Un anno di ticket farmaceutici: «sarebbero dovuti sparire»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Istituiti con provvedimento regionale del 27 dicembre 2006, i ticket farmaceutici avrebbero dovuto avere una efficacia limitata nel tempo per un periodo massimo di sei mesi. Il fine ultimo da perseguire era quello di ripianare il disavanzo della relativa spesa. A distanza di quasi un anno esatto, però, sono ancora al loro posto.
L'istituzione del nuovo onere a carico degli abruzzesi aveva portato, già all'inizio del 2007, Cgil, Cisl, Uil ad aprire una vertenza con la Regione allo scopo di eliminare i ticket, sostituendoli con misure alternative «più razionali» e «radicali» e meno impopolari.
In particolare i pensionati delle tre organizzazioni, obiettivamente tra i più colpiti dal provvedimento sia per la loro fragilità economica sia perché più di altri costretti a ripetute cure, già il 10 febbraio hanno scioperato in diecimila partecipando ad una manifestazione regionale svoltasi a Pescara.
«Finalmente», racconta il segretario generale Lucio de Mattheis, «dopo un serrato ed impegnativo confronto con l'Assessorato alla Sanità, il
6 aprile si è giunti alla sottoscrizione di un accordo nel quale si prevedeva al tempo stesso l'eliminazione dei ticket con decorrenza dal successivo mese di maggio e l'adozione in sostituzione di misure strutturali per l'abbattimento dei costi».
Tra interlocuzioni, ripetute promesse disattese e stasi estiva sono però passati mesi: «quel patto non è stato ancora onorato dall'
arrogante ed irresponsabile Governo Regionale», continua De Mattheis, « il quale, se non altro, avrebbe dovuto prendere atto che l'ammontare della spesa farmaceutica è già ad oggi stato ricondotto, nei limiti programmati».
E recenti indiscrezioni parlerebbero di una conferma a tempo indeterminato del pagamento dei ticket.
«La Federazione dei pensionati Cisl», continua il segretario generale, «e con essa sicuramente gli amici di Cgil e Uil da sempre uniti nella lotta- non ha dubbi sulla risposta da dare a Del Turco e
soci: nel caso che la dissennata minaccia venga posta in essere sarà la Magistratura a stabilire se una tassa di scopo possa essere prorogata anche dopo il raggiungimento dello scopo stesso».

12/12/2007 9.47