La proposta "rivoluzionaria" di Gervasi:«politici, scopriamo le carte»

Alessandro Biancardi

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OPERAZIONE GERVASI. MONTESILVANO. Una operazione trasparenza, tante volte richiesta e a volte anche promessa ma in fin dei conti mai arrivata. Questa volta però l'assessore alla Pubblica Istruzione Vittorio Gervasi (Fi) dà la sua bella lezione e passa ai fatti, alla sostanza, a dati concreti e spedisce in redazione il suo cedolino paga. «Ecco, questo è quanto percepisco io ogni mese dal Comune di Montesilvano». DI MATTIA:«IL SISTEMA E’ MALATO ALLA RADICE E VI SPIEGO PERCHE’»
Sono 539,55 euro si legge sullo stampato di agosto (più 161,16 di trattenute). E lui assicura. «E' la stessa identica cifra tutti i mesi».
Numeri diversi da quanto si immagina che possa percepire un politico (e ce ne sono tantissimi che superano anche 2 o 3 mila euro) ma Gervasi assicura «è tutto qui».
Si sa, la giunta Cordoma ha fatto del risparmio dei compensi il suo vessillo e come si vede dalla retribuzione dell'assessore alla Pubblica Istruzione (l'unico al momento che ha promosso l'iniziativa e aderito) ne è la prova.
Gervasi sottolinea poi che «ho rinunciato al telefono cellulare del Comune, uso la mia auto per spostarmi e la benzina me la pago io».
Quasi un'oasi felice e paradisiaca rispetto al mondo dei costi impropri della politica.
Forse un eccesso, quello di Montesilvano, per fortuna, una volta tanto, un eccesso nel senso opposto. Anche se bisogna stare attenti a non cadere nell'errore di credere che non sia giusto pagare (e magari tanto) chi fa un lavoro impegnativo come quello dell'amministratore.
Il problema sorge solo quando si raggiungono eccessi, la qualità del lavoro è inesistente, si commettono errori o si bada al proprio esclusivo interesse o alla propria vanità. In una parola non si fa il proprio dovere.
Ecco è lì che sorgono i problemi.
«Il mio compenso è tale perché io ho un lavoro a parte la politica».
Ma per chi fa dell'amministrazione comunale la sua unica ragione di vita «ci sono solo un centinaio di euro in più», assicura Gervasi.
Tolto il vantaggio economico è evidente che a questo punto chi decide di entrare in una amministrazione pubblica lo fa perché ci crede veramente: «è questo il punto centrale. A fronte di quello stipendio bisogna per forza lavorare bene», continua Gervasi.
«Se ci permettessimo anche di perdere tempo, alla fine, tra spostamenti e telefonate a carico nostro ci andremmo sotto».
Interessante teoria.
Ma si sa bene che non tutti gli stipendi sono uguali e se l'assessore di Montesilvano non ha problemi a mostrare i suoi numeri bisogna vedere quanti seguiranno il suo stesso esempio.
Gervasi fa anche un'altra proposta: «sarebbe interessante anche vedere i curricula degli esponenti politici. Ripercorrere le tappe, la vita personale specialmente durante il periodo elettorale, ma non solo, può far capire chi realmente stiamo votando».
Ma un buon curriculum fa un buon amministratore?
«Non sto dicendo questo ma ciò che realmente distingue una azione politica sono le persone che la intraprendono e la loro credibilità; come può essere credibile un politico che nella sua storia di vita personale non ha mai fatto le cose che predica o promette agli altri?».
Di certo ogni curriculum andrebbe poi verificato e controllato per bene. Sarebbe infatti forte la tentazione di edulcorarlo, fare "piccole aggiunte", o magari qualche taglio su vicende personali non gradite…
Dopo l'outing pecuniario di Gervasi ci sarà qualcun altro disposto a scoprire le carte? Avanti il prossimo.
Noi siamo qui. I lettori attendono

Alessandra Lotti 14/12/2007 13.50

GUARDA IL CEDOLINO PAGA DEL COMUNE DI MONTESILVANO DI VITTORIO GERVASI


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=12202]LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DEI CONSIGLIERI REGIONALI[/url]

DI MATTIA:«IL SISTEMA E' MALATO ALLA RADICE E VI SPIEGO PERCHE'»

