Amministrative a Sulmona, giorni di fuoco per le candidature

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Si moltiplicano gli incontri dei coordinamenti cittadini dei partiti per definire nomi e programmi dei candidati a sindaco di Palazzo San Francesco. Da ieri sera è ufficiale la lista dei candidati del Partito Democratico che si giocherà le primarie del 2 marzo.
Ancora incertezza nel Popolo della Libertà, mentre la nuova formazione centrista del “Terzo Polo” decide la corsa solitaria e tenta di agganciare socialisti e Italia dei Valori. Sul retroscena i comitati civici dell'ultima ora.
Dopo gli incontri serrati delle ultime settimane e le prove di dialogo tra le forze politiche, comincia ad essere più chiaro il quadro politico delle parti in campo, anche se il vero interrogativo restano le candidature.
Di certo, il nuovo assetto politico nazionale ha cambiato lo scenario anche a livello locale.

LA SITUAZIONE POLITICA

Due le legislature finite a metà strada e i conseguenti commissariamenti: dopo due anni e tre mesi (giugno 2001-settembre 2003), la giunta di centrodestra guidata da Pietro Centofanti cade per mano della sua stessa maggioranza e arriva il commissario Colagrande.
Le successive elezioni passano il timone al centrosinistra di Franco La Civita, ma bastano poco meno di tre anni di governo (giugno 2004-aprile 2007) che la coalizione si spacca e va in frantumi in consiglio comunale sul voto del bilancio di previsione.
Dimissioni immediate del sindaco e nuova nomina del commissario, Luciana Crisi, chiamata a far fronte all'ennesimo scivolone del comune peligno.
Una lunga fase di governo a singhiozzi, dove ha prevalso più la logica della poltrona che non degli interessi collettivi: anni in cui non si è arrivati a dare una risposta alla crisi industriale ed occupazionale della Valle Peligna e che hanno reso la città più debole politicamente e finanziariamente.

GLI SCHIERAMENTI IN CAMPO

Nella tarda serata di ieri, è arrivata ufficialmente da Emanuele Incani, coordinatore locale del partito, la lista dei candidati sindaci del Partito Democratico.
Sarà il meccanismo delle primarie, indette per il 2 marzo prossimo, a decidere il candidato ufficiale per palazzo San Francesco.
Questi i nomi che, secondo il regolamento approvato dal nuovo direttivo locale dei settanta, hanno ricevuto la sottoscrizione di almeno 100 cittadini aderenti al Pd: Raffaele Giannantonio, Antonio Iannamorelli e Michele Lombardo.
Dunque, previsioni in parte confermate: l'ex Margherita Antonio Iannamorelli (il suo nome circolava già da giorni, non senza qualche rumore all'interno del partito) dovrà misurarsi con l'architetto Raffaele Giannantonio, l'unico della società civile, nuova leva del Pd locale, mentre il segretario Uil, Michele Lombardo, potrebbe fare da spalla ai due contendenti.

Tramontata (almeno per ora) l'ipotesi di un accordo con il Pd, Sinistra Arcobaleno sembra pensare ad un suo candidato sindaco.
«Non ci sono stati i tempi per definire un accordo programmatico con il Partito Democratico- spiega Nicola D'Alessandro- e, comunque sia, non c'erano le premesse per formare una coalizione di centrosinistra da ripresentare alle elezioni».
Da ieri sera, dunque, via libera alle consultazioni tra i quattro raggruppamenti di partito per decidere nome del candidato e programma. Il tutto dovrebbe essere pronto all'inizio della prossima settimana. Quello che è certo è che sarà un candidato del partito e che, almeno per ora, sono esclusi apparentamenti con altre forze.

Diversa la storia per quanto riguarda il centrodestra. Per bocca di Nico Angelucci, Forza Italia fa sapere che sono in corso «valutazioni politiche con Alleanza Nazionale sul nome del candidato» e puntualizza che anche nel centrodestra, dopo la svolta a livello nazionale, «la composizione del tavolo delle alleanze è cambiato».
Il che significa che il Popolo della Libertà (AN e Forza Italia) continuerà il dialogo con UDC (peraltro molto frammentata) e La Destra, ma la soluzione finale sarà un “patto federativo” con le due formazioni.
Riguardo ad Alleanza Nazionale, resta ufficioso il nome di Fabio Federico come candidato unico, anche se- precisa Angelucci- «è ancora aperto il dibattito nel nostro partito su un altro nome».
Tutto rimandato, allora, alle prossime 24-48 ore. Sempre a destra, invece, Alternativa Sociale segna il distacco con il candidato sindaco Lina Pietroleonardo.

Più chiara la posizione del cosiddetto Terzo Polo, la nuova formazione politica di centro entrata in scena con i “Nuovi Petali” di alcuni ex Margherita (come Luigi Rapone), e con il movimento civico di “Iniziativa Popolare” (che raggruppa ex assessori ed ex consiglieri comunali, considerati l'ala dissidente della passata amministrazione).
«Si va avanti da soli e con un candidato sindaco che assicuri piena governabilità alla città», chiarisce Rapone. Parola d'ordine del nuovo polo è il «cambiamento condiviso» che ponga al centro «l'interesse collettivo», puntando sulle tre L: “Lealtà, Legalità, Laboriosità”. Troppa differenza di metodo e di mentalità -dice ancora- «per andare d'accordo con il Pd», anche perché sembrerebbe più che probabile un aggancio con socialisti e Italia dei Valori. Anche qui, top secret il nome del candidato, anche se il dubbio sarà sciolto nei prossimi giorni.

A fare la differenza tra possibili apparentamenti, potranno essere le Liste civiche, non escluse quelle dell'ultima ora.
«Un'altra Sulmona è possibile» ha già un suo candidato certo, che corrisponde al nome di Carlo Ciufelli. E poi c'è la new entry di Maurizio Proietti con la lista “Città Viva”, che vedrebbe raccolti alcuni ex Udc con rappresentanti vari delle associazioni e della cultura. Un quadro nel quale si potrebbero aggiungere altri movimenti civici, con la possibilità di diventare utili pedine nel gioco delle alleanze delle formazioni maggiori.

Angela Di Giorgio 21/02/2008 9.48