Piano Sanitario, cominciato ieri l'esame dei 281 emendamenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La commissione Sanità del Consiglio regionale d'Abruzzo ha cominciato ieri l'esame dei 281 emendamenti al piano sanitario, presentati in larghissima parte della maggioranza di centrosinistra, approvando una ventina di istanze.




ABRUZZO. La commissione Sanità del Consiglio regionale d'Abruzzo ha cominciato ieri l'esame dei 281 emendamenti al piano sanitario, presentati in larghissima parte della maggioranza di centrosinistra, approvando una ventina di istanze.Il lavoro andrà avanti per tutta la settimana e dovrà terminare in tempo utile affinchè il 26 febbraio venga approdi in consiglio regionale (dopo un passaggio in Giunta).
Il centrosinistra punta a licenziare il documento entro fine mese, per rispettare il piano di rientro concordato con il Governo nazionale.
Durante la riunione di ieri non sono mancati momenti di tensione tra maggioranza e opposizione; in particolare, il consigliere di An Fabrizio Di Stefano ha denunciato violazioni sulle deleghe di alcuni consiglieri di maggioranza.
Tra gli emendamenti approvati, l'inserimento degli psicologi in alcuni comitati sul territorio, la presenza dei riabilitatori nel servizio di assistenza domiciliare integrata, l'aggiornamento di dati epidemiologici nell'infortunistica statale, il taglio del gettone nelle commissioni e la costituzione dei dipartimenti per il personale sanitario non medico.
I Consiglieri della Sinistra l'Arcobaleno Walter Caporale, Gianni Melilla, Antonio Macera, Daniela Santroni hanno presentato un emendamento, poi approvato, sul riconoscimento della medicina naturale.
«Il crescente uso delle medicine naturali, a cui ricorrono 350.000 abruzzesi – il 30% della popolazione», ha spiegato Caporale, « impone una riflessione a difesa del pluralismo scientifico, delle forme alternative di cura a quella tradizionale, al fine di tutelare il diritto fondamentale dell'individuo di scegliere la terapia a cui sottoporsi».

20/02/2008 9.30