Elezioni, Rapagnà: «la mia è una candidatura esterna»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Pio Rapagnà ha chiesto informazione e sostegno a favore di "candidature esterne" alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile, «per promuovere il rinnovamento "parziale" della attuale rappresentanza parlamentare abruzzese alla Camera ed al Senato».
Il suo è un tentativo nuovo che potrebbe anche non funzionare.
Non dipenderà da lui, ovvio, ma da quanti si dichiareranno disponibili alla sua proposta.
«Voglio provare se sia possibile», ha spiegato l'ex parlamentare, «nelle forme previste dalla Costituzione, partecipare, come semplice cittadino, anche se non iscritto ad un determinato partito, ad una consultazione elettorale già indetta e nella fase della scelta dei rispettivi candidati».
Questi infatti sono i giorni salienti per la formazione delle liste e bisognerà vedere se qualcuno accoglierà il suo appello.
Rapagnà già sa che non potrà fare questa proposta «a quei segretari politici, consiglieri regionali e parlamentari abruzzesi (tutti!) che non hanno sentito il dovere di firmare e sostenere i 4 Referendum regionali promossi per ridurre i costi e gli sprechi della politica e della sua casta».
Ma si aspetta una risposta, o un «cenno di riscontro», in occasione della loro presenza in Abruzzo, «da Bertinotti, Di Pietro, Veltroni e degli altri leader del centro-sinistra, e da tutti i rinnovatori e riformisti, impegnati nella compilazione delle loro "liste bloccate":
facciano conoscere come la pensano in merito e poi verificheremo, in Abruzzo, come si comporteranno nel concreto».

16/02/2008 11.36