Acerbo (Rc): «D'Alfonso non candidarti per il bene della città»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Tra apparentamenti e progetti futuri il consigliere Comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha tanti dubbi e una certezza. I dubbi sono quelli sulle possibili alleanze pre e post elettorali; la certezza, invece, riguarda il sindaco uscente D'Alfonso: «non votatelo, tanto poi mollerà il Comune per andare in Regione».
C'è chi si sbilancia e chi medita in silenzio forse per non smentirsi da solo con il passare dei giorni.
Acerbo così in questi giorni non fa previsioni sul futuro di Rifondazione.
Se gli domandi: e allora che si fa?, lui risponde laconico: «di sicuro staremo a sinistra, il come si vedrà».
E poco gli interessano anche le «divergenze tattiche», così come le chiama lui, con Gianni Melilla della Sinistra Democratica che ha già annunciato che appoggerà la candidatura di D'Alfonso.
E poi c'è ancora l'incognita Costantini dell'Idv che l'ha giurata a D'Alfonso ma ora dall'alto il vertice del suo partito, Di Pietro, si allea con il Pd e lui cosa farà alle prossime elezioni?
Ma Acerbo, di sicuro, non appoggerà il sindaco uscente: «Luciano ha detto, secondo i resoconti, che si candida per svolgere per intero il mandato di sindaco che notoriamente dura 5 anni», ricorda oggi il deputato di Rc che ricorda «lo aveva detto anche l'altra volta: ricordate i 60 mesi? Poi fece di tutto per lasciare il Comune e candidarsi alla Regione. Tutti sanno come andarono le cose e a rimetterci fu soprattutto l'Abruzzo. Qualsiasi persona ben informata sa che tra un anno e mezzo assisteremo alla replica di un film già visto».
Che D'Alfonso aspiri ancora a prendere il posto di Del Turco?
Secondo Acerbo è più che certo.
«Luciano manterrà fede all'impegno preso verso la città con la stessa determinazione con cui Walter Veltroni ha dimenticato il suo annuncio di ritiro africano. E mentre ci si riempie la bocca con i costi della politica imponendo ai cittadini di votare per le politiche e le amministrative nello stesso giorno (election day), a Pescara si dà per scontata la rielezione di un sindaco che tra
1 anno e mezzo dovrà dimettersi».
Ma il problema secondo il deputato-consigliere riguarda anche una strategia più ampia del centrosinistra incapace di produrre nuove figure vincenti.
«Se non siamo capaci di vincere senza D'Alfonso oggi, perché dovremmo esserlo domani quando imporremo ai pescaresi di tornare al voto con 3 anni di anticipo? E solo perché il sindaco deve spiccare il volo per la Regione».
La proposta migliore, quindi, secondo Rifondazione sarebbe quella che il sindaco uscente si presenti come capolista del Pd alle comunali «e continui a svolgere il ruolo di segretario regionale. Potrà così aiutare il centrosinistra ad individuare una candidatura unitaria che recuperi anche quegli spezzoni di coalizione, come l'IdV di Costantini, che hanno preso le distanze. Di fronte ad un nuovo scenario, anche Costantini sarebbe costretto per senso di responsabilità a fare un passo indietro».
Ma tutto può ancora accadere.

15/02/2008 11.29