Castiglione (An):«un referendum per bocciare i politici che ci deludono»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6002

LA PROPOSTA. ABRUZZO. «Diamo la possibilità ai cittadini di revocare il mandato a chi non lo rispetta, cambiando partito o tradendo in maniera evidente gli impegni che aveva assunto in campagna elettorale». A lanciare questa proposta rivoluzionaria è Alfredo Castiglione, capogruppo di An, che ha dato mandato a un gruppo di lavoro affinchè ne prepari una proposta per il Consiglio Regionale.
«L'esigenza», spiega l'esigenza del centrodestra, «è quella di porre un freno all'indecorosa transumanza degli eletti da un partito all'altro, alla mercificazione dell'incarico elettivo a fini personali, restituendo il pallino agli elettori attraverso un referendum con il quale possano confermare o ritirare la fiducia ai politici senza aspettare la fine del mandato».
«Il diritto di revoca - continua Castiglione - meglio conosciuto all'estero come "recall" è già operativo in numerosi Stati, dagli Stati Uniti alla Confederazione Elvetica, e consiste proprio nella possibilità per gli elettori di revocare anticipatamente, attraverso un referendum popolare con quorum prestabiliti, il mandato elettivo a chi non l'ha rispettato».
E il pensiero principale dei propositori va a Del Turco (anche se di esempi, bisogna ammetterlo, ce ne sono altri). «Il presidente non soltanto ha lasciato un partito per accomodarsi in un altro, ma ha tradito clamorosamente gli impegni presi, limitandosi a una politica degli annunci fatta di tante chiacchiere e pochissimi fatti, una non politica che ha deluso la stragrande maggioranza degli abruzzesi. E perchè gli elettori devono assistere impotenti per altri 2 anni e mezzo a questo indecoroso spettacolo senza potere fare nulla?» Con il recall, pensa Castiglione, se i cittadini potessero pronunciarsi nuovamente, sicuramente «eviterebbero all'Abruzzo altri danni, restituendo l'amministrazione regionale nelle mani di chi è interessato al bene collettivo più che dall'avere una bella foto sui giornali».
Prevedendo tale opportunità, forse, ogni politico ci penserebbe sopra un bel pò prima di lasciare un partito grazie al quale (ai voti di
lista) sono stati eletti.
Se oggi un politico lo fa con disinvoltura, è proprio perchè si sente svincolato dagli impegni presi con chi l'ha votato e sa che per qualche anno risponderà solo a se stesso, sentendosi così legittimato a utilizzare l'incarico ricevuto per massimizzare le utilità personali e le prebende che gli vengono offerte da un partito o da un altro.
«Spero che una proposta del genere», chiude Castiglione, «possa essere applicata a livello regionale, magari con una modifica dello Statuto.
La politica non può ridursi al calciomercato né può diventare ostaggio di chi dà vita a partiti politici per ricattare e condizionare le scelte di chi è stato eletto dagli elettori».

06/12/2007 9.48