Montesilvano, abrogata la «norma truffa»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2370

MONTESILVANO. Ieri sera il consiglio comunale di Montesilvano ha messo fine alla norma truffa. E' stato abrogato il comma 14 dell'articolo 26 elle Norme Tecniche di Attuazione che prevede il premio volumetrico del 20%. E Cordoma promette di annullare anche i premi già assegnati.
Ieri sera, «giustizia è stata fatta», per prendere in prestito la frase del presidente del consiglio comunale Valter Cozzi. Il Comune ha abrogato la norma e il sindaco Cordoma ha annunciato battaglia per tutti gli accordi firmati dal suo arrivo, arrivo segnato da una precisa indicazione: «nessun regalo a nessuno».
Ci proverà prima con le maniere buone, chiamando tutti quelli che hanno firmato («non mi importa se sono 10 o 100»). Nel caso in cui le parole non basteranno userà le maniere forti e «con un atto sindacale annullerò i provvedimenti sottoscritti».
E' nelle sue competenze e per questo si dice tranquillo.
Soddisfazione anche per Rifondazione Comunista e il consigliere Cristian Odoardi, con il suo occhio costantemente vigile sulle questioni urbanistiche.
«Ho votato assieme alla maggioranza tale abrogazione», ha commentato il consigliere, «quando si fanno cose buone non ci sono schieramenti».
Odoardi ha poi chiesto alla Giunta «di fare luce su chi e in quale misura ha adoperato tale norma nei cinque anni precedenti» per una questione di trasparenza. «Spero ci possano fornire il quadro completo prima possibile. E' bene che i cittadini sappiano chi li ha presi in giro oltre a quelli sui quali la magistratura sta indagando».
E Odoardi ha invitato anche a non fare del dirigente del settore Niccolò l'unico responsabile delle ultime firme concesse sebbene l'orientamento della nuova giunta fosse già chiara.
«Dire da parte dell'amministrazione che nessuno sapeva mi sembra eccessivo. E' paradossale che un assessore all'urbanistica non sappia cosa fanno gli uffici. Dire che non è stato comunicato è pilatesco. Un assessore all'urbanistica si informa, va negli uffici e se non capisce qualcosa chiede spiegazioni. Fare scaricabarile è tutt'altro quello che si chiede ad un amministratore, forse l'assessore farebbe bene a dimettersi».
Non ha partecipato alla votazione di ieri sera il Pd, che ha abbandonato l'aula come forma di protesta nei confronti del Consiglio comunale lamentando che «le convocazioni in commissione non sempre sono state notificate a tutti i consiglieri».
«Nella stessa commissione», ha denuncia ancora Chiulli, «non viene data la possibilità ai consiglieri di approfondire la conoscenza di atti in esame sui quali si è chiamati a decidere».
Questo si sarebbe verificato per la ratifica di delibera di Giunta sulla variazione di Bilancio di Previsione 2007, «adottata l'8 novembre 2007», ricorda Chiulli, «e portata all'esame della commissione il 26 novembre, cioè due giorni prima del consiglio comunale. Inoltre la stessa è stata consegnata, velocemente discussa e votata senza che i commissari potessero capire ciò che si andava a ratificare».
Inoltre, sostiene ancora il rappresentante del Pd, «il giorno prima del Consiglio nei fascicoli dell'ufficio di presidenza non c'erano ancora tutte le delibere iscritte all'ordine del giorno per poter essere esaminate dai consiglieri».


29/11/2007 12.17