I sindaci: «Nessun recupero dell’ex tracciato ferroviario senza soldi»

Alessandro Biancardi

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FOSSACESIA. I fondi stanziati per l’anno 2007 con la legge regionale n. 5 del 30 marzo 2007 per acquistare le aree di risulta non sono più disponibili. E’ quanto hanno appreso i Sindaci dei Comuni di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, San Vito Chietino, Rocco Catenaro, e Rocca San Giovanni, Giovanni Di Rito, durante una recente riunione a Pescara presso la Regione Abruzzo. LEGNINI: «ALLARMISMI INGIUSTIFICATI PER IL PARCO DELLA COSTA TEATINA». MA I SOLDI NON SI TROVANO
Questa mattina, durante una conferenza stampa svoltasi presso il Municipio di Fossacesia, i sindaci hanno spiegato che quello stanziamento, pari a un milione e cinquecento mila euro, per la tutela e la valorizzazione del Sistema di Aree Protette della Costa Teatina era stato suddiviso con un provvedimento della Giunta Regionale del 14 maggio 2007 in: 600.000 euro per le riserve di nuova istituzione, 150.000 euro per le attività di coordinamento della Direzione regionale Parchi e per la restante parte pari a 750.000 euro quale primo contributo per l'acquisto delle aree di risulta e degli immobili di proprietà della Ferrovie dello Stato S.p.A. Ma i fondi non sono mai stati impegnati dai competenti uffici regionali e si è così interrotto il percorso tecnico- amministrativo per la tutela e la valorizzazione della Costa dei Trabocchi.
«Non solo non abbiamo visto neanche l'ombra dei fondi regionali promessi per l'anno 2007, ma nel bilancio 2008 non c'è un centesimo e questa questione non è mai stata inserita nei documenti programmatici come intervento strategico per la Regione Abruzzo - tuona il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – La cosa gravissima è che continuiamo a progettare il futuro di queste aree, ma progettiamo sul nulla, se non ci sono i soldi per acquistare le aree di risulta».
«Nella consapevolezza che i Comuni non hanno fondi propri, i protocolli d'intesa sottoscritti finora resteranno lettera morta – ha aggiunto il Sindaco di San Vito Chietino, Rocco Catenaro – e anche per l'estate 2008 per la pulizia delle aree saremo costretti a ricorrere alle ordinanze, che tra l'altro comportano una spesa non indifferente per le Ferrovie dello Stato».
Non sono stati impegnati neanche i fondi previsti per la redazione dei Piani di Assetto Naturalistico delle nuove riserve istituite con la legge regionale n. 5 del 30 marzo 2007.
«La legge imponeva ai Comuni di affidare l'incarico entro 60 giorni e noi lo abbiamo fatto ma ora ci troviamo nella condizione di non poter pagare i tecnici che hanno fatto il lavoro – ha spiegato il Sindaco di Rocca San Giovanni, Giovanni Di Rito – Inoltre non dimentichiamo che i privati sono molto interessati ad acquistare dalle Ferrovie questi terreni di alto pregio naturalistico, come stava accadendo per la Pinetina di Rocca San Giovanni. Per fortuna in quel caso abbiamo scongiurato il pericolo, ma abbiamo dovuto prevedere una spesa di 120.000 euro a carico del bilancio comunale».
«Stiamo inesorabilmente perdendo tempo prezioso: gli edifici delle stazioni si stanno degradando, le aree restano incolte e mentre l'estate è alle porte nessuno ha interpellato ancora i vertici delle Ferrovie dello Stato per avviare le trattative. – ha concluso il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio - Questo è un problema dell'Abruzzo e non può restare sulle spalle dei Sindaci di piccoli Comuni. Chiedo al Presidente Ottaviano Del Turco di prendere posizione e riconoscere l'alto valore aggiunto per l'economia turistica regionale che questo territorio può e deve dare. Quella che dovrebbe essere la più importante operazione economica e culturale dell'ultimo trentennio, rischia di diventare un sogno infranto, perché dopo i proclami nessuno si è rimboccato davvero le maniche».
25/01/2008 16.41

LEGNINI: «ALLARMISMI INGIUSTIFICATI PER IL PARCO DELLA COSTA TEATINA»

«Il timore espresso da alcuni sindaci della Costa Teatina è del tutto infondato e fuori luogo». Così il senatore del Pd Giovanni Legnini.
«Come i sindaci sanno bene, il comma 265 della Legge Finanziaria per il 2007», spiega, «contiene una norma che ho proposto e per la quale mi sono battuto che assicura il diritto di prelazione delle aree dismesse in favore dei comuni e degli enti gestori delle aree protette determinando inoltre un parametro valutativo basato sull'attuale destinazione d'uso delle aree stesse, che è idoneo a disinnescare qualsiasi tentativo speculativo e la possibilità di acquisire gli immobili a prezzi contenuti».
«Tale disposizione, che è legge vigente, unitamente all'istituzione della riserva regionale e alla perimetrazione in atto del Parco nazionale della Costa Teatina, che il Governo appena sfiduciato ha dichiarato più volte di voler istituire (nei cinque anni del Centro Destra, pur essendo la legge istituiva del Parco del 2000 nulla è stato fatto a riguardo) consente di assicurare la proprietà pubblica ai beni in questione e la loro destinazione eco-compatibile.
Per di più la Provincia e gli enti locali interessati hanno sottoscritto il noto protocollo d'intesa che accomuna ed associa gli stessi nelle operazioni di acquisizione e recupero dell'ex tracciato ferroviario. Dunque i governi di Centro Sinistra nazionale, regionale e provinciale si sono mossi all'unisono per garantire la tutela e lo sviluppo eco-compatibile della Costa Teatina con atti e fatti concreti che il Centro Destra non ha promosso e anzi talvolta ha contrastato».
Ma lo stesso Legnini ammette che rimangono da reperire «le necessarie risorse finanziarie, cosa non facile in tempi di ristrettezza e risanamento finanziario in atto per tutti, ma che deve accomunare tutti i soggetti pubblici coinvolti».

DESIATI (LA DESTRA):«PAROLE E LGGI SENZA SEGUITO»

«Vengono varate leggi e progetti di recupero che restano sulla carta. Si fanno lavorare commissioni, sottocommissioni, consigli di Enti Locali, si cercano spazi di condivisione politico-amministrativa in una materia così delicata perché inerente la programmazione territoriale, l'urbanistica, il marketing territoriale, si cerca di superare ostacoli determinati dai vincoli che ne derivano per i privati in ordine all'utilizzazione dei loro terreni, si modificano pianificazioni in virtù di principi, anche giusti, di utilizzo pubblico di aree dismesse al fine di assecondare, valorizzandole, vocazioni il cui risvolto economico dovrà impegnare capitali per nuovi investimenti, ci si impegna con il Governo nazionale nel dar corso, addirittura, a proprie leggi e poi la Regione si tira indietro, candidamente, facendo mancare le risorse indispensabili».
Immancabile la dura critica di Massimo Desiati componente del direttivo regionale de LA Destra.
«Così niente soldi per la Costa teatina! Niente soldi per l'acquisizione delle aree dimesse dalle ferrovie, niente pista ciclabile, niente valorizzazione dei luoghi di pregio naturalistico per lo sviluppo turistico. “Abbiamo scherzato” sembra dire la Regione Abruzzo non facendo alcuna previsione di impegno finanziario per la tanto declamata costa teatina, con i suoi trabocchi, i suoi biotopi da preservare, le sue rare specie animali e chi più ne ha ne metta».

28/01/2008 9.03