Bussi, il Pd assolve Chella: «ha fatto di tutto per non cadere»

Alessandro Biancardi

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BUSSI. A una settimana dalla caduta del governo cittadino di Bussi interviene Antonio Castricone, coordinatore provinciale del Partito Democratico. Parole dure contro chi ha fatto in modo che la giunta Chella si frantumasse, e assoluzione completa per il suo partito e per il proprio uomo di riferimento Tommaso Ginoble: «inopportuno affidare alle divisioni del Pd la fine dell'amministrazione comunale». LA "PROPOSTA INDECENTE" TARGATA CASTRICONE.
«Bussi sta vivendo una fase estremamente delicata della sua storia», spiega Castricone in una nota inviata alla stampa, «e di tutto aveva bisogno tranne che della caduta dell'amministrazione comunale. Chi ha provocato tutto questo è responsabile di un atto scellerato che rischia di ripercuotersi sul futuro del paese».
«Il sindaco Marcello Chella», prosegue Castricone, «ha lavorato onestamente e con determinazione nel pieno di una crisi industriale e ambientale che arriva da lontano, e che certo non si poteva ne' si può risolvere nel giro di pochi mesi. E' per questa ragione che Bussi, soprattutto in una fase così delicata, aveva bisogno di stabilità per ridare una speranza ai lavoratori del polo industriale e per consentire di affrontare con efficacia l'emergenza ambientale».
Una serenità che invece è mancata, costringendo tutti a tornare a casa ad appena 18 mesi dalla elezione plebiscitaria da parte dei cittadini.
«La comunità ha perso il suo riferimento amministrativo», continua Castricone, «ed ora è costretta a interrogarsi anche sull'insediamento di Orim e Fassa Bortolo».
E il segretario spende stesse parole di disapprovazione sia per il centrodestra, ovvero la minoranza, che per parte della maggioranza che ha rassegnato le proprie dimissioni a causa di un rapporto ormai compromesso con il sindaco.
«Dalla destra non ci aspettavamo un comportamento diverso», sottolinea, «ma i tre consiglieri di maggioranza si rendono protagonisti di un gesto grave soprattutto nei confronti dei bussesi.
Non è giusto imputare a Tommaso Ginoble o all'esito delle primarie del Partito Democratico le scelte dei tre consiglieri, allo stesso tempo l'assessore regionale sbaglia quando afferma che non è stato fatto abbastanza per salvare l'amministrazione: è stato fatto invece quanto necessario e bene ha fatto il sindaco Chella a non dimettersi cosi'
come gli era stato 'minacciato': quando si governa un paese si deve avere anche il coraggio ed il senso di responsabilità che non si dimostrano sicuramente con le dimissioni».
Nei giorni scorsi Massimo Campitelli (Ds), ex assessore ai Lavori Pubblici e Lelio Bucci (Margherita), ex vice sindaco e assessore alle Attività Produttive, avevano parlato a PrimaDaNoi.it di rapporti ormai compromessi con un sindaco non disposto al confronto e di una giunta ferma da troppi mesi e poco pronta a risolvere i problemi.
E anche su queste dichiarazioni Castricone si lancia in una difesa d'ufficio per il sindaco: «viene da chiedersi come possano criticare l'operato di un'amministrazione di cui erano fra i principali protagonisti, pensando di far credere di non avere colpe. E' chiaro che è legittimo manifestare dubbi e perplessità sull'insediamento di un'azienda come la Orim, ma non si capisce come le critiche possano arrivare da uno dei tre consiglieri che si era fatto promotore, anche presso altre istituzioni, dell'insediamento di un impianto di smaltimento dei rifiuti. Ora il Partito Democratico è consapevole di dover lavorare, insieme con le altre forze dell'Unione, per dare risposte concrete ai cittadini di Bussi, e questo di certo non può avvenire con i tre consiglieri che hanno fatto cadere l'amministrazione».

04/12/2007 8.46

LA "PROPOSTA INDECENTE" TARGATA CASTRICONE.

BUSSI. Continuano gli strascichi polemici all'interno del centrosinistra dopo la caduta dell'amministrazione cittadina della scorsa settimana.
Ieri il segretario provinciale del Pd Castricone aveva accusato i tre assessori di maggioranza che rimettendo le proprie deleghe hanno causato la caduta del governo.
Ma oggi i tre replicano ancora una volta: «Castricone si nasconde dietro alla disponibilità e alla buona educazione di persone serie ed autorevoli. Una delle regole concordate dalla coalizione del centrosinistra di Bussi vittoriosa alle ultime elezioni», ricordano oggi Campitelli, Bucci e La Gatta «era che per risolvere i problemi di tutti bisognava dialogare, sì, con la minoranza, ma la condizione del dialogo era che nessuno coltivasse furbizie e doppie verità perché il rapporto fra la maggioranza e l'opposizione era stato scritto dagli elettori e non poteva essere cancellato».
«Ma le regole della buona politica oggi interessano pochi perché», continuano i tre, «Bussi sta vivendo una delle fasi più delicate dal punto di vista sociale e dell'emergenza ambientale ed occupazionale».
E a proposito del Pd Bucci, la Gatta e Campitelli chiedono a Castricone se si sia accorto «che i potenziali elettori del PD hanno il diritto di scegliersi i propri rappresentanti nelle istituzioni e nel Partito Nuovo attraverso il metodo democratico delle primarie» e se si sia accorto «che come Coordinatore del Pd ha il dovere di rappresentare anche quei tantissimi elettori (la maggioranza) della Margherita e del DS che non la pensano certamente come lui. Si è accorto Castricone», chiedono ancora, «che i comunisti di Rifondazione sono parte attiva della Coalizione a Bussi come in Provincia, in Regione ed in Italia?»


05/12/2007 10.31



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