Che fine ha fatto il rinnovamento Ricci?

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Il sindaco Ricci dovrebbe riprendere in mano il suo programma elettorale così innovativo e leggere attentamente quanto dichiarato a pagina 5 dove parlava di "Ammodernamento della pubblica amministrazione. Trasparenza, efficienza, efficacia, economicità».
Bruno Di Paolo, capogruppo della Democrazia Cristiana per le Autonomie al Consiglio Regionale attacca l'amministrazione teatina che a quasi tre anni di attività non avrebbe proposto il rinnovamento paventato.
«Più che ammodernamento», sottolinea Di Paolo, «fino ad ora si è assistito solo ad una grande confusione amministrativa, mentre per il resto di trasparenza non ce n'è traccia, l'efficienza senza personale di qualifica intermedia è impossibile da garantire, l'efficacia è tutta da valutare in base alle qualità dei nuovi dirigenti e per quanto riguarda l'economicità credo sia superfluo fare commenti se si tiene conto che con queste nuove cariche dirigenziali la spesa continuerà a salire».
Sempre a pagina 5, sostiene il capogruppo della Dc il sindaco Ricci «prometteva di"…partecipare i dipendenti e collaboratori alle scelte strategiche di riqualificazione dell'offerta…" e "…ridare ottimismo, fiducia e tutela ai dipendenti pubblici…"».
Ma anche su questo punto il consigliere non si dichiara soddisfatto:
«fino ad oggi i dipendenti sono stati tenuti all'oscuro di ogni progetto di riforma amministrativa e non credo che possano sentirsi fiduciosi ed ottimisti di fronte a scelte che non sono dettate da esigenze reali ma che, al contrario, mettono a rischio la regolarità dei servizi erogati dagli uffici comunali».

«DIPENDENTI TRASFERITI IN LOCALI INAGIBILI»

Il consigliere di Alleanza Nazionale Umberto Di Primio, invece, punta l'attenzione sul trasferimento di alcuni uffici comunali.
«Così, senza che nessuno sapesse della volontà del sindaco», sostiene Di Primio, «almeno tra il personale comunale interessato al trasferimento, nei giorni scorsi operai della Teate Sevizi Srl, si sono presentati negli uffici dell'VIII settore -Commercio, Industria, Manifestazioni e Turismo- chiedendo quali scatoloni dovessero essere portati a Palazzo De Pasquale».
Ma tra lo stupore di tutti, in primis del personale, dopo insistenti richieste, s'è scoperto che il sindaco aveva inviato ai dirigenti una "direttiva" datata 12 ottobre 2007 con la quale veniva indicata la nuova allocazione degli uffici comunali.
«Nella direttiva», sostiene ancora Di Primio, «non erano indicati i tempi del trasferimento, alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo» e sottolinea che «i locali non sono idonei ad ospitare il numero di persone-dipendenti sistematevi, così come risulta inidoneo l'immobile».
«I balconi sono inagibili, e la struttura è stata dichiarata a norma nello studio di valutazione delle condizioni di sicurezza, a patto che siano rispettati i carichi indicati dalla legge. Ebbene, pur sapendo che a Palazzo De Pasquale devono essere trasferiti pesanti armadi ed archivi, non risulta che l'amministrazione si sia curata di verificare preventivamente il carico che questi determineranno sulla struttura.
In più i dipendenti non possono lavorare perché non hanno computer funzionanti, né linee telefoniche collegate».

08/02/2008 15.34