«I Comuni non ratifichino le norme regionali sulle aperture domenicali»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1262

LANCIANO. Un atto di coraggio da parte del Comune di Lanciano e delle amministrazioni comunali di Rocca San Giovanni e Santa Maria Imbaro, perché non ratifichino nelle loro ordinanze le norme scellerate contenute nella riforma del commercio varata dalla Regione Abruzzo, che di fatto liberalizza l'apertura indiscriminata dei centri commerciali nelle giornate festive e la domenica.
E' la richiesta avanzata dal presidente della Confcommercio della provincia di Chieti Angelo Allegrino nel corso della conferenza di servizi che si è svolta ieri pomeriggio al Comune di Lanciano per decidere sulle deroghe alle chiusure festive delle attività commerciali. La proposta dell'assessore alle attività produttive Gianpanfilo Tartaglia – sostenuta anche dai rappresentanti dei Comuni di Rocca San Giovanni e Santa Maria Imbaro – è di estendere la deroga alla chiusura a 41 giornate l'anno, il massimo consentito dalla legge regionale, a fronte invece delle 31 concesse nel 2007.
«Siamo convinti – ha puntualizzato Allegrino – che il commercio di Lanciano non abbia questa necessità e la nostra posizione è condivisa anche dai rappresentanti dei sindacati dei lavoratori, che già in altre occasioni si erano opposti alla riduzione delle giornate di chiusura festive. Le 31 giornate dello scorso anno sono già più che sufficienti».
Secondo Allegrino il provvedimento che il Comune di Lanciano si appresta a varare rischia di pregiudicare ulteriormente i già fragili equilibri del settore commerciale cittadino, perché va a tutto vantaggio delle strutture della grande distribuzione organizzata, le uniche a potersi accollare i costi di gestione di un'apertura festiva.
«E' facile comprendere – ha continuato il presidente – che non si possono neppure invocare benefici per i consumatori, in quanto i maggiori costi sostenuti dalle aziende per aprire la domenica e nei giorni di festa vanno inevitabilmente ad incidere sul prezzo finale dei prodotti, che quindi risultano meno convenienti».
Nei prossimi giorni la Confcommercio invierà un questionario a tutti i commercianti soci della città di Lanciano, così da conoscere anche il loro punto di vista su questa liberalizzazione.
«Finora – ha sottolineato ancora Allegrino – non è stato mai effettuato un vero sondaggio tra i negozianti su questo argomento ed è importante verificare attentamente le diverse posizioni. E' vero che la Regione ha concesso l'opportunità di rimanere aperti per altre 41 giornate, ma è lo stesso vero che spetta alle amministrazioni locali decidere per i singoli territori, che non sono tutti uguali, ma presentano caratteristiche ben diverse gli uni dagli altri».

11/01/2008 17.35