Pastore(Fi):«D'Alfonso candida Alessandrini per attirarsi simpatie dei giudici»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La campagna elettorale si infiamma e se Di Stefano (An) assicura che Albore Mascia è il candidato sindaco ideale, Pastore (Fi) accusa D'Alfonso di aver strumentalizzato Marco Alessandrini (figlio del giudice) arruolandolo nelle fila del Pd. All'accusa replica lo stesso Alessandrini che assicura: «non sono un'icona e se mi sentirò strumentalizzato tornerò al mio lavoro».
Ieri Luigi Albore Mascia, candidato sindaco del Pdl a Pescara, ha fatto la sua prima uscita pubblica. In quella occasione il segretario regionale di An (partito di riferimento di Mascia) ha assicurato che
il Popolo della Libertà è «unito e compatto e vuole dare un segno di discontinuità» rispetto ai cinque anni di amministrazione D'Alfonso.
«Vogliamo cambiare pagina - ha detto Di Stefano- e offrire un'alternativa».
Per il senatore Andrea Pastore, coordinatore regionale di Forza Italia, con il nome di Mascia si è arrivati finalmente ad un punto importante «perché anche a livello amministrativo viene battezzato il Pdl».
Il programma del centrodestra a Pescara, ha aggiunto, «sarà coerente con quello nazionale».
Non sono mancati attacchi al sindaco uscente che secondo Pastore avrebbe fatto uso «spregiudicato della macchina comunale, con violazioni anche della legalità».
Sull'approvazione di metà settimana del registro delle coppie di fatto, ha parlato di una delibera «vergognosa» sia per il contenuto sia perché elaborata «per comprare il consenso di
Maurizio Acerbo» e della sinistra.

L'ATTACCO AD ALESSANDRINI

Ma Pastore ha riservato critiche anche alla scelta di arruolare nel Pd Marco Alessandrini, figlio del giudice Emilio Alessandrini, assassinato il 29 gennaio 1979 mentre si stava recando al Palazzo di Giustizia di Milano da un commando di Prima Linea.
Pastore ha parlato chiaramente di una «candidatura strumentale senza che il diretto interessato ne sia consapevole» e secondo il coordinatore regionale di Forza Italia «D'Alfonso ha arruolato un'icona della magistratura per cercare di accattivarsi la simpatia degli ambienti giudiziari».
All'accusa di Pastore ha risposto Alessandrini stesso che ha assicurato di non sentirsi «affatto una icona. Francamente sto vivendo una situazione nuova della mia vita», ha continuato, «finora le elezioni le avevo seguite sempre dall'esterno; ora mi affaccio sul proscenio e mi rendo conto che qui bisogna sparare grosso».
E sulle accuse di strumentalizzazione? «Questo è un discorso che tanta gente mi ha fatto», ha ammesso l'avvocato Alessandrini. «Io non credo però di essere diverso dagli altri cittadini: ho idee e valori. Se mi dovessi sentire strumentalizzato - conclude - so dove tornare. Ho il mio lavoro».
Ma una difesa d'ufficio arriva anche dal Comune.
L'assessore Luciani ha parlato di «trivialità degli argomenti in uso al solito senatore Andrea Pastore che continua a propinarci giudizi in pieno stile da senatori "spumante e mortadella».
Il consigliere Del Vecchio, invece l'ha definita «rudezza e grossezza» del solito senatore.

01/03/2008 10.43