«Ammiro il gesto di Gervasi. Se fare l'amministratore di una città è semplicemente mettere a disposizione di tutti le proprie competenze allora perchè non farlo gratis o in maniere che non costino al 100% sulla società? Non dovrebbe essere questa la motivazione principale per una persona che amministra la cosa di tutti?»
La pensa così Attilio di Mattia di Abruzzo sostenibile, associazione neonata, ex candidato nelle file dell'Idv.
«Anzi voglio aggiungere: più si è svincolati dall'indennità e più è facile non fare una politica del consenso e molto più semplice fare una politica del giusto», sostiene Di Mattia.
«In questo modo si fanno scelte non per essere rieletti perchè non si ha bisogno della pagnotta pubblica ma si fanno scelte in coerenza con il programma svincolati dal consenso spicciolo del "mi curo il mio giardino"».
«Per questo vi voglio riportare la mia esperienza ed un caso esplicito per mostrarvi come la politica fatta male adombri iniziative come quelle del Gervasi e quelle di altri. Alle amministrative del 2006 di Montesilvano», spiega Di Mattia, «mi sono candidato alle comunali con il partito di Di Pietro supportando il candidato sindaco Cristian Odoardi. Avendo supportato l'attuale sindaco Cordoma al ballottaggio (in quanto pensavamo rappresentasse il nuovo) mi sono proposto come assessore alle Fonti di Finanziamento Alternative chiedendo di avere il mandato per soli due anni e di devolvere l'indennità completamente ad associazioni no-profit locali scelte in comune accordo tra il sottoscritto e la giunta Cordoma. La risposta a questa mia proposta fu: "Non sarebbe giusto nei confronti degli altri assessori". Quindi l'importanza per gli attuali amministratori fu quella di equilibri politici e non le tasche dei cittadini».
Poi è scoppiato il caso “Swap” Di Mattia è intervenuto più volte su questo quotidiano in qualità di esperto finanziario.
«Poco dopo», spiega Di Mattia, «la giunta Cordoma mi ha contattato per partecipare ad una commissione di approvazione ristrutturazione debito. In parole spicciole convalidare scelte già fatte. Io ho declinato. Dopo un mese si fanno risentire dicendomi che il direttore finanza del Comune aveva avuto il monito da parte della Corte dei conti di non dare consulenze (già perchè ne hanno già date molte) anche se la mia parte di onorario sarebbe andata alla società e non direttamente nelle mie tasche».
Così Di Mattia si è riproposto nuovamente assessore senza portafoglio per risolvere sostanzialmente le pratiche relative alla ristrutturazione dei debiti devolvendo metà della cifra per l'organizzazione di un evento che illustri la politica sostenibile e l'altra metà in beneficenza.
«Ancora una volta la risposta è stata no», ha spiegato amareggiato il consulente, «la verità è che il sistema è malato; una persona offre il suo know-how specifico e difficile da reperire localmente condividendo l'onorario con la società e tale viene bocciata per motivi di equilibri politici interni. Questa giunta non porta nulla di nuovo eccetto casi sporadici come questo del Gervasi che qualcosa alla fine prende».

15/12/2007 11.38

LA RISPOSTA DI GERVASI

«Non so nulla in merito a trattative per assegnare a Di Mattia un assessorato. Seconda considerazione: il compenso di amministratore ognuno lo può devolvere a chi vuole senza autorizzazione di nessuno e tanto più si fa beneficenza in silenzio tanto più è meritevole l'atto di donazione. Terza considerazione: Di Mattia dice che la giunta Cordoma lo ha contattato per partecipare ad una commissione di approvazione ristrutturazione debito, anche di questo non so nulla, ma comunque se vuole collaborare gratuitamente con il mio assessorato, nei limiti delle mie deleghe, lui come chiunque altro (ed in molti già lo stanno facendo almeno per quanto mi riguarda) lo aspetto a braccia aperte. Per guadagnare tempo segnalo che mi trovo nel Palazzo del Comune al terzo piano, corridoio a destra, terza porta a sinistra: quello è il mio ufficio».

17/12/2007 11.59

LA CONTROREPLICA DI DI MATTIA

«Prima di tutto non ci sono mai state trattative ma mi sono autoproposto per le mie caratteristiche tecniche ed al di fuori di IDV anche se sono stato il secondo dei piu' eletti in quel partito. Quanto alla beneficenza, concordo con Gervasi che la beneficenza in silenzio e' piu' meritevole, ma la mia era una contro-proposta alla proposta iniziale della consulenza che ho declinato.
Terzo- MI fa piacere vedere come la giunta Cordoma sia un team affiatato dove le comunicazioni circolano liberamente.
Quarto- Io almeno mi sono messo in ballo ed ho chiesto nonostante la mia professionalita' il parere dei cittadini andando al voto, sono sicuro che le credenziali di Gervasi siano alte ma noto che Gervasi e' stato messo li in qualita' di genero di Di Giovanni.
Quarto- Collaborare gratis e' un piacere ma purtroppo nell'assessorato di Gervasi non ho competenze specifiche.
Anzi il Comune di Montesilvano non e' attrezzato in questo momento ad implementare le idee da me riportate sulle Fonti di Finanziamento alternative.
Quinto-nell'era di internet andare a trovare Gervasi in palazzo non ha senso, meglio sfruttare le potenzialità della tecnologia».

17/12/2007 14.42