Prg di Chieti, An: «la chimera della sinistra»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. E’ trascorso oltre un anno dal passaggio in Consiglio Comunale del Piano dei Servizi – variante al PRG di Chieti e il gruppo di Alleanza Nazionale si domanda: «che fine ha fatto?»

«Da quasi un anno», spiega il capogruppo Mario Colantonio, «nulla è dato di sapere sulle poco più
di cento osservazioni presentate da privati allo strumento urbanistico, o per lo meno qualcuno sicuramente sa e si guarda bene di riferirne al Consiglio Comunale».
Si parla di una programmazione urbanistica per una città di 65 mila abitanti, dato che An contesta: «l'assessore Valter De Cesare ha preso atto che la Città di Chieti, tra emigrati e purtroppo deceduti ha perso oltre 400 abitanti nel 2005, oltre 500 abitanti nel 2006, oltre 1.100 abitanti nel 2007.
riscontrandosi quindi una accelerata ed inesorabile fuga da Chieti che è scesa a poco più di 52.000 abitanti». Ma questi numeri non sembrano un freno per lo sviluppo urbanistico: «si annunciano abitazioni per 10 mila persone con una crescita esplosiva di alloggi ed infrastrutture».
«Devono ancora valutarsi», prosegue Colantonio nella sua denuncia, «le connessioni con il Piano Urbano della mobilità, altro strumento di programmazione che è costato oltre € 60.000,00 alla collettività e non si sa che fine abbia fatto».
Ma come vengono distribuite sul territorio comunale queste pseudo-risorse, si chiede An. «In modo disomogeneo, con privilegi esclusivi e squilibri irreversibili per l'intera città, considerando che l'insediamento del Villaggio Giochi del Mediterraneo è già destinato ad assorbire 5 mila
persone?»
Una città che si svuota, sottolinea ancora il capogruppo dopo aver fornito i numeri, «deve assolutamente migliorare nella qualità della vita per coloro che rimangono e stabilire linee di crescita ponderate e non traumatiche».
23/01/2008 11.39