Roccamorice, cade la giunta. L'ex sindaco:«un attacco vile in stile mafioso»

Alessandro Biancardi

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IL RACCONTO. ROCCAMORICE (PE). L'amministrazione comunale è caduta la settimana scorsa perchè alcuni consiglieri (tra cui il consigliere regionale Donato Di Matteo) si sono dimessi. Il commissario è già al lavoro ma l'ex sindaco vuole spiegazioni e avanza il dubbio che le lotte intestine nel Pd gli abbiano fatto perdere la poltrona. AN: «LA PAROLA AGLI ELETTORI»
Francesco Palumbo ex sindaco di Roccamorice defenestrato sabato scorso racconta la sua versione dei fatti.
Oggi in Comune è già arrivato il nuovo commissario che dovrà occuparsi delle emergenze, fino alle prossime elezioni che restituiranno un primo cittadino al Comune.
«Alle ore 13 di sabato», racconta Palumbo, «nove consiglieri comunali hanno presentato congiuntamente le proprie dimissioni all'Ufficio protocollo del Comune, un vero e proprio agguato di stampo mafioso».
Parole pesanti e un vero e proprio shock quando lui ha scoperto di non avere più i numeri per governare.
Secondo l'ex sindaco «la codardia e la viltà di questo gesto sta nell'aggirare e bypassare il luogo deputato a dirimere controversie e crisi politiche, vale a dire il Consiglio comunale» e Palumbo assicura che «mai nei Consigli e le Giunte provvedimenti presentati da me e dall'amministrazione sono stati bocciati e impallinati dai consiglieri dimissionari».
Oggi resta un interrogativo: «perché lo hanno fatto? Per quale ragione si è deciso repentinamente di porre fine ad un progetto riformatore di altissimo livello a carattere locale»?
Palumbo ricorda così tutto quello che è stato fatto, dalla sua apertura verso i cittadini («bastava semplicemente bussare per poter conferire con il sottoscritto, oppure telefonare al cellulare o a casa»), alle opere pubbliche («nonostante i pochi soldi abbiamo fatto di tutto»).
Amarezza, rabbia, tutto viene detto a caldo, quando la ferita fa ancora molto male.
Restano gli interrogativi.
Gli unici problemi erano quelli politici: «La nostra appartenenza politica ai D.S. era diventata da diversi anni una cappa sotto la quale non riuscivamo a respirare, erano lacci che ci tenevano legati mani e piedi. Non potevamo criticare il presidente della Provincia e il Consigliere provinciale eletto nel nostro collegio. Era troppo sconveniente criticare un proprio compagno di cordata nonostante costoro non abbiano fatto poco o nulla per il nostro paese».
Così come Palumbo assicura «abbiamo inchiodato l'A.C.A. alle proprie
responsabilità: da oltre un decennio decine di famiglie a Roccamorice vivono in condizioni disumane perché non hanno nè acqua né fognatura. Abbiamo sollecitato l'A,C.A. a provvedere subito, con ogni mezzo» Per la prima volta nella storia del Comune nel 2005 un concittadino è approdato alla sala dell'Emiciclo, il consigliere Donato Di Matteo.
«Pensavamo che si sarebbe aperta per Roccamorice una nuova era fatta di realizzazione di infrastrutture, di benessere, prosperità, e di sviluppo. Niente di tutto questo il nostro neo Consigliere regionale si è distinto solo per il sodalizio con 'Nduccio', per i frequenti voli transoceanici e i luculliani banchetti offerti a ogni piè sospinto, il tutto a spese e alla faccia del contribuente».
E se Di Matteo si è dimenticato delle sue origini il paese ha però
ricevuto il sostegno di Giorgio D'Ambrosio. Ma non è bastato. Nove
consiglieri sono andati via e i giochi politici hanno vinto ancora una volta su tutto.

01/02/2008 10.23

AN: «LA PAROLA AGLI ELETTORI»

Si è riunito ieri sera il direttivo del Circolo di An Majella per confrontarsi sulla crisi, tutta interna al centro-sinistra, che è culminata con la sfiducia all'ex sindaco di Roccamorice.
I dirigenti del partito, preso atto del fatto che la crisi «è nata non da problematiche specifiche di governo, ma è stata l'ennesima battaglia della guerra, o meglio faida, interna al Partito Democratico», hanno rinviato ad un successivo incontro allargato a tutti gli iscritti e simpatizzanti di AN le eventuali decisioni da prendere in vista dell'imminente tornata elettorale che vedrà i cittadini di Roccamorice impegnati nella scelta dell'amministrazione che dovrà guidarli nel prossimo quinquennio.
Il vice presidente Giulio D'Aurizio ha spiegato: «quello che è successo a Roccamorice non è un caso isolato, la nascita del PD e la definizione dei quadri dirigenti dello stesso, sta determinando a caduta crisi più o meno evidenti in molte altre realtà della nostra provincia».