«A Roma l’Unione è in crisi, a Pescara è già morta»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'intervento del Presidente della Camera, Bertinotti, di ieri su un quotidiano ha messo in evidenza la crisi che attraversa l'Unione a livello nazionale, ponendone in discussione la stessa sopravvivenza. Per la verità qualcosa si era intuito anche a Pescara dove qualcuno già in passato aveva posto ultimatum (poi non rispettati) e minacciato seriamente lo scisma
L'Italia dei Valori, non condivide il giudizio di Bertinotti e crede invece che Prodi e la coalizione recentemente votata dai cittadini che lo sostiene abbia «il dovere di completare l'attuazione del programma e soprattutto di assicurare le condizioni di stabilita' politica necessarie per realizzare quel complesso di riforme (legge elettorale, riforma costituzionale e riforma dei regolamenti parlamentari) che ormai quasi tutte le forze politiche, di centrosinistra e di centrodestra, ritengono necessarie e non piu' rinviabili».
Eppure completamente diversa e' la situazione politica nella Citta' di Pescara.
«A Pescara», spiega Carlo Costantini, deputato e consigliere comunale, «la coalizione dell'Unione ha ormai esaurito il suo mandato elettorale, con molte luci, soprattutto sul piano del dinamismo amministrativo e della capacita' di realizzazione del programma, ma anche con tante ombre. Denunce, scandali, indagini della Magistratura, scarsa trasparenza negli appalti e nei concorsi pubblici hanno messo in evidenza l'incapacita' della coalizione di mettere al centro della propria azione sempre, comunque ed esclusivamente gli interessi della Città».
La Citta' aveva bisogno di «colmare i ritardi del centrodestra sul piano delle realizzazioni delle manutenzioni ordinarie e straordinarie (troppe!) e delle vere infrastrutture (poche!)», ma aveva anche bisogno di «riscoprire un rapporto nuovo con l'Istituzione Comunale, aperto, trasparente, pulito, capace di premiare il merito, il mercato, la concorrenza, le idee, senza ricorrere alle troppe e continue "furberie" che hanno ormai ingenerato nei cittadini (soprattutto i giovani ed i piccoli imprenditori, per non parlare dei dipendenti comunali) un diffuso senso di sfiducia nei confronti della Amministrazione in carica».
Per questo a Pescara Costantini ritiene necessario guardare oltre l'Unione ed oltre i compromessi.
«Deve nascere e deve affermarsi a Pescara», conclude Costantini, «al primo o al secondo turno lo valuteremo in seguito – una nuova coalizione, totalmente svincolata dalle ispirazioni ideologiche tradizionali e, quindi, ne' rossa, ne' nera, ne' bianca.
Una coalizione formata da persone che hanno la stessa idea di citta', gli stessi valori, la stessa visione del futuro, la stessa attitudine a guidare i processi di cambiamento dei contesti urbani che, se non governati con la dovuta sensibilita', ma anche con la necessaria fermezza, potrebbero ulteriormente peggiorare le gia' precarie condizioni di vivibilita' e di sicurezza della nostra citta'.
Una coalizione formata, quindi, da persone che per mettersi insieme non hanno bisogno di raggiungere compromessi intrisi di riserve mentali, che non hanno bisogno di continue mediazioni, che non hanno bisogno di trampolini di lancio o di postazioni di potere, da persone non ossessionate dal bisogno di apparire brave, ma molto piu' impegnate ad esserlo davvero e per tutti, non solo per pochi».
La corsa per le amministrative è iniziata. Da un pezzo.

05/12/2007 13.56

ALESSIO DI CARLO (RL):«E' TEMPO DI RIFLETTERE»

«Le dichiarazioni dell'onorevole Costantini a proposito del fallimento dell'esperienza di governo del centrosinistra pescarese e sulla necessità di aprirsi a nuove alleanze, meritano attenzione ed impongono l'avvio di una riflessione anche da parte delle forze di centrodestra».
E' questo il commento di Alessio Di Carlo dei Riformatori Liberali che ha auspicato l'avvio di una interlocuzione con «tutte le forze politiche e civiche che abbiano a cuore la ripresa di un rapporto leale e trasparente tra cittadino e amministrazione comunale».

05/12/2007 14.57