del fuoco su viale D'Annunzio ha passato una giornataccia e gli agenti sono stati costretti a "lavorare in casa" per l'allagamento della caserma. Insomma, tutti sulla stessa barca….
«In mattinata – ha continuato Verì – sono stata contattata da decine di cittadini, che non potevano raggiungere la sede dell'Inail in via Marconi, trasformata in un fiume in piena, utenti letteralmente imprigionati, con le auto in panne per colpa di quell'acqua che non poteva trovare libero sfogo verso il fiume attraverso tombini sepolti dai recenti lavori di rifacimento degli asfalti in tutta la zona o, comunque, ricoperti da rifiuti, come da mesi abbiamo denunciato».
Stesse difficoltà anche sul lungomare Cristoforo Colombo, riviera sud, «dove tanti pazienti, ancora una volta, non hanno potuto raggiungere il centro di riabilitazione perché circondato da un lago d'acqua e, chi ci ha provato, è rimasto bloccato e ha dovuto far ricorso all'intervento dei vigili del fuoco».
Un'emergenza assurda, dunque, secondo la candidata Verì «che poteva e doveva essere evitata. Mi chiedo dove sia finito quel programma tanto dettagliato sbandierato dall'assessore uscente D'Angelo sulla pulizia delle strade e dei tombini, dove siano finiti tutti i soldi investiti per il rilancio della società Attiva. Quello di questi giorni non è stato un evento eccezionale, ma un episodio di maltempo ampiamente previsto e pubblicizzato dalla Protezione civile, ma nonostante questo Pescara si ritrova a fare la conta dei danni».
E dell'allagamento si preoccupa anche Luigi Albore Mascia, candidato del Pdl. Mascia ha parlato di «una città piegata, in ginocchio, dopo una pioggia annunciata da almeno una settimana».
Il candidato ieri mattina ha effettuato un sopralluogo in città durante l'acquazzone ha telefonato al direttore di Attiva Spa, l'ingegnere Massimo Del Bianco, chiedendo l'immediato intervento della società per bonificare il territorio.
07/03/2008 9.08