Elezioni Pescara. Masci (Udc) e Mascia (An) entrambi candidati sindaco

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' ancora caos. Il ritardo è sempre maggiore e la decisione definitiva su chi sarà lo sfidante di D'Alfonso dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio di oggi. E non è escluso che dal centrodestra saltino fuori due nomi. MASCI:«CANDIDATO SINDACO DELL’UDC PERO’ IL PDL DOVREBBE SOSTENERMI» - ALESSIO DI CARLO(RL):«SCONCERTANTE»
Quello che è sempre più certo è che Masci non abbandonerà l'Udc, soprattutto dopo l'investitura di ieri di Rocco Buttiglione che lo ha definito «l'uomo migliore» per questa battaglia.
E come ormai sembra acclarato la frattura nazionale Pdl- Udc avrà le sue ripercussioni anche a Pescara: Carlo Masci correrà quindi probabilmente da solo per la poltrona di sindaco e sarà impegnato, a quanto lascia intendere, anche nella sfida elettorale in Parlamento.
Una alternativa-paracadute in vista di una bocciatura locale, ma una opzione che il Pdl non gradisce e che pare sia proprio il punto nodale della mancata intesa con Forza Italia e An.
E proprio per questo Alleanza Nazionale spinge il proprio uomo e si fa sempre più concreta l'ipotesi di Luigi Albore Mascia che potrebbe ritrovarsi ad essere la vera alternativa a D'Alfonso appoggiato da tutto il Pdl.
Intanto la sua campagna elettorale è già iniziata da alcune settimane: è diventato attivissimo su molteplici fronti e ha cominciato ad incontrare anche informalmente molti cittadini e associazioni.
Mascia sarebbe molto forte soprattutto tra i più giovani essendo da sempre vicino ai temi dello sport, delle associazioni, della sanità e dei precari.
Ma lo stallo che ha di fatto paralizzato il centrodestra probabilmente non gioverà alla stessa campagna elettorale e probabilmente lancerà ulteriormente il sindaco uscente D'Alfonso che -come emerso dalle Primarie di PrimaDaNoi.it- potrebbe in definitiva incarnare i desideri di moltissimi delusi e scontenti che comunque voterebbero per l'attuale sindaco «in mancanza di vere e nuove alternative».
La tendenza attuale sarebbe dunque: «meglio andare sul sicuro che tentare alternative incerte».
Sarà la campagna elettorale, i temi affrontati, la partecipazione della gente a decretare il successo di questo o quel candidato.
Quel che è certo è che il centrodestra non ha saputo produrre in questi cinque anni una vera proposta, un nome nuovo, un professionista, pronto per essere lanciato contro la macchina da guerra elettorale che è D'Alfonso.
Anche in condizioni di estremo disagio, come l'incertezza di questi, giorni Forza Italia e An non hanno saputo proporre nemmeno un colpo (se vogliamo anche disperato) a sorpresa proponendo un "asso" costituito da un volto totalmente nuovo, magari un imprenditore di successo e affidabile per la sua carriera personale.
Una persona fuori dalla politica ma capace ed in grado di assorbire proprio quella fetta sempre maggiore di persone che sembrano deluse dai giochi di potere e dalla "casta" e che probabilmente non voteranno per gli altri candidati per mancanza di garanzie sufficienti.
I grandi partiti di centrodestra hanno dunque preferito scegliere una persona già con esperienze politiche e con una storia amministrativa alle spalle.
Intanto nel centrosinistra l'intesa tra Pd e Idv potrebbe essere formalizzata già domani.
Dopo l'annullamento della gara sull'area di risulta un riavvicinamento tra D'Alfonso e Costantini sembra più probabile anche se sarà molto difficile per quest'ultimo spiegare un apparentamento proprio con il sindaco contestato per gran parte della consiliatura pur rimanendo formalmente in maggioranza.
A sostegno del primo cittadino uscente, Luciano D'Alfonso (Pd), ci saranno anche due liste civiche. Ancora da chiarire il rapporto con "La Sinistra L'Arcobaleno".
Il vice sindaco, Gianni Teodoro - apparentatosi con D'Alfonso al ballottaggio nelle elezioni amministrative del 2003 -, ha confermato la sua candidatura autonoma alla poltrona di primo cittadino, con il sostegno di quattro liste civiche.
Anche Licio Di Biase (Udeur) ha deciso di correre da solo.
A questo punto una volta fatti i nomi dei candidati sindaci ufficiali non resterà che districarsi nel ginepraio burocratico della presentazione delle liste e delle firme, scoglio non facilissimo per quanti si affacciano per la prima volta.

25/02/2008 9.50

MASCI:«CANDIDATO SINDACO DELL'UDC PERO' IL PDL DOVREBBE SOSTENERMI»

E' tornato a parlare stamane Carlo Masci che ha deciso di chiarire ancora meglio la sua posizione. E se da una parte ha deciso di non lasciare il suo partito e di correre da solo allontanandosi nettamente dalle posizioni del Pdl, dall'altra ha teso una mano ai vecchi alleati.
Secondo Carlo Masci per decidere gli scenari locali bisogna lasciare da parte le vicende nazionali, che hanno portato l'Udc a staccarsi dal resto della coalizione.
«Non mi si puo' proporre - ha detto Masci - di essere il candidato di tutta la coalizione perche' sono il candidato migliore e poi mi si impone di lasciare l'Udc. Se mi scelgono perche' sono il migliore i condizionamenti devono sparire, e se
i condizionamenti rimangono, non ci puo' essere il passaggio successivo. Se prevarranno le logiche romane andremo avanti da soli - ha aggiunto Masci. Ma se prevarra' la logica dell'interesse alla situazione locale, si trovera' un accordo.
La gente - ha proseguito - deve percepire che c'e' un candidato sindaco perche' tutti lo appoggiano».
L'intenzione di Masci e' di «esprimere un'alternativa a D'Alfonso forte e libera».
Ma il Pdl non sembra affatto intenzionato a fare il gioco dell'Udc e appare impensabile una campagna elettorale “a rimorchio”.

ALESSIO DI CARLO(RL):«SCONCERTANTE»

«La situazione è sconcertante, sia nel merito che nel metodo» è stato il commento a caldo di Alessio Di Carlo dei Riformatori Liberali (il movimento di Taradash e Della Vedova che ha aderito al Popolo della Libertà).
«Non si comprende - ha spiegato Di Carlo - come possa definirsi una candidatura che 'unisce' quella lanciata in autonomia da una singola forza politica senza la necessaria convergenza delle altre componenti della coalizione".
"Ma nel merito - ha aggiunto Di Carlo - occorre denunciare il comportamento inaccettabile dei vertici di Forza Italia ed Alleanza nazionale che hanno di fatto estromesso le forze costitutive del Pdl cosiddette minori dal tavolo delle trattative».
«Non è possibile - ha detto ancora l'esponente liberale - parlare di Partito Unico del Centrodestra quando fa comodo trasmettere un'idea di unità, salvo poi ignorare le forze che compongono il nuovo soggetto e relegare tutti ai margini del tavolo politico».
«Siamo costretti - ha concluso Di Carlo - a venire a conoscenza degli sviluppi della situazione tramite gli organi di stampa: va da sé che se tale situazione dovesse perdurare ci troveremo costretti ad abbandonare la coalizione».

25/02/2008 19.19