Cialente dice no a via Craxi. Il figlio Bobo: «è abuso di potere»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Massimo Cialente proprio non la vuole nella "sua" città una via intitolata a Bettino Craxi. E sale l'ira del figlio che lo accusa di abuso di potere. Contro il primo cittadino anche alcuni esponenti del Pd
Il sindaco dice no e prende posizione il figlio dell'ex presidente del consiglio italiano e segretario del partito socialista, Bobo Craxi.
Cialente ha detto no perché ritiene «non opportuno», l'intitolazione di una strada pubblica ad un personaggio «condannato con sentenza passata in giudicato».
E al commento è arrivata pronta la replica della famiglia che ha storto il naso e si è scagliato contro la decisione del primo cittadino.
«Il sindaco di L'Aquila, che non intende applicare una delibera della Giunta comunale circa l'intitolazione di una via a Bettino Craxi, commette un abuso del suo ufficio che credo sia pure perseguibile ai fini di legge: egli gode della mia piu' totale disistima».
Craxi ha annunciato che il prossimo 23 febbraio parteciperà ad un'
iniziativa che i socialisti aquilani hanno organizzato: «penso sia il modo più semplice, lineare e diretto», ha detto, «per far conoscere le nostre opinioni in merito».
L'intitolazione della strada era stata proposta dalla precedente Giunta di centrodestra. Critici sulla posizione di Cialente anche esponenti della sua stessa maggioranza: il capogruppo del Pd in Comune, Pietro Di Stefano, auspica dal primo cittadino «una pausa di riflessione sull'argomento».



30/01/2008 14.29