Pastore contro Trifuoggi e Aceto: «scandalosa la loro presenza con Travaglio»

Alessandro Biancardi

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Pastore contro Trifuoggi e Aceto: «scandalosa la loro presenza con Travaglio»
PESCARA. E' duro l'attacco del senatore di Forza Italia, Andrea Pastore, nei confronti del procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi e il sostituto procuratore Aldo Aceto.
Non è la prima volta che negli ultimi mesi il procuratore Trifuoggi viene "richiamato all'ordine" per faccende che non riguardano strettamente la sua attività di magistrato.
Dopo le interrogazioni parlamentari dell'onorevole Barbieri sulla presunta incompatibilità territoriale, oggi il procuratore capo finisce nuovamente nella bufera a causa della partecipazione alla presentazione del libro di Marco Travaglio "Mani Sporche".
Chiamato in causa, questa volta, anche il sostituto procuratore Aldo Aceto altro partecipante all'incontro.
«Stupisce davvero», ha detto Pastore, «che a sostegno di un conclamato mistificatore e diffamatore quale Travaglio siano intervenuti importanti esponenti della Magistratura che di fatto, ma spero inconsapevolmente, hanno così dato ad un famoso demagogo una patente di credibilità davvero immeritata».
E di fatto Travaglio nel suo incontro con i lettori non ha risparmiato battute al vetriolo contro Silvio Berlusconi e le sue vicende giudiziarie-politiche.
In perfetto stile “travagliesco” così come siamo abituati a sentirlo in tv documenti alla mano e sferzate violente ed ironiche su fatti ed avvenimenti della politica degli ultimi anni.
E mentre diceva quelle cose, Pastore provava un brivido lungo la schiena al solo pensiero che al suo fianco erano seduti Trifuoggi e Aceto (che hanno parlato prima del giornalista).
«Appare veramente fuori luogo», continua Pastore, «che i due rappresentanti della procura pescarese, peraltro attualmente impegnati direttamente in una serie di indagini proprio su eventuali rapporti fra politica e malaffare nella città, mettano la loro immagine professionale pubblica a disposizione di un personaggio squalificante come Travaglio».
Un richiamo all'ordine non nuovo per il senatore forzista che nei mesi scorsi aveva chiesto alla procura di accelerare le indagini in vista delle prossime elezioni politiche di aprile.
«Spero - conclude infine Pastore – che si tratti solo di una momentanea eclissi del doveroso stile di quegli stimati magistrati e che, invece, la Procura di Pescara torni, come è giusto che sia, a parlare solo ed esclusivamente attraverso gli atti giudiziari e le auspicabili conclusioni dei procedimenti da tanto tempo avviati».
Un attacco che probabilmente non passerà inosservato nemmeno questa volta.
Ma considerato che il tasto è sempre lo stesso ci si domanda se non sia il caso di chiedersi, invece, perché tali esternazioni o attacchi al procuratore.
In definitiva il perché di una strisciante e montante sfiducia verso la procura che sembra aver dimenticato le inchieste più pesanti e che promettevano livelli superiori.
Ci riferiamo agli scandali Fira (ieri nemmeno un accenno fugace nel consuntivo della Finanza di Pescara che dovrebbe ancora indagare anche se si avvicinano i termini di chiusura indagine) o quelli della cartolarizzazione della sanità.
Il sentore della pubblica opinione (è questo è un fatto difficilmente discutibile) è quello che qualcosa sia intervenuto ad insabbiare, affossare, fermare quel lavoro iniziato.
Che occorrano segnali chiari ed incontrovertibili?

11/01/2008 10.18



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