E' guerra fratricida nel Pd, scoppia il "caso Bussi"

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1253

BUSSI. Ancora problemi in casa Partito Democratico. Dopo le liti tra le due fazioni interne (quella pro D'Alfonso e quella pro Ginoble non conclusasi nemmeno dopo l'elezione del segretario regionale), arriva una nuova bega interna.
Questa volta a creare agitazione è stata la decisione del coordinatore provinciale del Partito Democratico di Pescara, Antonio Castricone, che «ha cancellato il diritto di espressione e di decisione dei cittadini democratici di Bussi».
«Nella riunione del Coordinamento provinciale del PD svoltosi a Bussi venerdì 11 gennaio», spiegano alcuni elettori del Pd, «il coordinatore provinciale Castricone ha "annunciato" la sua decisione di non consentire ai 756 fondatori del PD partecipanti alle Primarie di ottobre 2007 di votare per la costituzione del Circolo del nuovo Partito e per l'elezione dei delegati all'Assemblea provinciale, dimenticando che il regolamento gli assegna semplicemente la facoltà di "proporre" una sospensione che non è stata approvata formalmente da nessun organismo».
La protesta è finita anche in una lettera inviata a Walter Veltroni (segretario nazionale del partito) e Luciano D'Alfonso (segretario regionale).
«L'inaudita decisione (caso unico a livello regionale e nazionale)», sostengono ancora quanti si sono sentiti esclusi, «sarebbe stata dettata da presunti "gravi e motivati problemi politici", senza alcuna spiegazione dei problemi in questione».
Ma la rivolta è dietro l'angolo e il neonato partito sembra tutt'altro che collaudato: «la sua decisione non può non avere nulla a che fare con il fatto che lo stesso coordinatore provinciale è stato ampiamente sconfitto nelle partecipatissime Primarie di Ottobre ( 173 voti contro 450 della lista che ha riscosso i maggiori consensi).
Con questa gravissima presunta decisione il coordinatore provinciale ha di fatto annullato il diritto dei bussesi di partecipare alla costruzione del Partito Democratico.
I 756 Cittadini non possono subire passivamente questo sopruso antidemocratico e porranno in essere ogni iniziativa - a tutti i livelli - per la tutela dei più elementari principi democratici e per la stessa immagine del nuovo partito».

«DA BUSSI PER RICOMINCIARE»

Eppure Castricone ha fatto approdare la prima assemblea provinciale del partito proprio a Bussi per dare «un forte segnale ai cittadini dopo la caduta del governo comunale».
«A Bussi dobbiamo costruire una lista forte per vincere e amministrare bene», ha detto Castricone, «risolvere la grave crisi occupazionale ed ambientale, far ripartire l'economia».
Entro i primi giorni di febbraio con la costituzione di 56 circoli nella provincia, i cui coordinamenti saranno scelti dal popolo delle primarie del 14 ottobre.
La strutturazione del nuovo partito passa anche per la nomina dell'esecutivo provinciale, organismo di fiducia del coordinatore.
L'organismo nominato da Castricone è composto da 20 persone, rappresentative dei territori, delle aree politiche e dei generi. «E'
un esecutivo aperto», ha precisato il coordinatore, «disponibile ad eventuali integrazioni: ma il Partito Democratico ha bisogno di essere operativo in tutti i suoi aspetti organizzativi, e questo passaggio non poteva essere rinviato».

14/01/2008 14.17

«CRITICHE OGGI NEGATIVE: PENSIAMO AGLI IMPEGNI SERI»

«Le polemiche interne al PD di Bussi sono in questa fase fortemente negative. I cittadini di Bussi hanno bisogno di impegni seri per un programma che parta dalla difesa dell'occupazione, dal superamento dell'emergenza ambientale, dal rilancio dell'economia. Chiudersi in polemiche strumentali ha il sapore di una presa in giro per i cittadini che aspettano soluzioni concrete per un futuro che oggi appare incerto».
Lo affermano per l'area politico-programmatica "A Sinistra nel PD" il portavoce di Bussi, Antonio Di Berardino, e il coordinatore provinciale Piero Giampietro.
«La grave situazione in cui versa Bussi e la caduta dell'amministrazione comunale impongono una scelta, quella cioè di concentrare le energie di tutti i democratici per la sfida delle elezioni comunali» affermano Di Berardino e Giampietro, «perché perdere il Comune e far governare alla destra una fase così delicata vorrebbe dire mettere ulteriormente in pericolo il futuro di Bussi. La decisione di sospendere la costituzione del circolo del PD è una scelta equilibrata, prevista dal Regolamento, annunciata e non contestata nel corso dell'Assemblea provinciale che si è tenuta proprio a Bussi. Questa scelta può aiutare a far superare le momentanee distanze. Ma le vere emergenze di Bussi restano l'occupazione, l'ambiente, l'economia, ed è su questi gravi problemi che una forza democratica e progressista come il PD deve dare risposte specie a poche settimane dal voto. Distogliere l'attenzione e le energie dalla soluzione di questi problemi sarebbe incomprensibile. Auspichiamo che tutte le anime del PD superino le incomprensioni e lavorino insieme per il futuro di Bussi: noi siamo pronti a farlo».

14/01/2008 17.15